Coronavirus in Italia: i dati e il bollettino di oggi giovedì 26 novembre 2020

Ecco i dati di oggi giovedì 26 novembre 2020 sulla diffusione del coronavirus in Italia: il bollettino, i contagi, i morti e i guariti. Qui troverai il bollettino epidemiologico dell’Italia giorno per giorno e la mappa della Protezione Civile.
Simona Cardillo 25 Novembre 2020
* ultima modifica il 26/11/2020

I dati di oggi giovedì 26 novembre

Ecco i dati di oggi giovedì 26 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 29.003 nuovi contagiati da ieri
  • 822 morti in 24 ore
  • 232.711 tamponi effettuati
  • -2 in terapia intensiva rispetto a ieri (oggi sono in totale 3.846)
  • Tasso di positività: 12,46%
  • -275 ricoverati con sintomi rispetto a ieri (oggi sono in totale 34.038)
  • 24.031 i guariti nelle ultime 24 ore
  • +4.425 in isolamento domiciliare
  • +4.148 gli attualmente positivi
  • Le Regioni con il maggior numero di contagi giornalieri sono: Lombardia (+5.697), Veneto (+3.980), Campania (+3.008) e Piemonte (+2.571)
  • Sono 1.509.875 i casi totali dall'inizio della pandemia in Italia, che hanno portato a 52.850 decessi complessivi

Sulla scia del trend già evidenziato negli ultimi giorni, ieri in Italia è proseguito il calo del tasso di positività, sceso all'11,24%. I nuovi contagi in 24 ore hanno fatto registrare una lieve crescita, con circa 2.600 casi in più rispetto al giorno precedente, diagnosticati però su un totale di 230.007 tamponi, ben superiore ai 188.659 test di screening effettuati martedì 24 novembre.

Purtroppo l'efficacia delle recenti restrizioni, certificata da questi dati, non si vede ancora sul numero di morti quotidiani, che nella giornata di mercoledì sono stati 722, cifra chiaramente influenzata dai tanti ingressi in terapia intensiva a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane.

Se la curva dei contagi evidenzia ormai un rallentamento, il Governo è al lavoro in queste ore per la definizione di un nuovo Dpcm: l'obiettivo è quello di concedere maggiori libertà rispetto al periodo attuale, senza però vanificare gli sforzi già fatti e i risultati ottenuti con le restrizioni imposte in tutta Italia. Si prevedono dunque delle regole volte a evitare assembramenti in occasione di Natale e Capodanno e limitare gli spostamenti dei cittadini, mentre resta ancora in bilico la situazione relativa agli impianti sciistici, per i quali l'Italia attende indicazioni dall'Unione Europea.

I dati di mercoledì 25 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino di mercoledì 25 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 25.853 nuovi contagiati
  • 722 morti nelle ultime 24 ore
  • +32 in terapia intensiva
  • 230.007  tamponi effettuati
  • Tasso di positività: 11,24%
  • -6.689 gli attualmente positivi rispetto a ieri (oggi sono in totale 791.697)
  • Le Regioni con il maggior numero di contagi sono: Lombardia (+5.173), Piemonte (+2.878), Campania (+2.815) e Veneto (+2.660)
  • Sono 637.149 i guariti nelle ultime 24 ore

Nella giornata di ieri è ulteriormente diminuito, questa volta in modo significativo, il rapporto tra tamponi eseguiti e nuovi positivi, sceso al 12,31%. È l’ennesimo indizio del rallentamento della curva dei contagi, ma purtroppo resta ancora molto alto il numero dei morti quotidiani, ieri salito a 853: come già accaduto nella prima ondata, infatti, quello relativo ai decessi sarà probabilmente l’ultimo dato a invertire la tendenza, poiché è influenzato dai tanti ricoveri in terapia intensiva registrati nelle ultime settimane.

Il Governo, intanto, sta lavorando a un nuovo Dpcm che conterrà le misure da adottare durante le festività e che sarà ovviamente condizionato dai dati epidemiologici dei prossimi giorni.

Si ragionerà sugli spostamenti tra regioni, sull’ipotesi di una riapertura delle scuole e sulle regole riguardanti le riunioni tra familiari per pranzi e cene di Natale, che potrebbero prevede un numero massimo di persone da non superare.

I dati di martedì 24 novembre 2020

Ecco i dati di martedì 24 novembre 2020 diffusi dal bollettino del Ministero della Salute:

  • 23.232 nuovi contagiati da ieri
  • 853 morti nelle ultime 24 ore (il totale delle vittime sale a 52.306)
  • 3.816 le persone ricoverate in terapia intensiva (+ 6 rispetto a ieri)
  • 34.577 le persone ricoverate con sintomi (+ 120)
  • 759.993 le persone in isolamento domiciliare (+ 1.651)
  • 798.386 gli attualmente positivi (+ 1.537)
  • 188.659 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (il totale sale a 20.726.180)
  • le regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (4.886), il Lazio (2.509), l'Emilia-Romagna (2.501), il Veneto (2.194) e il Piemonte (2.070)

Oggi si registra un notevole incremento dei morti, ma ci sono anche dei dati confortanti. "In quasi tutte le regioni italiane abbiamo una diminuzione dei casi molto forte", ha sottolineato Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute. Il rapporto positivi-tamponi oggi si attesta al 12,3%, mentre ieri era al 15,4% Da qualche giorno ormai l'indice di contagio Rt a livello nazionale è in discesa (siamo di poco sopra l'1) e secondo gli esperti si potrebbe raggiungere il picco per la fine del mese.

Non è però consentito assolutamente abbassare la guardia. "In un quadro epidemiologico diverso, con un indice Rt sotto 1, potremo valutare di riaprire anche una fase diversa nel Paese. Ma ci vuole molta prudenza, non bisogna correre", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, che intanto ha firmato una nuova ordinanza con cui si rinnovano fino al 3 dicembre le misure restrittive in tre regioni (Basilicata, Liguria e Umbria) e nella Provincia autonoma di Bolzano. Alcune regioni collocate in fascia rossa, come la Lombardia e il Piemonte, sperano in un passaggio alla zona arancione per il 27 novembre e in un conseguente allentamento delle restrizioni.

I dati di lunedì 23 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino di lunedì 23 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 22.930 nuovi contagiati da ieri
  • 630 morti
  • 148.945 tamponi effettuati (quasi 40 mila in meno rispetto a ieri)
  • +9 in terapia intensiva (3.810 in totale)
  • 15,4% il tasso di positività sui tamponi effettuati
  • +418 ricoverati con sintomi (in totale sono 34.697)
  • Sono 50.453 i morti totali dall'inizio della pandemia in Italia
  • -9.098 attualmente positivi rispetto a ieri, un calo spiegato sia dal rallentamento della curva dei contagi che dal numero ridotto di nuovi casi giornalieri (legato a una diminuzione dei tamponi)
  • Le Regioni con più contagi nelle ultime 24 ore sono: Lombardia (+5.289), Veneto (+2.540), Emilia-Romagna (+2.347) e Lazio (+2.341)

Ancora una volta è il calo dei tamponi effettuati a spiegare la diminuzione dei nuovi contagiati registrata nel corso del weekend: dai 34.767 casi giornalieri di sabato 21 novembre, a fronte di 237.225 tamponi, si è passati ai 28.337 nuovi positivi di ieri, quando però i test di screening sono stati quasi 50 mila in meno.

Il dato più affidabile a cui guardare è quindi il tasso di positività, ovvero il rapporto tra tamponi eseguiti e casi registrati, che ieri è stato pari al 15%, in linea con gli ultimi giorni ma in lieve crescita rispetto a sabato, a riconferma del fatto che, nonostante un leggero rallentamento della curva dei contagi, l’emergenza è tutt’altro che finita. I morti, infatti, hanno superato ancora le 500 unità.

Proprio in questi giorni, l’Alto Adige ha deciso di dare il via a uno screening di massa, tramite l’utilizzo di tamponi rapidi, al quale si sono sottoposti oltre 340 mila cittadini, permettendo così di individuare più di 3 mila positivi che risultavano però asintomatici.

Intanto, come riportato da Ansa, Astrazeneca ha comunicato che l’efficacia media mostrata dal vaccino anti-Covid sviluppato insieme a Irbm e Università di Oxford, misurata su due tipologie diverse di dosaggio, è pari al 70%.

I dati di domenica 22 novembre 2020

Ecco di dati di domenica 22 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 28.337 nuovi contagiati
  • 562 morti
  • 188.747 tamponi da ieri
  • 15,01% il tasso di positività sui tamponi effettuati
  • +43 ricoveri in terapia intensiva (3.801 in totale)
  • +216 ricoverati con sintomi (34.279 in totale)
  • 805.947 persone positive attualmente
  • Le Regioni con più contagi sono: Lombardia (5.094), Campania (3.217), Veneto (2.956).

I dati di sabato 21 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute sabato 21 novembre 2020:

  • 34.767 nuovi contagiati
  • 237.225 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • 692 decessi da ieri, per un totale di 49.261
  • + 10 ricoverati in terapia intensiva per un totale di 3.758
  • Sono 791.746 le persone attualmente positive
  • 34.063 sono ricoverati con sintomi
  • 753.925 le persone in isolamento domiciliare
  • Le Regioni con il maggior numero di casi sono Lombardia (+8.853), Veneto (+3.567), Campania (+3.554) e Piemonte (+2.896).

I dati di venerdì 20 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute venerdì 20 novembre 2020:

  • 37.242 i nuovi contagiati
  • 238.077 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • 699 i decessi da ieri, per un totale di 48.569.
  • +36 i ricoverati in terapia intensiva
  • Sono 777.176 le persone attualmente positive e di queste: 33.957 sono ricoverate con sintomi e 739.471 sono invece in isolamento domiciliare
  • 21.035 i nuovi guariti, per un totale di 520.022
  • Le Regioni con il maggior numero di casi giornalieri sono: Lombardia (9.221 casi), Campania (4.226), Piemonte (3.861) e Veneto (3.468).

Ieri i numeri della pandemia hanno segnato un leggero rallentamento che, nonostante non sia sufficiente per tirare il fiato, può comunque dimostrare che siamo sulla buona strada e che le misure restrittive introdotte dal Governo stanno funzionando. Ieri infatti sono calati i nuovi casi positivi ritrovati rispetto ai tamponi effettuati (36.176 persone contro oltre 250mila tamponi) e anche la colonnina delle persone ricoverate in terapia intensiva è aumenta, sì, di 42 persone ma con un ritmo minore rispetto a settimana scorsa. Restano ancora alti i decessi, ieri a quota 653, ma come sai, questo è purtroppo uno degli ultimi valori che risentiranno degli effetti delle restrizioni.

Intanto il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che da oggi prolunga le misure restrittive già in vigore per 6 regioni: Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. La nuova ordinanza sarà valida fino al 3 dicembre 2020 anche se il 27 novembre potrebbe esserci un'altra classificazione del rischio contagio delle diverse regioni. In base al monitoraggio, quindi, alcune Regioni potrebbero cominciare comunque a cambiare colore e quindi fascia di rischio.

Nelle scorse ore sono arrivate anche le incoraggianti parole del commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri per quanto riguarda il vaccino. Già a gennaio, infatti, l'Italia avrà a disposizione 3,4 milioni di dosi che, vista la necessità di una doppia inoculazione, potrà cominciare a proteggere 1,7 milioni di italiani: le priorità dovrebbero essere agli anziani e ai soggetti fragili e agli operatori sanitari. "Auspichiamo di vaccinare una parte importante della popolazione nel primo semestre o entro il terzo trimestre del 2021" ha spiegato Arcuri, sottolineando tuttavia che, ad oggi, non si sa quanti italiani vorranno sottoporsi al vaccino.

Un contributo importante alle attività di tracing arriva anche dall'ufficialità, nella regione Lazio, dei test antigenici rapidi nelle farmacie. In base all'accordo raggiunto con i rappresentati di categoria, i cittadini potranno effettuare direttamente nelle farmacie o in spazi esterni adiacenti alla struttura sia i test sierologici sia i tamponi rapidi: in questo modo, a costi contenuti, potranno scoprire l'eventuale positività al Coronavirus nel giro di 15-20 minuti.

I dati di giovedì 19 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino di giovedì 19 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 36.176 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore
  • 250.586 tamponi effettuati
  • 653 morti da ieri
  • +42 persone in terapia intensiva
  • Sono 761.671 gli attualmente positivi al Covid-19 in Italia, dei quali 33.610 sono ricoverati con sintomi, 724.349 in isolamento domiciliare e 3.712 in terapia intensiva
  • Le Regioni con il maggior numero di casi giornalieri sono: Lombardia (+7.453 contagi in 24 ore), Piemonte (+5.349), Veneto (+3.753) e Campania (+3.334)
  • Il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 14,4%
  • Sono 17.020 i nuovi guariti da ieri (498.987 in totale)
  • I decessi totali dall'inizio della pandemia in Italia hanno raggiunto quota 47.870

È ancora in salita il numero dei contagi quotidiani in Italia, con 36.176 nuovi casi in 24 ore, quasi 2.000 in più rispetto alla giornata di mercoledì. Tuttavia, il dato va rapportato a quello dei tamponi eseguiti, anch'essi saliti a 250.586 (quasi 16.000 in più da ieri): il tasso di positività, infatti, scende al 14,46%, un calo lievissimo rispetto al giorno precedente che però conferma il graduale rallentamento della curva dei contagi.

Calano anche gli ingressi in terapia intensiva, ma non è il momento per abbassare la guardia, come confermato dal dato relativo ai morti nelle ultime 24 ore, che purtroppo hanno ancora superato le 600 unità. Di fatto, però, sembra che le misure prese nelle ultime settimane stiano contribuendo ad arginare la diffusione del coronavirus: sarà ovviamente importante continuare a rispettare le restrizioni in vigore, che in alcune zone d'Italia potrebbero presto cambiare proprio a seconda dei dati regionali.

Ad esempio, Lombardia e Piemonte hanno chiesto di passare in zona arancione, cosa che in ogni caso non potrà accadere prima del 27 novembre, dato che le Regioni devono confermare un miglioramento dei dati per due settimane prima di veder cambiare il proprio status.

Intanto il governo e le Regioni discutono circa un piano di gestione per le festività natalizie, che potrebbe portare a un nuovo Dpcm proprio nel mese di dicembre.

I dati di mercoledì 18 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute di mercoledì 18 novembre 2020:

  • 34.283 i nuovi contagiati 
  • 753 i nuovi decessi
  • 234.834 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • +58 ricoveri in terapia intensiva
  • 33.504 i ricoverati con sintomi
  • 705.994 le persone in isolamento domiciliare
  • 743.168 gli attualmente positivi in Italia
  • 47.217 vittime in totale
  • Le Regioni con più contagi sono Lombardia (+7.633), Campania (+3.657), Piemonte (+3.281) e Veneto (+2.792).
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Ieri il numero di nuovi positivi è stato di 32.191, a fronte di 208.458 tamponi effettuati, cifre tornate in linea con la media dei giorni precedenti a ieri, quando sia contagiati che tamponi avevano subito una diminuzione consistente. In totale da inizio emergenza i positivi registrati sono stati quindi 1.238.072. Sempre nella giornata di ieri si sono registrati 120 ingressi in terapia intensiva e 720 morti. La Lombardia continua a detenere il primato di Regione più colpita, seguita da Veneto, Campania e Piemonte.

Oggi, la Regione Abruzzo è entrata ufficialmente tra le zone rosse grazie a un'ordinanza firmata dal presidente Marco Marsilio che ha scelto di non attendere i risultati settimanali del report dell'Iss.

Le Regioni ieri hanno chiesto al Governo di ridurre a 5 il numero di parametri da considerare per valutare il grado di rischio, dichiarando gli attuali 21 "inadeguati".

I dati di martedì 17 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute di martedì 17 novembre 2020:

  • 32.191 i nuovi contagiati 
  • 731 nuovi morti 
  • 208.458 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • +120 i ricoveri in terapia intensiva 
  • 33.074 i ricoverati con sintomi
  • 697.124 le persone in isolamento domiciliare
  • 733.810 le persone attualmente positive in Italia
  • 46.464 le vittime in totale
  • Le regioni con più contagi: Lombardia (+8.448), Veneto (+3.124), Campania (+3.019) e Piemonte (+2.606).

Nella giornata di ieri sono stati registrati 27.354 nuovi contagi a fronte, però, di “soli” 152.663 tamponi effettuati in 24 ore: è ormai consolidato che nel weekend le attività di tamponatura e screening vengano ridotte rispetto a quanto avviene durante la settimana. Sono stati 70 i nuovi ingressi in terapia intensiva mentre, purtroppo, restano stabile il numero dei decessi, sempre intorno alle 500 persone giornaliere.

Come ti abbiamo raccontato, anche i valori di Rt delle diverse regioni hanno subito una leggera frenata. Nella settimana tra il 2 e l’8 novembre 2020, infatti, la media nazionale è passata da 1.7 a 1.4. Il rallentamento della pandemia in Italia registrato nelle ultime ore è un di buon auspicio ma non può ancora rappresentare, tuttavia, che il peggio è passato. Anzi, è solo una prima dimostrazione che le misure introdotte stanno avendo effetto e che servirà tenere duro ancora per un po’.

Nei giorni scorsi il ministro della Salute Speranza ha inoltre firmato un’ordinanza per cambiare colore a Toscana e Calabria, passate così in zona rossa mentre il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e le Marche sono transitate nella fascia delle regioni arancioni. Oggi arriva anche la decisione presa in autonomia dalla regione Abruzzo di introdurre misure ancora più stringenti autoproclamandosi, di fatto, regione rossa. L’ha deciso il presidente Marco Marsilio che con una nuova ordinanza ha esteso il “lockdown” fino al 3 dicembre.

I dati di lunedì 16 novembre 2020

Ecco i dati di lunedì 16 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 27.354 nuovi contagiati
  • 504 nuovi morti
  • 152.663 tamponi effettuati
  • +70 ricoveri in terapia intensiva
  • 32.536 ricoverati con sintomi
  • 681.756 in isolamento domiciliare
  • 717.784 attualmente positivi in Italia
  • 45.733 le vittime in totale dall'inizio dell'epidemia
  • La regioni con più contagi: Lombardia (+4.128), Campania (+4.079) e Piemonte (+3.476)

Guardando ai dati di ieri, possiamo vedere che il numero dei nuovi contagi era 33.979, a fronte di 195.275 tamponi effettuati. Dunque, il tasso di positività si attesta sul 17%, in linea con il leggero aumento segnalato già nei giorni scorsi. Questo significa che il virus, purtroppo, non sembra arretrare velocemente e dovremo quindi prestare più attenzione ai nostri comportamenti, ma anche aspettarci che le misure restrittive durino un po' più a lungo del previsto.

A tal proposito, è acceso il dibattito rispetto al Natale: si potranno organizzare i pranzi in famiglia? I negozi resteranno aperti per le classiche compere natalizie? Al momento non si conoscono ancora di preciso le decisioni del governo, ma è probabile che dobbiamo prepararci a feste diverse rispetto a quanto siamo abituati, più sottotono e contenute. Diversi esperti, tra i quali il virologo Fabrizio Pregliasco, ammoniscono infatti sul rischio di un aumento esponenziale della curva come conseguenza di festeggiamenti natalizi senza regole.

Intanto la Francia annuncia di aver superato il picco e di essere in grado ora di controllare l'epidemia. Secondo diversi esperti, il nostro Paese è in ritardo di due settimane rispetto ai cugini d'Oltralpe, perciò questa notizia è motivo di speranza anche per l'Italia. Dove però dobbiamo ancora mantenere alta l'attenzione: è notizia di poche ore fa che, secondo un indagine portata avanti dal sindacato degli infermieri NursingUp, sono 500 i professionisti che ogni giorno si contagiano, aumentando il problema della carenza di personale tra le corsie e nelle altre strutture sanitarie.

I dati di domenica 15 novembre 2020

Ecco i dati di domenica 15 novembre 2020 diffusi oggi dal Ministero della Salute:

  • 33.979 nuovi contagiati
  • 546 nuovi morti
  • 195.275 tamponi
  • +116 ricoveri in terapia intensiva (adesso sono 3.422)
  • +649 ricoveri con sintomi (adesso sono 32.047)
  • 712.490 le persone attualmente positive
  • 45.229 le vittime in totale finora
  • Le Regioni con più contagi sono: Lombardia (8.060), Piemonte (3.682) e Campania (3.771)

Ieri i numeri avevano registrare 37.255 nuovi contagi su oltre 227mila tamponi. Il tasso di positività quindi pareva stabile, confermandosi sul 16% circa. Oggi è però salito al 17%. Fa ancora paura il numero di morti, che ieri è stato di 544 persone e oggi 546.

Continua a cambiare la situazione delle Regioni italiane. Quelle in zona rossa sono adesso Campania, Toscana, Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Valle d'Aosta; quelle in zona arancione sono Emilia-Romagna, Friuli, Marche, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria; si trovano invece in zona gialla Lazio, Veneto, Molise, Provincia autonoma di  Trento e Sardegna.

E mentre in Italia si inizia a parlare di vaccino (quante dosi saranno destinate al nostro Paese, quando arriveranno, e come saranno distribuite?), stiamo assistendo a un altro botta e risposta tra scienziati, politici e medici. C'è chi dice che i dati sembra si stiano stabilizzando, chi dice che siamo all'inizio del nuovo plateau e chi invece mantiene la calma frenando gli entusiasmi dato che il numero di morti è quotidianamente ormai tra i 500 e i 600.

I dati di sabato 14 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino di sabato 14 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 37.255 nuovi contagiati da ieri
  • 544 morti nelle ultime 24 ore
  • 227.695 tamponi effettuati
  • +76 persone in terapia intensiva
  • Le Regioni più colpite sono: Lombardia, con 8.129 nuovi positivi in 24 ore, Piemonte (+4.471) e Veneto (+3.578)
  • 12.196 i guariti da ieri
  • Sono 688.435 gli attualmente positivi al Covid-19 in Italia, dei quali 31.398 ricoverati con sintomi, 653.731 in isolamento domiciliare e 3.306 in terapia intensiva

Il rapporto tra casi testati e tamponi positivi di oggi è pari al 16,36% e, essendo stabile ormai da alcuni giorni, suggerisce una leggera frenata nella diffusione del coronavirus, nonostante i 544 morti registrati in 24 ore ci dicano che servirà ancora del tempo, e il rispetto delle restrizioni imposte, per vedere concretamente gli effetti delle misure prese dal governo in queste settimane.

A questo proposito, proprio ieri il governo ha annunciato l’entrata di Campania e Toscana in zona rossa a partire da domenica 15 novembre. Una decisione che ha suscitato le polemiche del governatore campano Vincenzo De Luca, secondo cui, con la decisione di dividere l'Italia in più aree di rischio, proprio il governo avrebbe perso “due mesi preziosi, nel corso dei quali abbiamo avuto un incremento drammatico di contagi e decessi”.

I dati di venerdì 13 novembre 2020

Ecco i dati di venerdì 13 novembre 2020 del bollettino diffuso dal Ministero della Salute:

  • 40.902 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore
  • 254.908 tamponi effettuati (record giornaliero)
  • 550 morti in più da ieri
  • +60 persone in terapie intensiva
  • Le Regioni più colpite sono: Lombardia, con 10.634 nuovi positivi in un giorno, Piemonte (+5.258) e Campania (+4.079), da oggi tutte all'interno della zona rossa
  • Sono 11.480 i guariti nelle ultime 24 ore
  • 663.926 gli attualmente positivi al Covid-19 in Italia, di cui 30.914 sono ricoverati con sintomi, 629.782 si trovano in isolamento domiciliare e 3.230 in terapia intensiva
  • I casi totali dall'inizio della pandemia in Italia hanno raggiunto quota 1.107.303

Oggi è stato registrato il numero più alto di nuovi contagi in 24 ore dall'inizio della pandemia in Italia. Allo stesso tempo, però, è stato raggiunto anche il record quotidiano di tamponi effettuati: è proprio il tasso di positività, ovvero il rapporto tra casi testati e nuovi positivi, a confermare un lieve rallentamento della curva dei contagi. Oggi è pari al 16,04%, in leggera discesa rispetto a ieri (16,18%) e in ogni caso minore rispetto al picco dello scorso weekend, quando aveva superato il 17%.

Purtroppo la frenata non è rispecchiata dal numero di morti, in calo da ieri ma comunque ancora molto alto. Per il terzo giorno di fila, invece, scende il dato quotidiano relativo ai nuovi pazienti entrati in terapia intensiva. Ciononostante, per riuscire a gestire la situazione venutasi a creare nelle ultime settimane, il ministro per le Autonomie Francesco Boccia ha invitato il commissario Domenico Arcuri a predisporre, con la collaborazione di regioni e comuni, l’apertura del “più alto numero possibile di Covid hotel che serviranno a ridurre la pressione sui reparti ospedalieri e a curare i contagiati senza sintomi gravi che hanno difficoltà a restare in isolamento domiciliare”.

Sempre nella giornata di oggi, poi, il governo ha annunciato l'inserimento di Campania e Toscana in zona rossa. Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche, invece, entrano a far parte della zona arancione. Tutti questi provvedimenti saranno attivi da domenica 15 novembre.

I dati di giovedì 12 novembre 2020

Ecco i dati di giovedì 12 novembre 2020:

  • 37.978 nuovi contagiati da ieri
  • 234.672 tamponi effettuati
  • 636 morti nelle ultime 24 ore
  • 3.170 persone ricoverate in terapia intensiva (+89 rispetto a ieri)
  • 29.873 persone ricoverate con sintomi
  • 602.011 persone in isolamento domiciliare
  • 635.054 attualmente positivi in Italia
  • Le Regioni più colpite sono: Lombardia (+9.291), Piemonte (+4.787), Campania (+4.065), Veneto (+3564) e Lazio (+2.686)

Ieri il numero dei nuovi contagiati è stato 32.961 a fronte di 225.640 tamponi effettuati. Questo significa che forse stiamo assistendo a una leggera inversione di trend, con un tasso di positività del 14,6%. Ma questo calo è destinato a essere lento e soprattutto dovrà essere confermato anche dai prossimi monitoraggi. Quindi è fondamentale continuare a rispettare le misure di sicurezza, in particolare se abiti in una delle zone più colpite. In questo momento le regioni con il maggior numero di contagi restano la Lombardia (+ 8.180), la Campania (3.166), il Veneto (+ 3.082) e il Piemonte (+ 2.953).

Non è quindi assolutamente il caso di allentare la guardia. In Italia è stato superato il milione di contagi dall'inizio dell'epidemia e purtroppo ora iniziamo a fare anche i conti anche con l'aumento dei decessi, che ieri sono stati 623 e il giorno prima 580.

Ma la notizia più preoccupante è che stata superata la soglia di allerta delle terapie intensive fissata dal Ministero della Salute: ora più del 30% dei letti sono occupati da pazienti Covid, con una media nazionale del 37%. Le regioni più in difficoltà sono Umbria, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Valle d'Aosta, Toscana, Marche, Liguria e Provincia autonoma di Trento. In tutti questi territori, la percentuale di occupazione ha superato i 40 punti, in alcuni casi anche i 50. A rischio sono anche Emilia Romagna, Campania, Sardegna e Puglia.

I dati di mercoledì 11 novembre 2020

Ecco i dati di mercoledì 11 novembre 2020:

  • 32.961 nuovi contagiati da ieri
  • 623 morti nelle ultime 24 ore
  • 225.640 i tamponi effettuati (per un totale di 17.965.836)
  • 3.081 le persone ricoverate in terapia intensiva (+110 rispetto a ieri)
  • 29.444 le persone ricoverate con sintomi (+811)
  • 580.833 le persone in isolamento domiciliare (+22.327)
  • 613.358 gli attualmente positivi (+ 23.248)
  • Le regioni più colpite sono la Lombardia (+ 8.180), la Campania (3.166), il Veneto (+ 3.082) e il Piemonte (+ 2.953).

I dati di ieri hanno parlato di oltre 35mila nuovi casi nelle ultime 24 ore, a fronte però di 217.758 tamponi effettuati: il rapporto tra il numero di positivi e i tamponi scende al 16,1%, quindi un punto percentuale meno rispetto alla giornata di ieri ma in linea con l'andamento degli ultimi giorni. Abbiamo però registrato un record (negativo), quello delle vittime: oggi sono 623, ieri sono state 580 contro le 356 di martedì. Oggi purtroppo, abbiamo toccato anche un altro triste primato: quello del milione di casi (precisamente 1.028.424) diagnosticati in Italia all'inizio della pandemia (ieri eravamo, infatti, a quota 995.463).

Visto il continuo aumento dei casi e il conseguente aggravarsi della situazione epidemiologica, il Governo ha deciso che altre 5 regioni cambieranno colore, passando quindi da zona "gialla" ad "arancione", dunque ad un livello di gravità maggiore. Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria nella giornata di oggi si aggiungeranno alla Puglia e alla Sicilia il cui passaggio era stato validato già venerdì scorso. La Provincia Autonoma di Bolzano, invece, raggiunge la Lombardia, il Piemonte, la Calabria e la Valle d’Aosta nelle "zone rose" mentre per ora la Campania resta in fascia "gialla".

Ad inizio settimana il Ministero della Salute ha pubblicato anche il rapporto settimanale sui valori dell’Rt nelle diverse regioni. Come ha spiegato ieri in conferenza stampa il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, l'Italia si trova ad oggi in uno scenario di tipo 3 con un Rt nazionale pari a 1.7. Come puoi vedere nel nostro grafico, sono solo cinque le regioni che nella settimana dal 26 ottobre al 1 novembre presentano un Rt inferiore a 1.5, la soglia per restare dentro lo scenario 3: tutte le altre sono già virtualmente nello scenario 4, con valori anche oltre 2, come la Lombardia, o molto vicini come Basilicata e Piemonte.

I dati di martedì 10 novembre 2020

Ecco i dati di martedì 10 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute attraverso il bollettino quotidiano:

  • 35.098 nuovi positivi da ieri
  • 580 morti nelle ultime 24 ore (per un totale di 42.330 vittime)
  • 217.758 i tamponi effettuati (il totale sale a 17.740.196)
  • 2.971 le persone ricoverate in terapia intensiva (+ 122 rispetto a ieri)
  • 28.633 le persone ricoverate con sintomi (+ 997)
  • 558.506 le persone in isolamento domiciliare (+ 15.657)
  • 590.110 gli attualmente positivi (+16.776)
  • Le regioni più colpite sono: Lombardia (+ 10.955), Piemonte (3.659), Veneto (2.763) e Campania (2.716)

"Tutte le Regioni" – si legge nel rapporto di monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità – "sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane". Data la situazione epidemiologica in peggioramento, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato ieri una nuova ordinanza che stabilisce il passaggio di cinque regioni (Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata) dalla zona gialla alla zona arancione a partire da domani mercoledì 11 novembre. Un'altra "osservata speciale" è la Campania, che ogni giorno fa registrare dati poco rassicuranti; nelle prossime ore potrebbe diventare addirittura direttamente zona rossa.

L'Italia è un Paese a scenario 3. Siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5", ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro in occasione della conferenza stampa odierna sull'andamento epidemiologico del Covid-19. "L'Rt ha mostrato un rallentamento nella sua crescita, ma per ridurre i casi dobbiamo portarlo sotto 1". Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli: "L'indice Rt appare stabile, quindi l'accelerazione marcata è venuta meno, frutto delle misure poste in essere. Ciò va letto in modo positivo; ci auguriamo e ci aspettiamo, con il trascorrere dei giorni, che i dati possano ulteriormente migliorare".

I dati di lunedì 9 novembre 2020

Ecco i dati di lunedì 9 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute attraverso il bollettino quotidiano:

  • 25.271 nuovi contagi da ieri
  • 356 morti nelle ultime 24 ore
  • 147.725 tamponi effettuati (-43.419 da ieri)
  • +100 persone in terapia intensiva (oggi sono in totale 2.849)
  • +1.196 i ricoverati con sintomi (in totale 27.636)
  • +13.402 i positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare (in totale 542.849)
  • 41.750 sono i decessi totali in Italia dall'inizio della pandemia
  • Sono 573.334 gli attualmente positivi in Italia
  • Le Regioni più colpite sono: Lombardia, con 4.777 nuovi casi in 24 ore, Campania (+3.120) e Piemonte (+2.876)

Ancora una volta non deve ingannare il calo quotidiano dei contagi, che è soltanto apparente: gli oltre 7.000 nuovi positivi in meno rispetto a ieri sono infatti il risultato dei tamponi effettuati, che a propria volta sono diminuiti di 43.419 unità rispetto alla giornata di domenica. In attesa che i casi testati risalgano nuovamente, la diffusione del coronavirus in Italia si può stimare dalla percentuale di tamponi positivi sui totali eseguiti, che oggi si attesta al 17,1%, quindi pienamente in linea con i giorni precedenti.

I dati allarmanti degli ultimi giorni hanno portato Walter Ricciardi, consulente scientifico del Ministero della Salute, a definire la situazione “una tragedia annunciata” e ad aggiungere che “in certe aree metropolitane il lockdown va fatto subito”, in un’intervista concessa a “Che tempo che fa”.

È di simile avviso anche l’Ordine dei Medici, che attraverso le parole di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini, la Fnomceo, ha richiesto di attuare un lockdown totale in tutto il Paese.

Nel frattempo l’Alto Adige, che era stato risparmiato dalle misure più restrittive del nuovo Dpcm, essendo stato inserito in zona gialla, ha deciso di autoproclamarsi zona rossa con un’ordinanza firmata dal governatore Arno Kompatscher in virtù della costante crescita della curva dei contagi.

I dati di domenica 8 novembre 2020

Ecco i dati di domenica 8 novembre 2020 diffusi dal Ministero della Salute:

  • 32.616 nuovi positivi nelle ultime 24 ore
  • 331 morti da ieri
  • 191.144 tamponi effettuati
  • +115 persone in terapia intensiva (2.749 in totale)
  • +1.331 persone ricoverate con sintomi (26.440 in totale)
  • 335.074 persone guarite finora
  • 41.394 vittime finora
  • Le Regioni più colpite sono: Lombardia (6.318), Campania (4.601), Piemonte (3.884) e Veneto (3.362)

Oggi, per via del weekend in corso, c'è stato il previsto calo del numero di tamponi, e di conseguenza un numero più basso di nuovi contagi. Nonostante ciò, non varia comunque la percentuale di tamponi positivi sui totali effettuati che resta sopra il 17% (ieri era 17,18%, oggi 17,06%).

Nel frattempo però continuano le polemiche tra Regioni e Governo per le tre zone: gialla, arancione e rossa. C'è chi (come Lombardia e Calabria) non sono affatto contente di essere in zona rossa e di avere quindi un semi lockdown, e chi invece (come la Calabria) chiedeva per il suo territorio misure più stringenti rispetto a quelle della zona gialla.

Proprio in seguito a tutte queste polemiche, ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato molto chiaro: dopo questo dpcm c'è solo un lockdown generalizzato in tutta Italia.

Intanto l'intero Alto Agide sta per diventare una zona rossa. Lo ha comunicato il governatore Arno Kompatscher, che nelle prossime ore firmerà un'ordinanza restrittiva vista l'aggravarsi della situazione della provincia autonoma. "L'andamento epidemiologico con i numeri in costante crescita e il sempre maggior numero di comuni dichiarati zona rossa lo impongono" ha affermato Kompatscher.

Per poter vedere gli effetti di una misura occorre aspettare almeno due settimane, ovvero il tempo necessario affinché i nuovi contagi registrati diminuiscano in seguito alle nuove disposizioni.

I dati di sabato 7 novembre 2020

Ecco i dati diffusi dal Ministero della Salute sabato 7 novembre 2020:

  • 39.811 nuovi positivi da ieri
  •  425 morti nelle ultime 24 ore
  • 231.673  tamponi effettuati ieri
  • +119 persone ricoverate in terapia intensiva rispetto a ieri
  • +5.966 sono le persone guarite rispetto a ieri
  • 532.536 sono le persone attualmente positive in Italia, di cui: 2.634 in terapia intensiva, 25.109 ricoverati con sintomi e 504.793 in isolamento domiciliare
  • Nella zona rossa le regioni più colpite restano: Lombardia (+10.263 e 108 morti) e Piemonte (+3.573)
  • Nella zona gialla le regioni più colpite sono: Veneto (+3.720), Campania (+3.310) e Lazio (+2.352)
  • 41.063 sono le persone morte in totale dall'inizio dell'epidemia

Nel frattempo alcune città, come Milano, hanno vissuto il loro primo giorno di lockdown. L’atmosfera è stata comunque ben diversa rispetto a quanto era accaduto durante la prima ondata. Il traffico di mezzi e di persone, seppur molto ridotto, ha comunque dato segni della sua presenza, mentre diversi negozi che a marzo avevano dovuto chiudere hanno potuto alzare le saracinesche. Si tratta di librerie, parrucchieri, ma anche bar ai quali resta concesso l’asporto. E mentre alcune regioni, come il Piemonte, protestano per le nuove misure adottate dal governo, lamentando di non conoscere i 21 criteri in base ai quali sono state decise le fasce, il premier Giuseppe Conte interviene categorico: “Nessuno ha mai messo in discussione prima il meccanismo di monitoraggio che ha portato alla divisione dell'Italia in tre fasce, rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato".

I dati di venerdì 6 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute venerdì 6 novembre 2020:

  • 37.809 nuovi positivi da ieri (l'aumento giornaliero più alto mai registrato)
  • 446 morti nelle ultime 24 ore
  • 234.245 tamponi effettuati da ieri
  • +124 in terapia intensiva (in totale 2.515)
  • 10.586 i guariti nelle ultime 24 ore
  • Sono 499.118 gli attualmente positivi al Covid-19: di questi, 472.598 si trovano in isolamento domiciliare, 24.005 sono ricoverati con sintomi e 2.515 in terapia intensiva
  • 9.934 i nuovi contagi in Lombardia, ancora una volta la Regione più colpita, con anche 131 morti da ieri
  • Tra le altre Regioni in zona rossa, spiccano i dati del Piemonte, dove i nuovi positivi sono stati 4.878
  • Tra le Regioni collocate nella zona gialla, la Campania ha fatto registrare i numeri più preoccupanti, con +4.508 casi nelle ultime 24 ore, seguita da Veneto (+3.297) e Lazio (+2.699)
  • 40.638 i decessi complessivi in Italia dall'inizio della pandemia

Pur facendo registrare un numero importante di contagi quotidiani ormai da diversi giorni, la Campania è stata collocata nella zona gialla, quella che teoricamente include i territori che presentano il grado minore di rischio. Tuttavia, una nuova ordinanza del presidente regionale Vincenzo De Luca ha confermato la sospensione delle lezioni in presenza dalle scuole dell’infanzia alle superiori almeno fino al 14 novembre e imposto il blocco della mobilità tra le province campane.

È scontro invece in Puglia, dove la terza sezione del Tar ha stabilito che l'ordinanza firmata dal presidente della Regione Michele Emiliano, che prevede la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, interferisce con quanto imposto proprio dal nuovo Dpcm. La Puglia fa parte infatti dei territori collocati nella zona arancione, nei quali le lezioni possono proseguire in presenza per tutti gli studenti, ad eccezione di quelli delle superiori. Tuttavia, a sorpresa, un'altra sezione del Tar, quella di Lecce, ha respinto la richiesta di sospensione dell'ordinanza avanzata da alcuni genitori, ritenendo il diritto alla salute prevalente rispetto a quello allo studio.

I dati di giovedì 5 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute di giovedì 5 novembre 2020:

  • 34.505 nuovi positivi nelle ultime 24 ore
  • 428 morti da ieri (per un totale di 40.192 vittime dall'inizio della pandemia)
  • 219.884 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • 2.391 le persone ricoverate in terapia intensiva (+ 99 rispetto a ieri)
  • 23.256 le persone ricoverate con sintomi (+ 1.140 rispetto a ieri)
  • 446.701 le persone in isolamento domiciliare (+ 27.874)
  • 472.348 le persone attualmente positive (+ 29.113)
  • 4.961 i nuovi guariti
  • 312.339 le persone guarite in totale

Le regioni più colpite sono Lombardia (+ 8.822), Campania (+ 3.888), Veneto (+ 3.264) e Piemonte (+ 3.171).

Ieri sera durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha presentato le misure restrittive previste dal nuovo Dpcm che entreranno in vigore domani 6 novembre. Sulla base dei dati epidemiologici a disposizione e del grado di rischio, l'Italia è stata suddivisa in tre fasce: 4 regioni (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria) sono state dichiarate zona rossa, Puglia e Sicilia sono state classificate come zona arancione, mentre tutte le altre regioni diventano zona gialla.

"Il numero dei tamponi è aumentato, ma è altrettanto vero che abbiamo una percentuale di test positivi elevata, oltre il 10%. Non è un buon segnale", ha detto in conferenza stampa Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute. "Nei giorni scorsi la situazione sembrava quasi essersi stabilizzata, tenendo conto della variabilità quotidiana. Il dato di oggi mostra una tendenza all'aumento. Il virus corre, bisogna frenarlo".

I dati di mercoledì 4 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute di mercoledì 4 ottobre 2020:

  • 30.550 nuovi positivi
  • 352 morti da ieri (per un totale di 39.764)
  • +67 ricoveri in terapia intensiva (per un totale di 2.292)
  • 211.831 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • +1.002 ricoverati con sintomi (per un totale di 22.116)
  • 418.827 le persone in isolamento domiciliare
  • 5.103 i nuovi guariti
  • 307.378 le persone in totale guarite in Italia

Le Regioni più colpite sono Lombardia (+7.758 casi), Campania (+4.181), Piemonte (+3.577), Veneto (+2.436) e Lazio (+2.432).

Ieri in Italia il numero dei nuovi contagi è stato di 28.244, a fronte di 182.287 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. Il numero di vittime continua a salire così come i ricoverati in terapia intensiva.

Considerata la progressiva gravità della situazione, il premier Giuseppe Conte ha firmato la scorsa notte il testo del nuovo dpcm in cui vengono introdotte nuove restrizioni sulla base del grado di criticità delle tre fasce in cui verranno suddivise le Regioni italiane: rosso, arancione e giallo.

Nelle zone più a rischio, ovvero quelle rosse, sono quindi interdetti gli spostamenti dentro e fuori dal territorio regionale se non per ragioni lavorative, di salute o di comprovata necessità; ristoranti e bar potranno garantire servizio da asporto fino alle 22, mentre i negozi resteranno chiusi, a eccezione delle edicole e delle attività commerciali che distribuiscono generi alimentari. Aperti invece i parrucchieri. Per quanto riguarda la scuola, didattica a distanza per tutti a eccezione delle scuole primarie e dell'infanzia.

Per la giornata di oggi è prevista la conferenza stampa del premier di presentazione del dpcm e la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale. Le misure invece entreranno in vigore a partire dalla mezzanotte del 5 novembre.

I dati di martedì 3 novembre 2020

Ecco i dati del bollettino diffuso dal Ministero della Salute martedì 3 ottobre 2020:

  • 28.244 nuovi contagi
  • 353 morti da ieri (per un totale di 39.412)
  • 182.287 nuovi tamponi effettuati nelle ultime 24 ore
  • +223 le persone in terapia intensiva (per un totale di 2.225)
  • + 1.274 ricoverati con sintomi (per un totale di 21.114)
  • 394.803 le persone in isolamento domiciliare
  • 6.258 i nuovi guariti nelle ultime 24 ore
  • 302.275 il totale delle persone guarite in Italia
  • Le regioni più colpite sono la Lombardia con 6.804 nuovi contagi, il Piemonte con 3.169, la Campania con 2.971 e il Veneto con 2.298.

Nella giornata di ieri, il premier Giuseppe Conte ha presentato alla Camera i contenuti del nuovo Dpcm con le nuove misure restrittive. Il capo del Governo ha chiarito che non saranno applicate indistintamente sul tutto il territorio ma verranno modulate in base all'indice di criticità  dei territori valutata sulla base del numero dei casi sintomatici, dei casi con ricovero ospedaliero, della percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra data di inizio sintomi e diagnosi e la disponibilità  di posti letto nei reparti di Terapia Intensiva. Il decreto del presidente del Coniglio individui, quindi, tre differenti scenari di rischio in cui ogni Regione potrà rientrare e a cui verranno applicate le misure corrispondenti.

Tra queste si parla della chiusura nei giorni festivi e pre festivi dei centri commerciali, delle sale gioco e sale bingo, di musei e mostre, della riduzione fino al 50% della capienza dei mezzi pubblici e anche della possibilità  di limitare gli spostamenti da e verso regioni con elevati coefficienti di rischio oltre ai limiti alla circolazione delle persone in fasce serali tarde. Verrà inclusa anche la didattica a distanza per le scuole secondarie.

I dati di lunedì 2 novembre 2020

Ecco i dati diffusi dal Ministero della Salute lunedì 2 novembre 2020:

  • 22.253 nuovi contagi
  • 233 morti da ieri
  • 135.731 nuovi tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (-47.726 rispetto a ieri)
  • +83 ricoveri in terapia intensiva (per un totale di 2.022)
  • +938 ricoverati con sintomi (per un totale di 19.849)
  • 39.059 i decessi totali
  • Le Regioni con più contagi sono Lombardia (5.278), Campania (2.861), Toscana (2.009) e Piemonte (2.003).

Ieri in Italia il numero dei nuovi contagi si è attestato a 29.907 per un totale di 183.457 tamponi, quindi oltre 32mila in meno rispetto al giorno precedente. Anche il numero di vittime è sceso a 208 rispetto alle 297 del giorno prima. La situazione rimane drammatica soprattutto in alcune zone, per questo è stato messo in atto un nuovo intervento governativo per far fronte alla situazione.

Oggi il premier Giuseppe Conte ha presentato le nuove restrizioni che dovrebbero avere valore fino al 4 dicembre. Il premier ha comunicato che, oltre alle misure che interessano l'intera nazione, saranno promosse misure ad hoc per tre differenti fasce di Regioni, che saranno interessate da interventi differenti. Mercoledì verrà fatta maggiore chiarezza sulle Regioni interessate.

I dati di domenica 1 novembre 2020

Ecco i dati diffusi dal Ministero della Salute domenica 1 novembre 2020:

  • 29.907 nuovi contagi
  • 208 vittime da ieri
  • 183.457 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (-32.429 rispetto a ieri)
  • +96 ricoveri in terapia intensiva (per un totale di 1.939 pazienti)
  • +936 ricoverati con sintomi (per un totale di 18.902 pazienti)
  • 38.826 i decessi finora in Italia
  • Le Regioni con più nuovi positivi sono: Lombardia (8.607), Campania (3.860), Toscana (2.379), Lazio (2.351) e Veneto (2.300).

Oggi i numeri sono leggermente inferiori: 29.907 nuovi positivi a fronte però di un calo significativo di tamponi (-32.429 rispetto a ieri). Quindi la percentuale di positività è cresciuta ancora rispetto a ieri, poiché oggi il 16,3% dei tamponi era positivo, ieri lo era il 14,71%.

Sembra inarrestabile la salita della curva epidemiologica in Italia: ieri si è fatto registrare un altro record sia per quanto riguarda i contagi (31.758 nuovi positivi), sia per quanto riguarda i tamponi quotidiani (215.886). Anche il conto delle vittime è tornato a numeri spaventosi, toccando quota 297.

A preoccupare sono in particolar modo le terapie intensive e i ricoveri negli ospedali: sono 18.902 i pazienti ricoverati con sintomi e 1.939 i ricoverati in terapia intensiva.

E mentre aumentato gli Stati europei che tornano in lockdown (ieri l'annuncio di Boris Johnson per il Regno Unito), anche in Italia da ieri si attende un nuovo dpcm con misure ancora più restrittive che potrebbero comprendere anche lockdown locali mirati nelle zone con l'indice Rt più alto.

Ecco la lista degli Rt regionali diffusa dall'Istituto Superiore della Sanità riferita alla settimana 19-25 ottobre 2020:

  • Abruzzo 1,40
  • Basilicata 1,04
  • Calabria 1,66
  • Campania 1,49
  • Emilia Romagna 1,63
  • Friuli Venezia Giulia 1,50
  • Lazio 1,51
  • Liguria 1,54
  • Lombardia 2,09
  • Marche 1,48
  • Molise 1,86
  • PA Bolzano 1,96
  • PA Trento 1,50
  • Piemonte 2,16
  • Puglia 1,65
  • Sardegna 1,12
  • Sicilia 1,42
  • Toscana 1,41
  • Umbria 1,67
  • Valle D'Aosta 1,89
  • Veneto 1,46

Fonte | Protezione Civile

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