Cop21 si chiude con la firma della carta di Napoli per proteggere il mar Mediterraneo

Il documento rappresenta il risultato finale della conferenza delle parti aderenti alla convenzione Onu di Barcellona per la protezione del mare e delle regioni costiere del Mediterraneo a cui hanno partecipato 21 paesi, tra cui l'Italia, che assumerà la presidenza della Cop 21 per i prossimi due anni.

5 Dicembre 2019
17:15
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Cop21 si chiude con la firma della carta di Napoli per proteggere il mar Mediterraneo
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Cala il sipario sulla Cop21 di Napoli. Si conclude oggi la conferenza delle parti dei 21 paesi (più l’Unione europea) che si affacciano sul mar Mediterraneo e aderiscono alla Convenzione Onu di Barcellona. L'evento si era aperto lo scorso 2 dicembre nel segno delle contestazioni da parte degli attivisti di Fridays for Future, che avevano bloccato l'ingresso di Castel dell'Ovo, dove si tiene il vertice. A seguito degli scontri con le forze dell'ordine sono stati fermati due ragazzi.

Ieri invece, sempre davanti a Castel dell'Ovo, alcuni attivisti dell'associazione Marevivo, vestiti di nero e mascherati con il volto dell'urlo di Munch, hanno inscenato un flash mob sul Lungomare Caracciolo per chiedere misure urgenti a tutela degli ecosistemi marini.

Ma oltre ai gesti simbolici hanno trovato spazio anche azioni concrete, come quella dei volontari del Wwf che hanno ripulito dai rifiuti la spiaggia di San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale di Napoli. A loro si è unito anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

La vera domanda, però, è una: quali risultati sono stati raggiunti con questa Cop21? La risposta è arrivata proprio oggi con la firma della Carta di Napoli da parte dei 21 rappresentanti dei paesi del Mediterraneo. Il documento sancisce l'inizio della presidenza italiana della Cop21 per i prossimi due anni. L'intento è quello di delineare una strategia comune, stabilendo tempi e modalità degli impegni che si assumono i 21 paesi del Mediterraneo insieme all'Unione Europea, per la tutela dell'ambiente marino e lo sviluppo della cosiddetta blue economy.

I punti fondamentali su cui i paesi membri della Cop21 hanno trovato un accordo sono il contrasto al marine litter e la riduzione dei rifiuti marini (in particolare di plastica), la tutela della biodiversità e il rafforzamento delle aree marine protette, la mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di ossidi di zolfo da parte delle grandi navi e l'adozione di soluzioni di blue economy. "Costruiamo insieme un futuro di pace, prosperità e sviluppo sostenibile sulle sponde del Mare Nostrum", ha commentato Sergio Costa, padrone di casa della Cop21 di Napoli. Come sempre, staremo a vedere se le promesse verranno effettivamente mantenute da ciascun paese.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.