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4 Dicembre 2019
14:00

Capodoglio trovato morto su una spiaggia in Scozia: nello stomaco una “palla di rifiuti” da 100 chili

La plastica è la principale indiziata, in quanto rappresenta sempre più una minaccia alla sopravvivenza di numerose specie marine, già considerate a rischio estinzione, come appunto i capodogli. La macabra scoperta avvenuta su una spiaggia dell'isola scozzese di Harris è solo l'ultima di una lunga serie.

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Capodoglio trovato morto su una spiaggia in Scozia: nello stomaco una “palla di rifiuti” da 100 chili
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Un'altra vittima, un altro cetaceo morto (molto probabilmente) a causa dei rifiuti che l'uomo produce e riversa in mare in enormi quantità. Siamo in Scozia, sulla spiaggia di Luskentyre, nella parte meridionale dell'isola di Harris. Qui un gruppo di ricercatori dello Scottish Mareine Animal Standing Scheme hanno ritrovato un esemplare di capodoglio maschio morto. Stavano aprendo la carcassa per indagare quali potessero le cause della sua morte, quando hanno fatto la sconvolgente scoperta: pesca, corde, guanti, buste, bottiglie e bicchieri di plastica. L'animale aveva ingerito circa un quintale di rifiuti, nel suo stomaco c'era una vera e propria "litter ball" (ossia una palla di rifiuti), come l'hanno ribattezzata gli operatori.

Non è tuttavia ancora chiaro, riporta la Bbc, se la massa di spazzatura abbia avuto un ruolo determinante nella morte del capodoglio. Il dato di fatto comunque è che siamo di fronte a una strage di animali marini che non accenna a fermarsi. Sempre in Scozia, recentemente, era stata trovata morta una balena, insieme al cucciolo che portava in grembo, intrappolata in una rete da pesca di nylon che le impediva di muoversi liberamente e di nutrirsi. Il marine litter, e in particolare la presenza nei mari di tutto il mondo di rifiuti di plastica che impiegano secoli per biodegradarsi, sta avendo drammatiche conseguenze sugli ecosistemi marini. Vorremmo che sia l'ultima volta che ci tocca parlare di balene, tartarughe o altre specie con gli stomaci strapieni di rifiuti, ma purtroppo di questo passo il bilancio delle vittime del mare non potrà che salire.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.