Coronavirus, nel Nord Italia le misure del Governo hanno ridotto l’inquinamento del 50%

Lo ha annunciato il Sistema nazionale si protezione ambientale. Elaborando i dati forniti dall’Agenzia Spaziale Europea raccolti con il programma Copernicus e quelli forniti dalle Agenzie territoriali, la Snpa ha confermato che la quantità di biossido di azoto, uno dei principali inquinanti atmosferici, si è ridotto del 50% nella zona della Pianura Padana. Merito delle misure governative che limitano gli spostamenti e la circolazione dei mezzi. Il ministro Costa: “Dopo il Covid, bisognerà puntare su altre forme di mobilità più sostenibili”.
Kevin Ben Alì Zinati 26 marzo 2020

Ogni situazione ha il proprio lato positivo, per piccolo e poco consolatorio che sia di fronte ad altri tipi di emergenze. E questa crisi da Coronavirus non fa eccezione. Ti avevamo già raccontato della diminuzione dell’inquinamento ambientale in Italia, testimoniata delle immagine dell’Agenzia Spaziale Europea, dopo le misure di isolamento che limitavano la circolazione delle auto e dei mezzi pubblici.

Ora la conferma arriva anche dal nostro Sistema nazionale di protezione ambientale. A partire dall’introduzione dei provvedimenti adottata dal 23 febbraio prima in Lombardia e Veneto e poi estesi a tutta Italia a partire dall’11 marzo, la Snpa stima “una diminuzione del 50% nella Pianura Padana di biossido di azoto (NO2)”. Ovvero uno dei principali inquinati atmosferici prodotto da tutti i processi di combustione, compresi quelli derivanti dal traffico veicolare.

l dati sono stati elaborati dalla Snpa sulla base di quelli forniti dal Programma europeo Copernicus e da sistemi modellistici raccolti sul territorio dalle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle regioni e delle province autonome. La buona notizia viene condivisa anche dal ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio Sergio Costa per il quale la forte riduzione degli inquinanti in atmosfera deve servire da ispirazione per i nostro prossimo futuro post Covid-19: “C’è l’esigenza di puntare su una nuova normalità, con forme di mobilità più sostenibili.

I dati regionali della Snpa

La Snpa ha elaborato i dati nazionali con quelli raccolti dal programma europeo Copernicus. Da qui si evince che la limitazione degli spostamenti ha avuto un impatto molto efficace sulla riduzione delle concentrazione di NO2.

Il biossido di azoto (NO2) è un inquinante prodotto da attività umane come il traffico, la produzione di energia o il riscaldamento residenziale. Si tratta di in inquinate di breve durata, nel senso che, una volta emesso, rimane nell'atmosfera generalmente meno di un giorno prima di depositari o o reagire con altri gas. Per questo resta vicino alla fonte che l’ha emesso.

Le due zone più colpite dall’emergenza Coroanvirus e quindi anche da misure più rigide e restrittive, Lombardia e Veneto, hanno segnato delle diminuzioni importanti. Il NO2 nell’atmosfera è passato da una quantità compresa tra 26–40 microg/m3 a febbraio a 10–25 a marzo. La riduzione è stata quindi dell’ordine del 50%.

Attraverso la combinazione dei dati raccolti da Copernicus con quelli delle agenzie territoriali, la Snap ha potuto fare un focus più dettagliato sulle aree della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Friuli Venezia Giulia.

Lombardia

In Lombardia le misure sono state le più prolungate tra le regioni del Nord. Qui La riduzione è dell’ordine del 40%, con una variazione che dai 26–45 microg/m3 di NO2 rilevati a febbraio si è passati a 13-28 microg/m3 a marzo.

Emilia Romagna

Qui le i provvedimenti che limitavano gli spostamenti e quindi la circolazione dei mezzi privati e pubblici sono arrivati a partire dall’11 marzo. Le rilevazioni hanno certificano un passaggio da da 20–31 microg/m3 a febbraio a 7–20 microg/m3 marzo, segnando una riduzione del 50%.

Friuli Venezia Giulia

Per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia, la Snap mette in rilasso la forte differenza tra i valori rilevati e quelli che invece si sarebbe aspettati se la circolazione non avete subito modifiche. L’11 marzo, per esempio, le concentrazioni di biossido di azoto si aggiravano in un intervallo compresa tra 10–20 microg/m3: una quantità decisamente più basa rispetto alla concentrazione attesa, che variava da 50 a 70 microg/m3.

I dati delle città di Copernicus

Il servizio di monitoraggio dell’atmosfera (CAMS) del programma europeo Copernicus ha fornito rilevazioni giornaliere sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici in Italia, con un focus su Bologna e sulle città del Nord come Milano e Venezia.

I dati hanno confermato un trend che, di questi tempi, suona coma una piccola buona notizia consolatoria: le misure di isolamento e limitazione degli spostamenti ha portato alla riduzione delle quantità di biossido di azoto di circa il 10% a settimana nelle ultime quattro o cinque settimane.

Il biossido di azoto è uno dei maggiori inquinanti atmosferici ed è prodotto dal traffico, dal riscaldamento residenziale e dalla produzione di energia

Nelle prime cinque settimane dell’anno, per la città di Milano non è stata riscontata una chiara diminuzione: la riduzione delle concentrazioni di NO2 è cominciata a partire dalla settimana 6, quindi dalla seconda metà febbraio, e sta continuando ancora oggi. Le concentrazioni medie di NO2 sono state di circa 65 microg/m3 a gennaio, 50 microg/m3 a febbraio e meno di 40 microg/m3 nella prima metà di marzo.

A Bologna le concentrazioni sono state in media intorno a 30 microg/m3 a gennaio e da febbraio si aggirano attorno ai 15 microg/m3. A venezia, invece, sono rispettivamente 35 microg/m3 e 15 microg/m3.

Le parole del ministro dell’ambiente

Il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha applaudito le “buone notizie” sullo stato dell’aria nella zona della Padania. Ma allo stesso tempo ha preso i dati come spunto per una riflessione più ampia, che guarda già al futuro. “La forte riduzione degli inquinanti in atmosfera nelle regioni del Bacino Padano, in particolare del biossido di azoto – spiega Costa – , testimonia l’esigenza di puntare al più presto, non appena saremo usciti da questo momento di seria emergenza nazionale, su una nuova normalità, con forme di mobilità più sostenibili e che riducano drasticamente l’impatto sull’ambiente”. 

La priorità, per il ministro, è costruire un “modello di sviluppo ambientalmente sostenibile, capace di invertire in maniera drastica e immediata l’abitudine al sovra inquinamento, al sovra consumo e sfruttamento delle risorse naturali. È un modo di vivere non più accettabile e tollerabile”.