ClemenTime: hai mai pensato di trovare frutta biologica nel distributore automatico dell’ufficio?

Immagina di avvicinarti al distributore automatico del tuo ufficio e scoprire che, fra uno snack industriale e l’altro, puoi trovare anche della frutta biologica e in una confezione ecosostenibile. È quello che ha pensato Antonio Braico quando, assieme a Francesco Rizzo, ha fondato ClemenTime, un’azienda che produce spuntini a base di clementine.
Giulia Dallagiovanna 24 gennaio 2019

I tuoi buoni propositi per un'alimentazione sana e leggera incontrano spesso un ostacolo difficile da superare: la pausa caffè al lavoro. Accanto all'innocuo distributore di bevande, ce n'è infatti uno molto meno innocente: quello degli snack. Spuntini industriali di tutti i colori e per tutti i gusti che in pochi morsi cancellano i sacrifici di settimane.

Anche per questa ragione, ti farà piacere sapere che esiste anche un'altra possibilità. Se controlli bene, infatti, potresti scoprire che anche nella macchinetta vicino al tuo ufficio hanno fatto la loro comparsa due clementine impacchettate assieme. Buone, ricche di vitamine, biologiche e in un packaging ecosostenibile. La frutta come snack è la soluzione che ti permette di non rinunciare né alla pausa caffè, né alla dieta.

Ad avere l'idea è stata l'azienda ClemenTime, che ha sede nella Piana di Sibari, luogo di nascita delle Clementine di Calabria Igp. Antonio Braico, direttore commerciale e co-fondatore di ClemenTime, ha raccontato a Ohga come è partita questa iniziativa.

Come è nata l'idea di ClemenTime?

Il progetto nasce da un'esigenza che avevo avvertito negli anni passati e cioè quella di valorizzare un prodotto tipico della Calabria. Sono di origini lucane, ma sono cresciuto a San Demetrio di Corone, un paesino a ridosso della Piana di Sibari. I proprietari di agrumeti di piccole dimensioni mi parlavano spesso delle difficoltà economiche che stavano vivendo. I soldi che guadagnavano dalla vendita dei loro prodotti non bastavano neanche a coprire tutte le spese di coltivazione e raccolta dei frutti. Così, il più delle volte, abbandonavano il campo.

Mi sono però reso conto che anche senza le cure degli agricoltori, le clementine cresciute in quegli agrumeti continuavano ad essere buonissime. Per questa ragione volevo a tutti i costi trovare un modo per valorizzare il prodotto.

In quel periodo, poi, ero anche un accanito fumatore. Perciò mi capitava spesso di cedere alla classica pausa caffè e sigaretta. Un giorno, guardando un distributore automatico, mi venne in mente che le clementine potevano essere trasformate in uno snack ed essere messe in vetrina, proprio come le merendine industriali.

Quando prende il via il progetto?

Abbiamo iniziato nel 2015, quando io e Francesco Rizzo ci siamo ritrovati a giocare nella stessa squadra di pallacanestro, la nostra comune passione. Francesco è originario di Padova, ma si era trasferito in Calabria per gestire l'azienda agricola di famiglia, dove si coltivavano anche agrumi. Una sera ne abbiamo parlato ed è nata ClemenTime.

In un primo momento, inserivamo le clementine in un tubo di plastica. Ma stavamo distribuendo un prodotto dietetico e salutare e non ci piaceva l'idea di utilizzare una confezione fatta di un materiale altamente inquinante. Così, siamo giunti alla conclusione che sarebbe stato meglio distribuirle in una scatolina rettangolare di cartone. Un imballaggio biodegradabile, ma che fosse in grado di conservare e proteggere gli agrumi.

Oggi ClemenTime si occupa di calibrare, selezionare a mano e inscatolare le clementine.

Come vengono coltivate le clementine?

Gli agrumi che selezioniamo provengono tutti rigorosamente da agricoltura biologica. Il rispetto per l'ambiente e per la salute è la direzione che cerchiamo sempre di seguire.

Dove si possono trovare gli snack di ClemenTime?

Non saprei dirle di preciso quanti distributori accolgono i nostri snack, ma riceviamo ordinazioni dalle 40 più importanti aziende di distribuzione e sono poi loro che decidono a quali macchinette destinarli. Naturalmente, la percentuale di presenza rispetto al cibo spazzatura è ancora minima, ma siamo convinti che la direzione sia quella giusta.

Come riuscite ad assicurare che il prodotto di conservi intatto all'interno di un distributore?

Si tratta di frutta, perciò un prodotto altamente deperibile e quindi può capitare che una percentuale vada a male e questi i gestori lo capiscono. Ma siamo riusciti a ridurre al minimo i rischi. Abbia effettuato dei testi di laboratorio sugli snack e i risultati hanno dimostrato che fra trasporto e permanenza nel distributore, le clementine possono resistere per una quarantina di giorni. Ai gestori diciamo 20, per tutelare il più possibile il consumatore.

Chi seleziona ClemenTime, sa di pagare per due clementine l'equivalente di quasi un chilo di prodotto, ma dietro ci sono i costi di manodopera, trasporto e inscatolamento. Oltre a offrire la possibilità di mangiare un frutto Igp ovunque, anche nell'ufficio all'ottavo piano di un palazzo milanese.

Di solito, quando si fa la classica pausa alle macchinette, l'occhio viene richiamato subito dagli snack industriali. Avete un'idea di come venga accolto un frutto in un distributore automatico?

Quello di cui ci siamo resi conto è che i dirigenti scolastici vogliono ClemenTime nei distributori dei propri istituti. Per quanto riguarda gli uffici, invece, riscuotiamo molto successo nei luoghi di lavoro con una maggiore presenza femminile. Anzi, si potrebbe dire che alcune clienti diventano delle vere e proprie fan, che condividono la foto dei nostri snack sui social e ci taggano. Piace perché è un prodotto dietetico, salutare e comodo da mangiare, non avendo nemmeno semi.

Chiaramente è più difficile essere apprezzati in luoghi dove si svolgono lavori più pesanti, come nelle fabbriche, dove gli operai in pausa pranzo vengono meno attratti da uno spuntino alla frutta.

Consegnate le vostre clementine anche a domicilio?

Si tratta di un progetto ancora in cantiere. Questa stagione non è stata molto positiva per le clementine, dato il caldo anomalo e i lunghi periodi di pioggia e umidità. Ci piacerebbe però aprirci all'e-commerce e spedirle direttamente alle famiglie che ne fanno richiesta. Dal produttore al consumatore, nel giro di un solo giorno. Si tratterebbe però di slot da 10 o 20 chili, perciò si pensa a gruppi di famiglie che magari si mettono d'accordo fra di loro e inviano l'ordine.

Se ho capito bene, state pensando anche a uno snack con i fichi.

Sì, l'idea è quella di inserire qualche Fico di Cosenza dop in un pacchetto, un po' più piccolo di quelli per le patatine. Pensavo di proporli in varie versioni, ad esempio con l'aggiunta di cioccolato, ma anche semplicemente essiccati e senza zuccheri aggiunti sono buonissimi. È però ancora un progetto in fase embrionale.

Credits: foto di copertina da pagina Facebook Clementime