Da estetista a coltivatrice di stelle alpine: Olga e le sue piante protette che valorizzano il territorio

Ha lavorato in un centro estetico per 17 anni, poi ha deciso di cambiare radicalmente la propria vita e dedicarsi alla coltivazione di arnica e stelle alpine. E contribuire alla valorizzazione del proprio territorio.
Sara Del Dot 20 agosto 2019

La storia di Olga inizia tra le mura di un salone estetico e va su, su, fino alle stelle. Quelle stelle che si trovano in alto, non in cielo ma comunque a oltre mille metri di altitudine. Sì, perché dieci anni fa Olga Casanova, originaria di Pejo, in Val di Sole ma che oggi vive a Ossana, ha scelto di dare una svolta alla sua vita lasciando il lavoro di estetista e dedicandosi alla coltivazione di stelle alpine ed erbe e fiori officinali come l’arnica. Un modo per dare il proprio contributo alla realizzazione di prodotti cosmetici naturali ma anche per valorizzare il territorio e le specie protette che vi crescono. Su cui Olga tiene molto a informare tutte le persone che vengono a trovarla.

Olga, come è nata l’idea di lasciare tutto per coltivare stelle alpine?

L’idea è nata dieci anni fa. Prima di allora avevo lavorato come estetista per 17 anni ed ero stanca, anche perché non riuscivo a trovare prodotti da utilizzare che fossero naturali e non chimici come tutti quelli che ci sono in commercio. Così, assieme a mio marito, a un certo punto ho deciso di ricominciare daccapo. Mio marito è un perito agrario appassionato di stelle alpine e ai tempi lavorava già nel mondo del vivaismo e della coltivazione, perciò è stato semplice trovare insieme una sinergia.

Com’è cambiata la tua vita dopo questa scelta?

Personalmente sono contentissima di aver fatto questa scelta. Prima lavoravo sempre chiusa in uno stanzino, ascoltando tutto il giorno i problemi degli altri. Dopo aver cambiato, mi sono trovata in mezzo alla natura, nel mio territorio che amo e che riesce a darmi tanto. Certo, questo tipo di lavoro comporta tanti sacrifici, lavorare la terra è faticoso, la sera arrivi stanco ma sei sempre soddisfatto.

Di cosa vi occupate esattamente?

Al momento abbiamo tre sedi. La prima è a Pejo, dove coltiviamo soltanto piante in campo dedicate alla cosmetica. Abbiamo fatto una ricerca per capire quali fossero le piante più forti da far crescere in questa zona, dal momento che la nostra agricoltura è di tipo prevalentemente biologico, e abbiamo scoperto che qui l’arnica e la stella alpina nascono naturalmente. La seconda sede si trova in località Valpiana, nel Comune di Ossana, dove coltiviamo sempre arnica ma anche menta, melissa, caldendula, fiordalisi e altre piante di questo genere perché facciamo anche tisane. Infine, siamo anche al lago dei caprioli, dove coltiviamo stelle alpine in vaso, in una loro varietà acclimatata che può essere portata anche in città a differenza di quelle di Pejo che non potrebbero sopravvivere sotto una certa altitudine. In questo modo offriamo ai turisti la possibilità di portarsi a casa un ricordo e li informiamo per fare in modo che, se trovassero uno di questi fiori in montagna, non lo raccolgano, dato che ne sono rimasti pochi esemplari in natura.

Quindi è un modo anche per tutelare i pochi esemplari rimasti.

Certo, infatti quando le persone vengono qua noi cerchiamo di fare molta informazione, dicendo a tutti di non toccarle se le vedono, di lasciarle stare. Con pochi euro da noi possono portarsi a casa un bel vaso senza danneggiare il territorio.

Quali caratteristiche particolari hanno arnica e stella alpina?

L’arnica è ricca di sostanze come i flavonoidi e ha un grande potere anti infiammatorio e anti dolorifico. La stella alpina è dotata di un grande potere antiossidante perché blocca i famosi radicali liberi che sono i promotori dell’invecchiamento della pelle. In più stimola la formazione delle fibre collagene elastiche, che è una cosa importantissima perché purtroppo se ne producono sempre meno.

Le stelle alpine hanno bisogno di metodi di coltivazione particolari?

Perché riescano a sviluppare sostanze polifenoliche, le stelle alpine hanno bisogno di essere sottoposte a stress. Più stress crei, più loro si difendono producendo queste sostanze. Pejo è un posto perfetto per questo, perché siamo sotto il monte Vioz dove arriva l’aria fredda ma allo stesso tempo il sole picchia tantissimo. Perciò se sottoposta a questi stress provenienti da caldo, freddo, sole e vento la stella alpina produce sostanze polifenoliche. Tieni anche presente che si tratta di un fiore molto resistente dal momento che è ricoperta di lanugine, che la difende da caldo freddo e disidratazione.

Perché le persone vengono a trovarvi?

Principalmente i visitatori vengono attratti dalle stelle alpine, perché il nostro campo è molto suggestivo. Poi vedono anche il prodotto che vendiamo, lo provano.. noi teniamo molto alla qualità, quindi spesso ritornano.

Che valore ha la coltivazione di specie così rare per il territorio?

Sia la stella alpina che l’arnica sono specie protette, che è davvero raro trovare in giro. La situazione è questa perché le persone per anni le hanno strappate via senza alcun criterio.  Secondo me è fondamentale che si capisca perché si è arrivati a questa situazione, che aumenti la sensibilità nei confronti del territorio in modo tale da creare delle sinergie tra agricoltura, turismo e benessere.