Capodanno? Inquina un botto! Ecco l’impatto dei fuochi d’artificio sulla qualità dell’aria

Sono il simbolo della festa che saluta l’arrivo del nuovo anno. Devi sapere però che l’utilizzo dei fuochi d’artificio causa il rilascio nell’aria di numerose sostanze chimiche e particelle metalliche che contribuiscono non poco all’inquinamento atmosferico.
Federico Turrisi 31 dicembre 2019

Aspettiamo la notte di San Silvestro solo per loro: i fuochi d'artificio. In tutto il mondo spettacoli pirotecnici colorano il cielo e danno il benvenuto al nuovo anno. Bellissimo, penserai. Senza dubbio lo è, ma hai mai pensato anche all'impatto ambientale dei fuochi d'artificio? Ora, non vogliamo fare i guastafeste, né creare allarmismo (anche perché stiamo pur sempre parlando di un impatto non così rilevante per l'ambiente, se ragioniamo su scala globale), ma ci teniamo a farti sapere che i botti di Capodanno hanno un effetto negativo sulla qualità dell'aria.

Come leggiamo nella scheda informativa della regione Lombardia rivolta ai cittadini, il primo giorno dell'anno, nelle ore  immediatamente successive all’utilizzo dei fuochi d’artificio, si registra un peggioramento dei valori della qualità dell’aria, anche con elevati picchi in atmosfera, in particolare di polveri sottili (PM10).

Gli esplosivi rilasciano un quantitativo non trascurabile di varie sostanze inquinanti, nocive per la nostra salute, tra cui potassio (K), stronzio (Sr), bario (Ba), magnesio (Mg), alluminio (Al), zolfo (S), titanio (Ti), manganese (Mn), rame (Cu), bromo (Br) e piombo (Pb). La loro permanenza nell'atmosfera può durare anche giorni. Dipende dalle condizioni meteorologiche: naturalmente la concentrazione degli inquinanti si abbasserà in caso di pioggia. I fuochi d'artificio, inoltre, sono azionati da polvere da sparo costituita da un ossidante (nitrato di potassio), un combustibile (carbone) ed un acceleratore (zolfo), che attraverso una serie di reazioni chimiche portano alla formazione di anidride carbonica, la famigerata Co2.

Non è finita qui. Uno studio della Cewep (Confederation of european waste-to-energy plants) ha messo in evidenza che nel Capodanno 2005 i fuochi d'artificio esplosi nella sola città di Napoli hanno sprigionato una quantità di diossina pari a quella rilasciata in un anno da 120 inceneritori di rifiuti. Hai capito bene. E così, secondo l'Agenzia ambientale britannica, i quindici minuti di fuochi d'artificio sparati nel Capodanno 2000 a Londra in occasione delle celebrazioni per il nuovo millennio hanno prodotto più diossina di quanta ne avrebbe emessa un termovalorizzatore in 100 anni.

Attenzione, però. Non è certo per colpa dei fuochi d'artificio se i livelli di gas serra nell'atmosfera terrestre sono altissimi. E non sono certo i fuochi d'artificio i principali responsabili del cambiamento climatico. I loro effetti negativi sull'ambiente sono limitati nel tempo, ma sono comunque da tenere in considerazione, visto che provocano un incremento significativo delle polveri sottili nell'aria. Un problema, quello dell'inquinamento atmosferico, che sicuramente nuoce al nostro organismo e che può portare all'insorgenza di malattie cardiovascolari e respiratorie. Insomma, oltre a non spaventare i nostri amici a quattro zampe, hai un'altra buona ragione per andarci piano con i botti di fine anno.