Come coltivare la calendula, il fiore che attira api e bombi e favorisce l’impollinazione nel tuo orto

Si semina a marzo per ammirarne i fiori fino a novembre. La calendula è un fiore che assomiglia a una margherita ma raggiunge dimensioni leggermente superiori. Non richiede un terreno specifico, va posizionata in pieno sole e innaffiata poco, ma spesso.
Gaia Cortese 18 Settembre 2020

Fiorisce da giugno fino a novembre, offrendoti bellissimi fiori di un vivace colore giallo-arancione. La calendula è principalmente coltivata a scopo ornamentale o per le sue proprietà officinali, ma ci sono altri due motivi che spingono ad avere un vaso di calendula sul balcone o nell'orto. I petali di questo fiore sono commestibili e possono essere aggiunti alla tua insalata o possono essere canditi, mentre i boccioli possono essere conservati sottaceto. E poi la calendula attira gli insetti impollinatori come le api e i bombi, fondamentali affinché le piante da orto producano frutto.

Quando seminare

Se vuoi seminare la calendula il mese in cui farlo è marzo, ma devi assicurarti che le temperature abbiamo raggiunto almeno i 15°C. A primavera inoltrata potrai procedere alle operazioni di trapianto, facendo attenzione a mantenere una distanza di almeno 30 cm tra una piantina e l’altra. Se vuoi coltivare la calendula in vaso invece, la distanza minima da rispettare non deve essere inferiore ai 20 cm.

Terreno e concime

A dire il vero, per la calendula va bene qualsiasi tipo di terreno, ma volendo fare più i pignoli, dovendo scegliere meglio preferire quelli ricchi di sostanze organiche e ben drenati. Di norma si tende a non esagerare con l’azoto, che favorisce lo sviluppo delle foglie a discapito dei fiori. Scegli quindi un concime più povero di azoto e più ricco di potassio, liquido da diluire nell’acqua dell’innaffiatura o granulare a lenta cessione.

Esposizione al sole

La calendula ama il sole e non teme il calore estivo, tanto meno la siccità. Posizionala quindi in pieno sole, ed evita la mezz’ombra perché ne arresterebbe la crescita e renderebbe la produzione dei fiori scarsa. Se poi dovessi coltivare la calendula nell'orto, accertati di farla crescere vicino a piante "amiche", che in questo caso sono: le zucche, le zucchine, il cetriolo, i pomodori, i peperoni, le melanzane, i fagioli e i fagiolini.

Quanta acqua?

La calendula deve essere innaffiata regolarmente. L’ideale e è bagnarla poco, ma spesso, e attenzione ai ristagni idrici.

Potatura

Per favorire la fioritura e i nuovi germogli laterali, dovresti cimare gli apici vegetativi primari; in questo modo la calendula produrrà più fiori fin dalla base e formerà un folto cespuglio. Vanno inoltre eliminate le foglie secche per evitare che marcendo possano scatenare alcune malattie fungine.

Malattie e parassiti

La calendula teme infatti l'attacco di una nota malattia fungina conosciuta come mal bianco o oidio, facilmente riconoscibile perché sugli steli e le foglie della pianta si formano dei depositi polverosi e bianchi. La calendula teme anche l'Entyloma, un fungo che si diffonde nell’acqua d’irrigazione e che provoca una malattia molto aggressiva: la malattia del carbone; in questo caso la pianta muore per necrosi fogliare. Anche gli afidi sono i nemici acerrimi della calendula, e una volta che attaccano la pianta tendono a colonizzare steli, foglie e fiori ancora in boccio.

Come curare la calendula

Dal momento che la calendula attira gli insetti impollinatori, bisognerebbe sottoporre la pianta a trattamenti curativi solo se strettamente necessari, e farlo utilizzando prodotti biologici, proprio per non danneggiare api e bombi attratti dai capolini colorati dei fiori. Qualora l'i infestazione sia molto grave, è meglio estirpare la pianta, bruciarla e sostituirla con una nuova dopo aver sanificato anche il terreno.

Gli afidi invece possono essere eliminati con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool etilico denaturato o con un antiparassitario all’aglio, all’ortica o al piretro.