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Come funziona il bonus benzina da 200 euro? A chi spetta e come richiederlo

Il decreto legge per contrastare il caro energia e gli effetti della guerra in Ucraina prevede anche dei buoni carburante dal valore massimo di 200 euro, che le aziende private potranno concedere ai loro dipendenti in modo completamente esentasse. Scopri se hai diritto a questo benefit e come ottenerlo.
Alessandro Bai 25 Marzo 2022

I buoni carburante esentasse dal valore massimo di 200 euro, che conoscerai già come bonus benzina, sono una delle misure contenute nel decreto Energia introdotto dal governo Draghi per sostenere aziende e cittadini combattendo gli effetti della guerra tra Russia e Ucraina, tra i quali spicca anche il caro bollette.

Come saprai, il prezzo di diesel e benzina è aumentato sensibilmente nelle ultime settimane, costringendo il governo a intervenire anche attraverso le accise mobili. Con il decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2022, però, è arrivata anche la novità dei buoni benzina fino a 200 euro per i dipendenti di imprese private: di fatto, si tratta quindi di voucher aziendali che non saranno concessi a tutti, ma solo ai dipendenti, che potranno utilizzarli per pagare tutti i tipi di carburante. Devi sapere poi che i buoni benzina non concorrono alla formazione del reddito, il che significa che non ci sarà alcuna tassa da pagare per usufruirne.

Vediamo allora come funziona il bonus e chi può richiederlo.

Come funziona e a chi spetta

Il bonus benzina è una delle misure contenute nel decreto legge approvato per contrastare il caro energia, che prevede dei buoni fino a 200 euro validi per l'acquisto di qualsiasi tipo di carburante, esentasse per l'anno 2022, che siano "ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti", come si legge sul sito del Ministero dello sviluppo economico.

Significa quindi che i buoni benzina sono sostanzialmente dei voucher che puoi ottenere solo se sei un dipendente di un'azienda privata che aderisce all'iniziativa, dato che non esistono altri requisiti, come ad esempio una soglia Isee che fissa un limite al reddito del richiedente. Le uniche categorie che non hanno diritto a richiedere il bonus sono i dipendenti pubblici e i possessori di partita IVA, che sono esclusi dall'iniziativa.

Siccome i buoni carburante saranno completamente esentasse, non faranno parte dello stipendio che riceverai dalla tua azienda, ma rappresenteranno un ulteriore benefit, che non contribuirà alla formazione del reddito. Secondo il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti si tratta di "una proposta di buonsenso che aiuta i pendolari in questa fase critica di aumento dei carburanti".

Chi paga?

Se ti stai domandando come richiedere il bonus benzina, sappi che non è necessario presentare alcuna domanda, perché sarà l'azienda privata stessa a decidere se erogare il buono ai suoi dipendenti e in che misura, dato che il limite massimo fissato è di 200 ma le imprese saranno libere di emettere voucher con un valore minore.

Anche se il decreto legge prevede che "sono previsti finanziamenti per 9,9 milioni di euro" per il 2022 "e 0,9 milioni di euro per l’anno 2023” non ci saranno fondi stanziati appositamente per il bonus benzina, sui quali le aziende però non dovranno pagare alcuna tassa, grazie ad un'esenzione su Irpef e sui contributi Inps.

Preso atto di queste condizioni, sarà quindi il datore di lavoro a valutare la possibilità di concedere i buoni sul carburante: potresti parlarne personalmente con il tuo responsabile, ma è possibile che ci sia un intervento dei sindacati per cercare di uniformare la situazione il più possibile, a prescindere dall'azienda.

In precedenza, la soglia per i cosiddetti Fringe benefit, ovvero i beni e servizi esentasse erogati ai dipendenti, come i buoni spesa o proprio quelli per il carburante, era fissata a 258,23 euro. Questa somma tuttavia non teneva conto del nuovo bonus benzina, che farà alzare il tetto dei Fringe benefit di altri 200 euro.