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14 Maggio 2021
15:20

Dal lago Resia riemergono i resti di Curon, il paese del Trentino Alto-Adige sommerso dal 1950

L'antico villaggio di Curon Venosta fu sommerso nel 1950 dalle acque del lago Resia, in seguito alla costruzione di una diga per la produzione di energia idroelettrica. L'unico edificio che si è conservato nel tempo è un campanile, ancora oggi perfettamente visibile: tuttavia, i lavori di manutenzione al bacino hanno fatto temporaneamente riaffiorare anche gli altri resti del piccolo paese del Trentino-Alto Adige, in provincia di Bolzano.

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Dal lago Resia riemergono i resti di Curon, il paese del Trentino Alto-Adige sommerso dal 1950
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L'antico paese sommerso di Curon, in Trentino-Alto Adige, è nuovamente affiorato in superficie dopo che il livello delle acque del lago Resia si è abbassato. No, non stai leggendo la trama di un film di fantascienza: i lavori di manutenzione al bacino, che viene sfruttato per la produzione di energia idroelettrica, hanno fatto tornare a galla i resti del villaggio che da circa 70 anni è completamente ricoperto dal lago e che è stato reso ulteriormente celebre dalla serie tv di Netflix "Curon", uscita nel giugno 2020, e dal romanzo "Resto qui", scritto da Marco Balzano.

Normalmente, a spuntare dalle acque del Resia è soltanto il campanile della chiesa di Sant'Anna, unico edificio del vecchio centro abitato che si è conservato e che risulta ancora perfettamente visibile. Dopo l'abbassamento del livello del lago artificiale, però, sono temporaneamente riemerse anche altre parti del paesino in provincia di Bolzano che fu allagato nel 1950: si tratta principalmente di macerie, che circondano l'area dove sorge la torre campanaria.

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Ma qual è la vera storia di questo antico villaggio? Curon Venosta, chiamato così per intero dal nome della valle in cui si trovava, cambiò volto a cavallo tra il 1949 e il 1950: la decisione di Montedison di costruire una diga per sfruttare i bacini naturali esistenti per la produzione di energia idroelettrica ebbe l'effetto di unificare il lago di Resia e il lago di Curon, ricavando un lago artificiale lungo 6 chilometri. Tuttavia, le conseguenze della realizzazione dell'opera furono devastanti per il piccolo centro abitato: Curon, insieme alle sue 163 case, fu inondato e poi completamente sommerso dalle acque, prima di essere ricostruito più a monte.

Del villaggio originale, si salvò soltanto quel campanile che sorge dal cuore del lago Resia ed è diventato una sorta di attrazione turistica: c'è chi giura, in mezzo alla notte, di sentire ancora le campane risuonare, un'opzione suggestiva tanto quanto irrealistica, dato che queste furono rimosse già nel 1950, prima della formazione del nuovo bacino.

Diventato giornalista quasi senza sceglierlo, lasciando che la passione per la scrittura e per le storie raccontate agli amici si trasformasse nelle prime collaborazioni durante l’università. Prima del tesserino di pubblicista del 2019 ci sono anni di articoli scritti per siti e quotidiani, soprattutto di sport ma senza chiudere la porta ad altri temi, dalla scienza alla tecnologia. Che sia un piccolo spazio verde cittadino, un pezzo di campagna o un parco nazionale sulle montagne più alte di un paese pieno di spiagge, sono irrimediabilmente attratto dalla natura di cui, spesso si tende a dimenticarlo, siamo innanzitutto ospiti. Amo le lingue straniere, sinonimo per me di apertura e opportunità, come quella di diventare traduttore. Inoltre, sono le chiavi che mi aiutano ad aprire quel mondo che poi racconterò agli altri, sempre con la cura e la precisione che il giornalismo richiede.