Direttiva plastica monouso, l’annuncio del ministro Cingolani: “Trovato l’accordo con l’Ue”

In seguito alla pubblicazione delle linee guida della Commissione Europea per l’applicazione della direttiva Sup, Confindustria aveva criticato la scelta di colpire anche alcuni prodotti in bioplastica o a base di carta con una piccola percentuale di plastica. Ma ora il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani assicura che c’è l’intesa con Bruxelles.
Federico Turrisi 15 Giugno 2021

"L'accordo con Bruxelles è già trovato. Il problema non c'è grazie a un'interlocuzione più tecnica che politica, che fa bene a tutti". Parola del ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, che in un'intervista rilasciata a Radio 24 ha dichiarato che sulla direttiva Sup (Single Use Plastic) Italia e Unione Europea sembrano avere trovato la quadratura del cerchio.

Nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione delle linee guida per l'applicazione della normativa da parte della Commissione Europea, Confindustria aveva espresso forti preoccupazioni sul recepimento della direttiva (tanto che il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti aveva parlato addirittura di una possibile riserva per l'Italia sulla sua entrata in vigore), che colpirebbe anche i prodotti monouso realizzati con plastiche biodegradabili e quelli a base di carta che presentano un sottilissimo strato di plastica. Il motivo? Una misura del genere penalizzerebbe le aziende italiane, che in questi settori vantano un ruolo di leadership sul mercato.

Le affermazioni di Cingolani sembrano spazzare ogni dubbio. Il ministro ha spiegato di essersi confrontato con la massima serenità con il vicepresidente della Commissione europea Franz Timmermans e di aver raggiunto l'intesa: "Si continueranno a rivedere le linee guida in funzione delle nuove soluzioni tecnologiche, ed è stato riconosciuto il fatto che, se ho un bicchiere di carta che è il 90% carta e il 10% plastica, non me lo pesano come tutto plastica, ma riconoscono che c'è solo il 10%".

"Siamo tutti d'accordo – ha aggiunto Cingolani – che la plastica vada ridotta. Non esiste discussione su questo punto. Quando sono arrivato pochi mesi fa, ho letto le linee guide e ho trovato abbastanza questionabile un punto: alla fine l'unica plastica che viene ammessa è quella riciclabile. Questo vuol dire che noi continuiamo a produrre plastiche che, sia pure in maniera ritardata dal riciclo, un giorno diventeranno rifiuto. In maniera cieca invece sono state definite non utilizzabili tutte le altre plastiche, anche le più moderne, quelle a base di fibre vegetali. Il che riflette una lettura un po' vecchia delle tecnologie recenti".