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22 Luglio 2021
12:34

Dopo la Germania, la Cina: a Zhengzhou ci sono state le piogge più forti dopo mille anni

Persone intrappolate intrappolate in una metropolitana piena d’acqua e fuori le strade trasformate in un’immensa distesa d’acqua che ha travolto ogni cosa non risparmiando nessuno. È accaduto in Cina, a Zhengzhou, proprio in questi giorni.

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Dopo la Germania, la Cina: a Zhengzhou ci sono state le piogge più forti dopo mille anni
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Ospedali senza energia elettrica, una metropolitana trasformata in una trappola mortale per i suoi passeggeri, un fiume riversatosi per le strade a causa delle piogge torrenziali che trascina via tutto ciò che incontra sul suo percorso.

Dopo la Germania, colpita da un’alluvione che ha causato decine di morti e centinaia di dispersi spazzando via interi paesi, anche la Cina negli ultimi giorni è stata costretta a gestire un evento climatico estremo, che a partire da alcune forti piogge iniziate circa una settimana fa ha raggiunto il culmine con la morte di almeno 25 persone, di cui 12 rimaste bloccate nella metropolitana allagata. Le immagini della città trasformata in un vero e proprio lago marrone sono impressionanti, così come quelle delle persone rimaste intrappolate nei mezzi pubblici con l’acqua letteralmente fino al collo.

La città in questione è la metropoli di Zhengzhou, che conta 12 milioni di abitanti, capitale della Provincia centrale dello Henan. Qui sono state evacuate oltre 300mila persone, a causa di quelle che sono state definite le piogge più pesanti nell’arco di mille anni.

Secondo le autorità meteorologiche, nell’arco di tre giorni si è riversata sulla città la quantità di pioggia che solitamente arriva in un intero anno.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.