No, non si tratta di ossidazione o di coloranti (più o meno proibiti).
Le macchie gialle che si formano a volte sul prosciutto cotto – che sia quello tagliato in salumeria o quello acquistato nelle buste di plastica sottovuoto – hanno a che fare con il passato dell'animale che è stato macellato per fare quel salume.
Ma anche se non è un fenomeno pericoloso, è possibile chiedere la sostituzione del prodotto.
Le macchie gialle che a volte si formano in diverse zone delle fette di prosciutto cotto indicano di fatto ematomi precedenti del maiale.
Non essendo stati riassorbiti dalla carne del suino, questi si sono spostati nella carne, anche a causa dell'umidità delle fette, che favorisce il trasporto del pigmento giallo.
La risposta alla domanda è stata fornita da un'azienda italiana produttrice di prosciutto cotto a un lettore de Il fatto alimentare, testata che si occupa di gastronomia e cibo.
Trovando sul prosciutto cotto appena acquistato delle macchie gialle visibili a occhio nudo, ha fotografato lo strano fenomeno in questione e l'ha sottoposto al servizio clienti dell'industria alimentare di salumi, che l'ha prontamente ricontattato per chiarire le circostanze.
L'azienda ha anche risposto alla domanda relativa alla sicurezza di queste macchie gialle.
È vero: si tratta di un elemento di non conformità del prodotto, dato che quei pigmenti paglierini non dovrebbero stare lì. Ma non è nemmeno un problema di sicurezza alimentare.
Normalmente, il reparto del controllo qualità blocca la fase di confezionamento, nel caso in cui le macchie vengano rilevate. Se tuttavia sfuggissero al controllo, l'acquirente potrebbe chiedere la sostituzione del prodotto al supermercato in cui ha acquistato quella busta di salumi.