Dalla luce blu non devi proteggere solo gli occhi, ma anche il tuo viso

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Dall’invecchiamento precoce della retina a quello della pelle. Gli effetti di una lunga e continua esposizione alla luce blu possono essere anche molto rilevante, ma un modo per proteggersi c’è.
Gaia Cortese 17 Maggio 2022

Non bastavano i raggi UVA e UVB, a complicarci la vita doveva arrivare anche la luce blu.

Una luce impercettibile, a cui siamo esposti quasi in modo inconsapevole, che oltretutto viene emessa da qualsiasi device elettronico: dallo smartphone al computer, dal tablet e qualsiasi lampada a LED. In pratica, l'esposizione alla luce blu è quasi continua.

Cos’è la luce blu?

La luce blu è una forma di radiazione elettromagnetica che si trova in un determinato range dello spettro della luce visibile, ed è compresa tra 380 e 500 nanometri (nm), quando invece la luce visibile all’occhio umano è compresa tra 380 e 780 nanometri. La componente blu è quindi una parte essenziale dello spettro che garantisce non solo adeguate prestazioni visive, ma anche alcune attività dell'uomo come la capacità di essere concentrati e di tenere più alta la soglia di vigilanza.

Effetti indesiderati

Allo stesso tempo, la luce blu, o luce HEV (acronimo di High Energy visible light) può avere anche degli effetti indesiderati sull'uomo e in particolare colpisce gli occhi e la pelle.

Oltretutto, non è facile rendersi conto del tempo in cui siamo esposti alla luce blu, come per esempio, succede quando ci mettiamo a prender il sole al mare. Davanti al computer si arrivano a trascorrere anche otto ore al giorno e a queste si aggiungono quelle passate sullo smartphone o sul tablet.

Come infatti ha spiegato in questa intervista la dottoressa Alessandra Vasselli, membro del Comitato direttivo di AIDECO, Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia: "Quella emanata dai display dei dispositivi elettronici è, ovviamente, meno potente rispetto alla luce blu-violetta naturale e soprattutto rappresenta solo il 18 per cento dei raggi HEV a cui siamo sottoposti quotidianamente, ma l’uso massiccio e continuativo di display può arrecare comunque danni alla pelle, anche perché costituisce un’aggiunta rispetto alla luce blu che ci colpisce naturalmente".

La luce blu può causare irritazione agli occhi e aumentare la secchezza oculare ma, a lungo andare, può anche portare alla degenerazione maculare senile e all’invecchiamento precoce della retina.

Gli effetti dannosi della luce blu non si limitano agli occhi, ma intaccano anche la salute dell'epidermide. Penetrando nel derma molto più in profondità rispetto ai raggi UVA e UVB, la luce blu va a danneggiare l'elastina e il collagene, due proteine alla base del tessuto connettivo, fondamentali per avere una pelle compatta, luminosa e resistente.

Ecco perché a lungo andare l'esposizione alla luce blu può portare all'accelerazione dell’invecchiamento cutaneo e quindi alla comparsa di rughe, accompagnate da scarsa elasticità dell'epidermide. E non è finita qui, perché bisogna fare i conti anche con quelli che sono i danni indiretti, come l'alterazione dei ritmi circadiani che regolano l’alternanza sonno-veglia. Potrebbe sembrarti cosa di poco conto, ma il corretto riposo notturno porta anche ad avere un aspetto della pelle del viso migliore ed è proprio di notte, tra le 23 e le 4 del mattino, che aumenta la produzione di collagene ed elastina. Questo processo di "riparazione" può essere alterato dall'eccessiva esposizione alla luce blu e, venendo a mancare, non può che avere ripercussioni sull'aspetto della pelle.

Come proteggersi

Il modo più efficace per proteggersi dalla luce blu è quello di ridurre le ore trascorse davanti a ogni tipo di device elettronico. Diversamente, è possibile attivare il filtro luce blu su smartphone e pc, quando si è obbligati ad utilizzarli, o dotarsi di occhiali anti luce blu, che hanno lenti apposite per garantire un'adeguata protezione.

Per proteggere l'epidermide si può ricorrere ancora una volta alla cosmesi e in commercio si possono trovare sieri e creme che, inseriti skincare quotidiana, possono essere utili sia nella fase di prevenzione sia nella fase di "riparazione".