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16 Giugno 2021
17:00

Chi si rivede: dopo 150 anni un esemplare di avvoltoio egiziano torna a volare in Gran Bretagna

Lo straordinario avvistamento è avvenuto nelle isole Scilly. Ora si attende la conferma British Ornithologists Union Records Committee.

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Chi si rivede: dopo 150 anni un esemplare di avvoltoio egiziano torna a volare in Gran Bretagna
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Se dovesse essere confermato, si tratterebbe di un evento più unico che raro. Un avvoltoio egiziano, detto anche capovaccaio, sarebbe stato infatti avvistato nelle isole Scilly, a largo della costa sud-occidentale della Gran Bretagna. L'ultima volta che è avvenuto un avvistamento del genere risale al 1868 ed è stato registrato nell'Essex. In quel caso, l'avvoltoio egiziano fu abbattuto da un agricoltore, che aveva notato uno "strano rapace" predare le sue oche.

"Se si dimostrasse che è di origine selvaggia, sarebbe il primo avvistamento dopo 150 anni, forse un po' di più. È un avvistamento incredibilmente raro", ha dichiarato in un'intervista alla Bbc Stuart Bearhop, professore di ecologia animale all'Università di Exeter. L'identificazione della specie sarà effettuata dal British Birds Rarities Committee, e poi spetterà al British Ornithologists Union Records Committee verificare che si tratti di un capovaccaio.

Il Neophron percnopterus – questo il nome scientifico della specie – è un rapace a forte rischio di estinzione. La sua popolazione è in declino dappertutto, tanto che l'Iucn, l'Unione internazionale per la conservazione della natura, ha classificato la specie nella categoria EN (che sta per Endangered), ovvero "in pericolo". Secondo gli esperti, è molto probabile che l'esemplare in questione provenga dalla Francia, dove rimangono alcuni nuclei superstiti di capovaccaio, e che per motivi ancora ignoti sia andato in confusione durante la migrazione. Sta di fatto che avvistamenti in natura di questo tipo fanno ben sperare per la sopravvivenza di una specie minacciata.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.