Quanto è grande e cosa mangia il capodoglio, il cetaceo dentato più grande al mondo minacciato da plastica e imbarcazioni

Anche se può essere chiamato comunemente balena, il capodoglio fa parte in realtà degli Odontoceti, un sottordine che comprende i cetacei dotati di denti. In questo gruppo, è l’animale dalle dimensioni più grandi, oltre ad essere capace di compiere lunghe immersioni a profondità anche di 3000 metri. Il numero di esemplari al mondo è sconosciuto, ma questa specie viene ritenuta “vulnerabile” per via di alcune minacce che, come spesso accade, sono legate all’attività dell’uomo.
Alessandro Bai 21 Luglio 2021

Se ti è capitato di vedere le immagini di un capodoglio, probabilmente potresti averlo chiamato più semplicemente balena: il termine di per sé non è sbagliato, ma devi sapere che viene usato per indicare genericamente anche altre creature marine di dimensioni enormi, dalla megattera alla balenottera azzurra, che però hanno caratteristiche un po' diverse. Prima di tutto, il capodoglio (o Physeter macrocephalus) è l‘animale più grande al mondo ancora in vita tra gli Odontoceti, ovvero i cetacei dotati di denti, visto che non tutti li hanno; oltre a questa, però, ha tante altre caratteristiche interessanti, dalla sua testa gigante, lunga quasi un terzo dell'intero corpo, al particolare olio, chiamato spermaceti, che è presente nel cranio di queste balene e sembra essere legato all'origine del loro nome.

Ad oggi il numero di capodogli che nuotano nei mari del nostro pianeta è sconosciuto, ma secondo la lista rossa delle specie minacciate dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) si tratta di un animale "vulnerabile", addirittura "in pericolo" se consideriamo soltanto le popolazioni che abitano nel Mar Mediterraneo. I problemi che minacciano lo stato di conservazione del capodoglio hanno per gran parte a che fare con l'uomo e vanno dall'ingestione di plastica agli scontri con le navi o altre imbarcazioni, senza contare gli esemplari spiaggiati lungo i litorali.

Caratteristiche

Il nome scientifico Physeter macrocephalus indica l'animale che chiamiamo più comunemente capodoglio, un nome che sembrerebbe derivare dall'espressione "capo d'olio", riferita proprio allo spermaceti, una sostanza dalla consistenza a metà tra olio e cera che varia di densità in modo da regolare la galleggiabilità dell'animale, che così può immergersi in profondità e tornare in superficie più facilmente. È una caratteristica importante per i capodogli, che sono conosciuti proprio per le loro immersioni, che possono durare oltre un'ora e durante le quali raggiungono profondità anche di 3000 metri.

Un’immagine che mette in evidenza l’enorme testa del capodoglio e i suoi denti.

Una balena non dovrebbe certamente stupire per le sue dimensioni, ma la Sperm Whale, com'è chiamata in lingua inglese, ha la particolarità di avere una testa imponente, pari a circa un terzo della lunghezza totale, oltre a una bocca dotata di denti rudimentali, al posto dei fanoni di cui sono dotate ad esempio le balenottere azzurre. Il capodoglio si può trovare nel Mar Mediterraneo, ma anche negli oceani di tutto il mondo, più spesso lontano dalle coste anche se, qualche volta, si avvicina ai litorali. Per respirare, l'animale tende a galleggiare in superficie per qualche minuto sfruttando, per rilasciare l'aria, lo sfiatatoio a forma di S, più largo di quello di una balenottera e posizionato sul lato sinistro del corpo: il soffio emesso supera anche i 10 metri di altezza.

I capodogli sono animali decisamente longevi, dato che possono vivere fino a 80 anni, continuando peraltro a crescere per circa 50 anni. Queste caratteristiche hanno permesso all'animale di evolversi e affermarsi nel proprio ecosistema pur tenendo un tasso di natalità piuttosto basso: le femmine di capodoglio partoriscono una volta ogni 4-6 anni, dopo una gestazione che dura tra i 12 e i 18 mesi. Una volta nati, poi, i piccoli sono allattati per almeno 2 anni.

Dimensioni

Come ti ho anticipato, il capodoglio è l'animale più grande al mondo tra i cetacei che hanno i denti, un sottordine chiamato Odontoceti, ma le sue dimensioni cambiano molto a seconda del sesso: i maschi possono infatti raggiungere una lunghezza di 16-18 metri e un peso di circa 50 tonnellate, il doppio rispetto agli esemplari femmina, che pesano 20-25 tonnellate e sono lunghi poco più di 12 metri. Questa differenza, in ogni caso, non vale per il cucciolo di capodoglio, che a prescindere dal genere pesa una tonnellata alla nascita e misura circa 4 metri di lunghezza.

Cosa mangia

Considerata la sua taglia esagerata, non è così sorprendente il fatto che il capodoglio mangi enormi quantità di cibo ogni giorno: la sua alimentazione comprende calamari giganti, polpi, razze e altri tipi di pesce, spesso e volentieri spingendosi fino a profondità elevate per cacciare le proprie prede.

I capidogli non devono preoccuparsi di essere attaccati da altri animali, fatta eccezione per le orche, che sono i loro unici predatori e cercano il più delle volte di isolare i cuccioli per poi ucciderli.

Minacce

La longevità dei capodogli, l'assenza di molti predatori e l'abitudine a trascorrere molto tempo sotto la superficie del mare sono caratteristiche che dovrebbero mettere al riparo questa specie da molti pericoli, tuttavia la lista rossa di IUCN ritiene questo animale "vulnerabile" a livello globale e "in pericolo" nel territorio del Mar Mediterraneo. Quali sono i motivi? Come spesso accade c'è di mezzo l'uomo, che immette nei mari grandi quantità di plastica che queste balene tendono a ingerire per sbaglio, scambiandola per i calamari di cui si nutrono. Il problema è grande specialmente proprio nel Mediterraneo, dove questo tipo di inquinamento è decisamente più diffuso rispetto, ad esempio, all'Oceano Atlantico.

Per un capodoglio, però, c'è anche il rischio delle collisioni con le imbarcazioni, che possono uccidere i cetacei o ferirli gravemente: secondo uno studio pubblicato nel 2017 da WWF Mediterranean Marine Initiative sarebbero circa 40 ogni anno le balenottere comuni che muoiono per questo motivo. Una ragione in più, se ce ne fosse bisogno, per ridurre il più possibile l'utilizzo di plastica e per spingere le autorità a regolarizzare il traffico marittimo che, non va dimenticato, può creare scompiglio e conseguenze più gravi in un territorio che è la casa di moltissime creature preziose.