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9 Settembre 2026
9:55

Caparezza saluta 20mila fan a Caserta e parla del suo futuro: «Non so che fine farò, lasciatemi andare»

Caparezza chiude il concerto alla Reggia di Caserta davanti a 20mila fan e parla del suo futuro: le parole dell'artista tra musica, arte e nuovi progetti.

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Caparezza saluta 20mila fan a Caserta e parla del suo futuro: «Non so che fine farò, lasciatemi andare»

Caparezza ha chiuso il suo ultimo concerto alla Reggia di Caserta con parole che hanno emozionato i circa 20mila fan presenti. Più che un semplice saluto di fine tour, quello del rapper pugliese è sembrato un arrivederci dal significato particolare, accompagnato da una riflessione sul futuro, sull'arte e sul suo percorso personale.

L'artista non ha annunciato ufficialmente un ritiro dalla musica, ma ha lasciato aperti diversi scenari. Negli ultimi anni, infatti, la sua attività è stata inevitabilmente influenzata dai problemi legati all'acufene e all'ipoacusia, condizioni delle quali Caparezza ha parlato pubblicamente in diverse occasioni.

Caparezza e il saluto ai 20mila fan di Caserta

Al termine dello spettacolo in Piazza Borbone, Caparezza ha voluto rivolgersi direttamente al pubblico. Dopo un tour accolto con grande partecipazione, il cantante ha parlato con sincerità di quello che potrebbe accadere nei prossimi anni.

«Non so che fine farò, ve lo dico con molta sincerità. È ovvio che ogni fine concerto dico che è l'ultimo e poi puntualmente vengo smentito, però sono in una condizione particolare per cui non abbiate paura, qualsiasi cosa farò starò bene, quindi lasciatemi andare».

Proprio le parole «lasciatemi andare», pronunciate davanti alle migliaia di persone presenti a Caserta, hanno assunto un peso particolare. Non si tratta necessariamente di un addio alla musica, anche perché lo stesso Caparezza ha ricordato come in passato le sue dichiarazioni sulla fine dei concerti siano poi state smentite dai fatti.

Il messaggio sembra piuttosto raccontare la necessità dell'artista di sentirsi libero di scegliere quale direzione prendere.

Il futuro di Caparezza dopo “Orbit Orbit”

Il concerto alla Reggia di Caserta arriva dopo una fase importante della carriera del rapper. Nel 2025 Caparezza ha pubblicato “Orbit Orbit”, arrivato quattro anni dopo “Exuvia”.

Una distanza temporale che non rappresenta una novità nella sua discografia. Negli ultimi anni l'artista ha infatti preferito concedersi lunghi periodi tra un progetto e quello successivo, costruendo ogni album attraverso un lavoro articolato e senza inseguire necessariamente i ritmi tradizionali dell'industria musicale.

Con “Orbit Orbit” Caparezza ha anche continuato a sperimentare con il proprio linguaggio sonoro, allontanandosi in parte dalle sonorità più dure che avevano caratterizzato alcuni lavori precedenti.

Una trasformazione legata anche alla sua condizione uditiva.

Acufene e ipoacusia hanno cambiato la musica di Caparezza

Caparezza ha raccontato più volte come acufene e ipoacusia abbiano avuto conseguenze sul suo modo di lavorare e di concepire la musica.

Non solo un limite con cui confrontarsi, quindi, ma anche una situazione che lo ha portato a modificare alcuni aspetti della propria produzione artistica.

In un'intervista rilasciata a Fanpage aveva spiegato:

«Dal punto di vista stilistico, ci sono sempre meno chitarre elettriche e suoni spigolosi. Anche la mia voce che era spigolosa ora non lo è più. Questo perché ci sono frequenze che mi danno fastidio, quindi tendo ai suoni morbidi, elettronici, orchestrali».

Il cambiamento si può percepire nelle produzioni più recenti, nelle quali trovano maggiore spazio elementi elettronici e orchestrali.

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Il saluto di Caserta non si è concentrato solamente sul futuro della carriera di Caparezza. Il rapper ha approfittato degli ultimi minuti sul palco per condividere con il pubblico una riflessione sul valore dell'arte e della creatività.

Cinema, fumetti, letteratura, pittura, teatro, danza e musica sono stati elementi centrali della sua formazione e del suo percorso personale.

«So che tanti di voi sono persone che amano il mondo dell'arte, che amano i linguaggi creativi, a cui la vita è stata salvata letteralmente dal fumetto, dal disegno, dalla letteratura, dalla pittura, dalla danza, dal teatro, dal cinema, dalle arti».

Per Caparezza creare significa anche trovare un modo per elaborare ciò che accade nella realtà.

L'artista ha utilizzato l'immagine dell'ostrica che trasforma un corpo estraneo in una perla: allo stesso modo, attraverso il processo creativo, ciò che provoca disagio può diventare una canzone, un disco o uno spettacolo.

«Lo anestetizzo così, evito di farmi male così. Il corpo estraneo però nel mio caso è la realtà».

Il messaggio ai fan: «Non tenete le vostre idee dentro di voi»

La parte conclusiva del discorso è diventata un invito rivolto soprattutto alle persone che sentono il bisogno di creare ma rimandano per paura del giudizio o dei risultati.

Caparezza ha chiesto ai fan di dare forma alle proprie idee senza concentrarsi esclusivamente sulle aspettative degli altri:

«Il mio consiglio è questo: non tenete le vostre idee dentro di voi, date loro corpo perché non ci sarà più tempo. Non c'è già più tempo».

Un messaggio che riassume bene il rapporto che Caparezza ha costruito con l'arte nel corso della propria carriera: creare prima di tutto come esigenza personale, senza trasformare necessariamente il risultato o il consenso del pubblico nell'obiettivo principale.

Caparezza si ritira dalla musica?

Al momento Caparezza non ha annunciato il ritiro dalla musica. Le dichiarazioni pronunciate durante il concerto di Caserta non rappresentano quindi la conferma di un addio definitivo.

Il rapper ha scelto invece di lasciare aperta la porta sul proprio futuro.

Dopo il successo del tour e il percorso iniziato con “Orbit Orbit”, potrebbe arrivare una nuova pausa prima di capire quale forma assumerà il prossimo capitolo della sua carriera. Le parole pronunciate davanti ai 20mila spettatori della Reggia di Caserta raccontano soprattutto il desiderio di poter decidere senza pressioni.

E quel «lasciatemi andare» potrebbe non essere un addio, ma semplicemente la richiesta di avere il tempo e la libertà necessari per capire quale sarà il prossimo passo.