Come coltivare il gelsomino, il rampicante sempreverde dal profumo delicatissimo

Il gelsomino è un arbusto sempreverde che regala una fioritura gradevolmente profumata. Ideale a scopo ornamentale, la pianta cresce bene in una posizione soleggiata. Non ha bisogno di troppa acqua, ma va concimato in modo appropriato in base alle diverse stagioni.
Gaia Cortese • 26 Maggio 2020

Aspetto delicato, profumo gradevole e foglie sempreverdi. Il gelsomino è una pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle Oleacee, del genere Jasminum. Grazie alla sua abbondante fioritura, il gelsomino è una pianta molto diffusa, oltretutto è particolarmente resistente e non necessita troppe cure, soprattutto per quanto riguarda l'irrigazione. Può raggiungere un’altezza elevata, anche cinque, sei metri, e riesce ad arrampicarsi facilmente su graticci e pergolati, ecco perché è molto "quotata" a scopo ornamentale. Il gelsomino cresce bene in terra, ma anche in vaso può regalarti tante soddisfazioni.

Varietà

Ho iniziato descrivendoti le caratteristiche principali del gelsomino, del quale però esistono diverse varietà. Ognuna ha le proprie particolarità, che vanno tenute a mente per capire quali sono le condizioni ideali di crescita della pianta. Tra le principali possiamo distinguere:

  • Falso gelsomino: noto anche con il nome scientifico di Trachelospermum jasminoides, è una delle principali varietà di gelsomino rampicante, caratterizzato da fiori bianchi che compaiono intorno a maggio e un profumo intenso.
  • Gelsomino azzurro: è detto anche Plumbago ed è molto utilizzato a scopo decorativo, grazie ai fiori che, come potrai intuire dal nome, presentano una tonalità di azzurro chiaro che rende questo arbusto sempreverde particolarmente adatto per coprire muri altrimenti spogli, ma anche sui balconi.
  • Gelsomino giallo: anche in questo caso cambiano i colori della fioritura, ma non lo splendido effetto visivo regalato da questo arbusto di cui esistono circa 200 specie diverse. Tra le più conosciute c'è il Jasminum nudiflorum, anche noto come gelsomino di San Giuseppe.
  • Gelsomino del Madagascar: è una delle varietà più adatte per la coltivazione in vaso, dato che le dimensioni ridotte permettono di posizionarlo comodamente in un angolo di casa tua. In tarda primavera potrai goderti lo spettacolo offerto dai suoi fiorellini bianchi che spunteranno in piccoli mazzi.
  • Gelsomino di Spagna: il nome scientifico è Jasminum grandiflorum e il fatto che sia chiamato anche gelsomino siciliano potrebbe confonderti. In realtà, per fugare ogni dubbio, ti dico che questa varietà sembra provenire dalla penisola arabica e dal Corno d'Africa: semplicemente, nei secoli è diventato estremamente diffuso in diverse aree affacciate sul Mediterraneo, che hanno cercato di rivendicarne l'origine dandogli più nomi.

La posizione ideale

Il gelsomino trova la migliore collocazione in un luogo soleggiato e quindi molto luminoso. Se lo dovessi posizionare in un angolo del tuo balcone a mezz’ombra, non ci sono particolari problemi per la sua crescita, ma qualche ora di sole deve essere sempre garantita affinché la pianta possa crescere bene. È poi importante che il gelsomino sia riparato dal vento.

Quanta acqua?

Il gelsomino non ha bisogno di tanta acqua: se esposto a periodi di carenza di quest’ultima, tutto sommato mostra una buona resistenza. Se quindi parti per le vacanze un paio di settimane, non preoccuparti troppo di doverlo innaffiare ogni giorno: la strategia della bottiglia di plastica riempita di acqua e rovesciata a testa in giù nel vaso, dovrebbe tamponare temporaneamente la tua assenza. Le irrigazioni alla pianta comunque stimolano la crescita e la fioritura e per questo motivo sono raccomandate in primavera e in estate. Attenzione ai ristagni di acqua perché potrebbero causare asfissia e marciumi delle radici.

Terreno e concime

Scegli un terreno ricco di sostanze organiche, che sia soffice e ben frenato. Se vuoi far crescere il tuo gelsomino in vaso mescola del terriccio universale da giardino con torba e sabbia. Per quanto riguarda il concime, in primavera e in estate usa del concime liquido da diluire con l’acqua che usi per innaffiare. Verso la fine dell’inverno puoi invece procedere con una concimazione organica con compost o stallatico.

Potatura

Quando puoi potare il tuo gelsomino? Per farlo devi aspettare la fine della stagione della fioritura, eliminando i rami che compromettono la crescita ordinata della pianta o quelli che ti sembrano più deboli o ormai deformati.

Parassiti e malattie

Il gelsomino teme gli afidi e le cocciniglie che si nutrono proprio della linfa della pianta e che ricoprono le foglie di melata, una sostanza zuccherina che diventa il luogo ideale per lo sviluppo di malattie fungine come le fumaggini. In caso di eccessiva umidità associata a temperature miti, sul tuo gelsomino potrebbe comparire anche la muffa grigia, che va contrastata con un fungicida appropriato.

(Modificato da Alessandro Bai 4-11-20)