Come coltivare con successo il Kalanchoe (e imparare a moltiplicarlo per talea)

Con ogni probabilità del genere kalanchoe, hai una piantina sul tuo balcone, ma non ne conoscevi il nome fino ad oggi. Si tratta di una pianta succulenta molto diffusa, che va tenuta in una zona luminosa, ma non ai raggi diretti del sole: non farti quindi trarre in inganno dalla sua “familiarità” con le piante grasse.
Gaia Cortese 19 Marzo 2021

Si contano più di un centinaio di specie di piante appartenenti al genere kalanchoe, originarie dell’America Centrale, dell’Arabia Saudita, dell’Australia e dell’Africa centro-meridionale. Si tratta nello specifico di piante succulente, ossia quelle piante che hanno particolari tessuti in grado di trattenere l’acqua e quindi di tollerare anche periodi di siccità. La kalanchoe si caratterizza per fiori diversamente colorati, che variano dalle tonalità del rosso all’arancio, dal giallo al rosa; steli e foglie, invece, sono piuttosto carnosi e di un verde brillante.

Vediamo insieme quali sono le specie più diffuse e come coltivare questa pianta nel modo corretto.

Specie e caratteristiche

Tra le varie specie che si identificano nel genere Kalanchoe, la Kalanchoe blossfeldiana (dal nome del suo scopritore, il tedesco Blossfeld) è sicuramente quella più conosciuta e diffusa. Le sue origini sono da ricercare in Madagascar, è una pianta perenne che può raggiungere i 30 cm di altezza, con foglie lucide caratterizzate da margini dentati e fiori che compaiono in primavera.

Proveniente dal Madagascar è anche la Kalanchoe daigremontiana, una pianta succulenta con foglie carnose, di forma triangolare, in genere macchiate di bruno e con margini ricchi di piccoli germogli che, opportunamente asportati, possono dare origine a nuove piante. Originaria del Madagascar e anche dell’India, la Kalanchoe pinnata appartiene alla famiglia delle Crassulaceae, e fa parte della medicina tradizionale e ayurvedica; può raggiungere un metro di altezza, ha foglie carnose e fiori che crescono in infiorescenze dai diversi colori come il rosso, il giallo e il verde.

Kalanchoe daigremontiana

Kalanchoe thyrsiflora è invece una specie perenne originaria del Sudafrica, riconoscibile per le sue foglie verde chiaro bordate di rosa, i suoi fiori invece sono gialli e raccolti in pannocchie, e decisamente profumati. Kalanchoe tomentosa è una pianta perenne del Madagascar, con foglie carnose ricoperte da una peluria biancastra piuttosto fitta che le dà un aspetto vellutato. All’inizio della primavera produce fiori a forma di campana di colore giallo-verde, riuniti in infiorescenze a pannocchie.

Kalanchoe pumila è una specie suffruticosa, quindi legnosa con rami erbacei fino alla base, con una struttura ricadente, adatta quindi a essere coltivata in un vaso sospeso. Le sue foglie sono carnose, di colore grigiastro e ricoperte da una sorta di cera. Kalanchoe delagoensis è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulacee e originaria del Madagascar: ha un portamento eretto e viene considerata ornamentale, per la bellezza dei suoi fiori penduli di colore giallo-arancione o grigio-rosso, riuniti in pannocchie.

Terreno e concime

Il terreno adatto alla coltivazione del Kalanchoe è un composto per piante grasse, mischiato a un po’ di sabbia che possa favorire il drenaggio dell’acqua. Questa pianta non ama i ristagni idrici, quindi sul fondo del vaso ricordati di aggiungere dei pezzetti di coccio, che non permettano all’acqua di ristagnare dove si trovano le radici della pianta.

Per quanto riguarda il concime, scegline uno che abbia un buon contenuto di potassio e che non manchino altri minerali importanti come il ferro, il manganese, il rame e lo zinco. Una carenza di quest’ultimo, infatti, potrebbe provocare seri danni alla pianta. Il concime deve essere somministrate da primavera a tutta estate, due volte al mese, in dosi dimezzate.

Esposizione

Il genere kalanchoe ha bisogno di luce per crescere e fiorire, ma nonostante tolleri anche periodi con poca acqua, nei mesi caldi è meglio non posizionare la pianta alla luce diretta del sole: meglio una zona di ombra raggiunta indirettamente dalla luce.

Considera anche la disposizione dei punti cardinali per trovarle la posizione migliore: in primavera e in estate preferisci un'esposizione a est o a ovest, in autunno e in inverno a sud, al riparo dal vento. Se coltivare la kalanchoe in giardino, scegliete una posizione di mezz'ombra luminosa. Se abitate in zone con inverni rigidi spostate la piantina in una serra oppure in casa, in quanto soffre molto il freddo.

Annaffiatura

In estate il kalanchoe deve essere innaffiato ogni 2 o 3 giorni, o tutte le volte che il terreno rimane asciutto. In inverno, invece, questa pianta non ha bisogno di molta acque e quindi puoi innaffiarla una volta a settimana oppure ogni 15 giorni.

Fioritura e potatura

A seconda della specie, possono variare anche i periodi di fioritura. Tuttavia la kalanchoe è una pianta brevidiurna, ciò significa che fiorisce quando le giornate si accorciano e che, per produrre fiori, questa pianta necessita di 14 ore di buio al giorno. Molti vivaisti stimolano la sua fioritura in modo artificiale durante tutto l'anno per poterla rendere disponibile alla vendita anche quando non fiorirebbe mai.

Il kalanchoe non necessita di alcuna potatura. Puoi occuparti semplicemente di eliminare le foglie che si seccano, in modo che non favorire la comparsa di malattie parassitarie. Con un kalanchoe in casa o in giardino, invece, dovrai apprendere le operazioni di cimatura degli apici vegetativi che consentono lo sviluppo delle infiorescenze della pianta che quindi rimane compatta e cespugliosa. Fai attenzione a tenere sempre pulito e disinfettato l’attrezzo che usi per il taglio.

Moltiplicazione

Verso marzo e aprile puoi moltiplicare la pianta per talea. Preleva dalle estremità dei fusti degli spezzoni lunghi circa 8 cm, aiutandoti con un coltello pulito e disinfettato. Dopo il taglio, lasciali asciugare per due giorni, e tratta la parte recisa con ormoni che puoi trovare dal vivaista, in modo da favorire la radicazione. Poi interrali in terra mischiata a sabbia grossolana.

Poni il vaso in una zona in mezz’ombra, dove sia possibile mantenere una temperatura intorno ai 21°C. Chiudi il vaso con della plastica trasparente per garantire calore e umidità. Fai attenzione che la plastica non tocchi la tale e ogni giorno apri l’involucro per controllare l’umidità del terriccio (deve essere sempre umido). Appena compariranno i primi germogli, significa che la talea ha radicato bene e può essere trapiantato in un terreno adatto alle piante adulte.

Malattie e parassiti

Nonostante il genere kalanchoe sia molto resistente, se dovessi notare delle macchie sulle foglie potrebbe essersi verificato un attacco di cocciniglia, un parassita che si diffonde soprattutto nella parte inferiore delle foglie. In questo caso, intervieni con un batuffolo di ovatta imbevuto di alcol denaturato da passare sulle foglie oppure utilizza un po' di sapone di Marsiglia sciolto nell'acqua e spruzza questa soluzione sulle foglie ogni tre giorni, anche più volte nell'arco della giornata.

Se invece le foglie sembrano molli, potrebbe trattarsi di un eccesso di acqua, quindi fai asciugare il terreno e le radici e regolati con le innaffiature, come spiegato poco sopra. Se noti delle piccole escrescenze gialle, potrebbe invece trattarsi si un fungo, la cosiddetta ruggine: se viene trascurata la pianta, il rischio è quello di vedere in un paio di mesi la pianta seccare completamente. Intervieni con un fungicida specifico dopo aver eliminato tutte le parti colpite.

Quando compare una muffa gialla, il kalanchoe probabilmente è stato colpito da un altro fungo, la Botrytis cinerea, favorito dall’umidità dell’aria e dalle eccessive innaffiature. Elimina subito le parte infette e tratta con un prodotto specifico.