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12 Agosto 2022
10:00

Come coltivare in vaso l’Aloe arborescens, la succulenta dai bellissimi fiori rossi

Da non confondere con l'Aloe vera (basta osservare il colore dei fiori), l'Aloe arborescens può essere coltivata in vaso con successo collocandola in una zona in piena luce e innaffiandola con regolarità, evitando eventuali ristagni idrici.

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Come coltivare in vaso l’Aloe arborescens, la succulenta dai bellissimi fiori rossi
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riginaria del Sud Africa e dell’America Latina, l’Aloe arborescens è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Aloaceae. Pur appartenendo alla stessa famiglia dell’Aloe vera, le due piante non possono essere confuse tra di loro.

Se infatti l’Aloe vera si sviluppa come un cespo, l’Aloe arborescens ha un fusto centrale legnoso con una crescita delle foglie alternate che fa assomigliare la pianta ad un cespuglio un po’ contorto. Non solo.

L’Aloe vera si distingue anche per avere una radice di partenza, mentre quella Arborescens ne è priva. E infine, i fiori: nell’Aloe vera i fiori sono gialli, mentre nell’Arborescens sono rossi. Ora vediamo come è possibile coltivare questa pianta succulenta in vaso.

Caratteristiche della pianta

L’Aloe arborescens è l’esemplare più grande della sua specie, nota anche con il nome africano Aloe Krantz, una parola che indica le creste rocciose e le scogliere, difatti, le foglie della pianta sono dentate.

Questa pianta erbacea perenne è riconoscibile per il suo aspetto quasi "tentacolare", perché crescendo l'Aloe arborescens si trasforma in un grande cespuglio ramificato con foglie molto lunghe, dentate e dalla forma di spada, e fiori riuniti in infiorescenze in grappolo di colore rosso, arancione, che compaiono solo quando la pianta ha raggiunto i tre, quattro anni di età.

La pianta raggiunge anche i 2 metri di altezza e di diametro e, una volta adulta, la sua chioma finisce per nascondere il tronco che quasi scompare tra le sue foglie.

Esposizione

Questo tipo di aloe apprezza un a posizione in piena luce. Le sue foglie, per mantenere un verde intenso ed acceso, hanno bisogno di una buona esposizione ai raggi solari. attenzione solo alle temperature più fredde e alle gelate perché l'Aloe arborescenspuò soffrirne.

Fioritura

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La fioritura di questa pianta si concentra nei mesi più caldi, tra marzo e settembre. 

Terreno e concime

Il terreno più adatto a questa pianta succulenta deve essere leggero, sabbioso ben drenato, dal momento che eventuali ristagni di acqua potrebbero far marcire l'impianto radicale. L'Aloe arborescens mostra anche una certa tolleranza al sale, tant'è che cresce lungo i tratti costieri a differenza di molte altre specie.

Questa pianta non ha bisogno di molto concime, ma se coltivata in vaso, aggiungere all’acqua dell’annaffiatura un fertilizzante liquido almeno una volta al mese  può essere utile per somministrare i nutrienti necessari al corretto sviluppo della pianta.

Annaffiature

Se coltivata in vaso, in inverno l'Aloe arborescens può anche non essere annaffiata. Nelle stagioni più calde, invece, occorre annaffiare con regolarità, assicurandosi sempre che la superficie del terreno sia completamente asciutta tra un’annaffiatura e l’altra. Sottovaso sì, sottovaso no? Meglio di no in quanto potrebbe favorire ristagni idrici dannosi per le radici della pianta.

Malattie e parassiti

L'Aloe arborescens teme gli acari, le cocciniglie e gli afidi. Per rimuovere questi insetti è sufficiente strofinare le foglie della pianta con un panno umido. Questa pianta succulenta è spesso soggetta a malattie fungine fogliari, riconoscibili per la comparsa di macchioline nere sulle foglie. Per risolvere il problema, basta spostare la pianta in un luogo meno umido e più esposto al sole.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.