Come coltivare con successo lo spatifillo, la pianta tropicale dalla curiosa foglia bianca

Ama la luce, ma non il sole diretto, le temperature miti, ma mai scendere sotto i 15°C. Lo spatifillo è una pianta tropicale che fiorisce dalla primavera all’autunno, ma quello sembra un bellissimo fiore bianco, in realtà, è solo una foglia un po’ anomala.
Gaia Cortese 22 Aprile 2021

Una pianta ornamentale di cui molti probabilmente scambiano una foglia "anomala" per un fiore. Lo spatifillo (Spathiphyllum), dal greco spatha “spata” e phyllon “foglia”, appartiene alla famiglia delle Araceae ed è una pianta originaria dell’America tropicale. Ne esistono almeno 60 specie tra cui va sicuramente menzionata la più diffusa e coltivata, ossia lo Spathiphyllum wallisii, originario dei paesi del centro-sud America e molto apprezzato per la produzione di infiorescenze che dura da primavera all’autunno. Altra varietà molto diffusa è lo Spathiphyllum wallisii mauna loa, più grande e con foglie più lunghe e fiori più grandi: la spata, infatti, può raggiungere anche i 15 cm di lunghezza.

Caratteristiche

Lo spatifillo è una pianta sempreverde con foglie lucenti, lunghe e appuntite. Tuttavia, la sua principale caratteristica è la mancanza del fusto, perché lo spatifillo cresce direttamente da un rizoma sotterraneo, ossia un fusto sotto terra che funge sia da radice sia da organo di moltiplicazione. Il tradizionale fiore bianco che si riconosce nello spatifillo è in realtà una brattea, ossia una foglia modificata nel colore che avvolge e protegge l’infiorescenza (spadice). Questa foglia bianca si chiama spata e assume questo colore quando raggiunge la maturazione; con il passare del tempo, tuttavia, si modifica fino ad assumere un colore verde pallido.

Terreno e concime

Per coltivare lo spatifillo devi procurarti del terriccio di torba mescolato a corteccia sminuzzata e sabbia grossolana, in modo che il terreno sia leggermente acido. Sul fondo del vaso sempre meglio aggiungere dell’argilla espansa e dei pezzi di coccio per favorire il drenaggio dell’acqua ed evitare cosi il rischio di ristagni idrici.

Per quanto riguarda il concime, scegline uno con un elevato contenuto di potassio (siglato con la lettera K), in cui non manchino i vari microelementi come il ferro, il manganese, il rame, lo zinco, il boro e il molibdeno.

Esposizione

Questa pianta tropicale ama la luce, ma non il sore diretto e devi fare anche molta attenzione alle correnti d’aria. il segreto di una buona fioritura è la temperatura che di notte deve essere intorno ai 18°C, mentre di giorno tra i 20 e i 25°C. In realtà, lo spatifillo tollera anche una temperatura superiore ai 30°C purché sia per un tempo relativamente breve; meglio non scendere mai sotto i 15°C perché questa pianta tropicale teme, a ragione, il freddo.

Innaffiatura

In estata innaffia molto, in modo che il terreno sia sempre umido. In inverno innaffia moderatamente, sempre assicurandoti che il terreno rimanga asciutto. Questa è la regola base per regolarsi con le innaffiature dello spatifillo, con un'accortezza in più: questa pianta tropicale, vista la sua origine, gradisce particolarmente anche frequenti nebulizzazioni di acqua non calcarea.

Fioritura

Per una fioritura rigogliosa da primavera all'autunno, ti basta fare attenzione alle temperature in cui vive la tua pianta. Se la temperatura esterna dovesse scendere sotto i 15°C, metti la pianta all'interno per proteggerla perché non tollera il freddo.

Malattie e parassiti

Una scarsa innaffiatura porta alla comparsa di foglie flosce che appassiscono velocemente. Il rimedio in questo caso è immergere il vaso in una bacinella con acqua tiepida fino a quando la pianta non si riprende; successivamente basta lasciare che l’acqua in eccesso fuoriesca dal vaso e riprendere con innaffiature regolari.

Se noti delle foglie gialle o con macchie gialle e marroni, lo spatifillo potrebbe essere stato attaccato dal ragnetto rosso e, in questo caso, prima di utilizzare un insetticida specifico, puoi provare semplicemente a nebulizzare  con dell'acqua non calcarea la chioma della pianta poiché, proprio la scarsa umidità, di norma agevola il processo della malattia.