Coronavirus, con la quarantena anche negli Stati Uniti si riduce notevolmente l’inquinamento

Le immagini satellitari mostrano come da quando è scattato il lockdown, gli Stati Uniti stanno assistendo a un sensibile calo delle emissioni di diossido di azoto. La stessa situazione si è verificata in Cina e in Italia a seguito delle misure di contenimento imposte dalle autorità.
Federico Turrisi 25 marzo 2020

Con l'inizio della quarantena in seguito all'entrata in vigore delle misure volute dal governo italiano per contrastare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, hai potuto verificare in prima persona come sia migliorata la qualità dell'aria. Per esempio, il drastico calo di emissioni di diossidi di azoto in Italia è testimoniato anche dalle immagini satellitari fornite dall'Esa (l'European Space Agency).

Lo stesso scenario si sta presentando anche negli Stati Uniti, che sono attualmente la terza nazione più colpita dal coronavirus dopo la Cina e l'Italia. Città solitamente congestionate dal traffico, come New York e Los Angeles, sono ora deserte. E questo ha delle ripercussioni sui livelli di inquinamento atmosferico. Le immagini del satellite Sentinel – 5P sono eloquenti: nelle prime settimane di marzo le chiazze rosse attorno ai grandi centri urbani che indicano la concentrazione di diossido di azoto nell'aria si sono ridotte a vista d'occhio.

Le principali fonti di diossido di azoto, ricorda l'Epa, l'agenzia federale per la protezione dell'ambiente, sono proprio i veicoli che circolano solitamente per strada. La diminuzione è più vistosa in stati, come quello di New York o la California, dove i governatori hanno imposto restrizioni più rigorose sugli spostamenti, chiedendo ai propri cittadini di rimanere a casa.