Emma Bonino è morta all'età di 78 anni. Storica esponente del Partito Radicale, protagonista di oltre cinquant'anni di politica italiana ed europea e tra i fondatori di +Europa, era stata più volte ministra, parlamentare e commissaria europea.
Nata il 9 marzo 1948 a Bra, in provincia di Cuneo, Bonino aveva legato gran parte della sua attività politica alle battaglie radicali condotte insieme a Marco Pannella. Dai diritti civili all'interruzione volontaria di gravidanza, dalla giustizia internazionale all'integrazione europea, il suo nome ha attraversato alcuni dei principali dibattiti politici italiani degli ultimi decenni.
La notizia della morte è stata comunicata dai Radicali, che hanno ricordato Bonino come una delle protagoniste della storia politica italiana e una leader capace di dedicare la propria vita alla difesa delle libertà individuali, dello Stato di diritto e dell'Europa.
Emma Bonino, gli ultimi ricoveri e i problemi respiratori
Negli ultimi anni Emma Bonino aveva affrontato diversi problemi di salute. Nel gennaio 2015 aveva annunciato pubblicamente di avere un microcitoma polmonare e si era sottoposta alle cure. Nel 2023 aveva dichiarato di essere guarita.
Successivamente erano arrivati diversi ricoveri legati a difficoltà respiratorie, tra cui quelli dell'ottobre 2024 e del novembre 2025.
L'ultimo ricovero risaliva a lunedì 7 settembre, quando Bonino era stata portata all'ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a una crisi respiratoria. In seguito era stata trasferita in una struttura privata.
Chi era Emma Bonino: dalla giovinezza all'incontro con Marco Pannella
Emma Bonino era nata a Bra il 9 marzo 1948 ed era la seconda di tre figli. Dopo il liceo classico si trasferì a Milano, dove studiò Lingue e letteratura moderna, laureandosi nel 1972.
Il suo ingresso nella politica radicale avvenne negli anni Settanta. Nel 1975 contribuì alla nascita a Milano del Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto insieme ad altri esponenti radicali.
Fu Adele Faccio a presentarla a Marco Pannella, con il quale Bonino avrebbe condiviso una lunghissima stagione di battaglie politiche e civili.
Un anno prima Bonino aveva vissuto personalmente l'esperienza dell'aborto, in un periodo nel quale l'interruzione volontaria della gravidanza era ancora illegale in Italia. Nel 1975 si autodenunciò per procurato a

borto e venne arrestata.
Quella battaglia diventò uno dei punti centrali della sua attività politica.
L'elezione alla Camera e le battaglie del Partito Radicale
Nel 1976, quando il Partito Radicale partecipò alle elezioni politiche, Emma Bonino venne eletta alla Camera dei deputati insieme a Marco Pannella, Adele Faccio e Mauro Mellini.
Da quel momento iniziò una lunga presenza nelle istituzioni italiane ed europee.
Negli anni successivi partecipò alle campagne radicali sui diritti civili e sulla legalizzazione dell'aborto. Dopo l'approvazione della legge 194 nel 1978, i Radicali furono protagonisti anche della successiva stagione referendaria.
La politica di Emma Bonino non si limitò però alle questioni italiane. Con il passare degli anni il suo impegno assunse una dimensione sempre più internazionale.
Emma Bonino e la Corte penale internazionale
Tra gli anni Ottanta e Novanta Bonino lavorò a lungo per la creazione di una Corte penale internazionale, sostenendo la necessità di un organismo permanente in grado di perseguire i più gravi crimini internazionali.
La Corte sarebbe poi diventata realtà con lo Statuto di Roma, approvato nel 1998 ed entrato in vigore nel 2002.
Nello stesso periodo Bonino sostenne campagne contro la pena di morte, le mine antiuomo e le mutilazioni genitali femminili, oltre a iniziative per i diritti umani e la libertà dei popoli.
La nomina a commissaria europea
Una delle tappe più importanti della carriera politica di Emma Bonino arrivò nel 1995, con la nomina a commissaria europea.
Rimase nella Commissione europea fino al 1999, occupandosi, tra le altre materie, di aiuti umanitari, consumatori e pesca.
Durante il mandato visitò numerose aree segnate da guerre e crisi umanitarie, soprattutto in Africa.
Nel 1997 partecipò alla firma, per la Commissione europea, della Convenzione di Ottawa contro le mine antipersona. L'anno successivo prese parte alla conferenza diplomatica di Roma che portò all'adozione dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale.
L'Europa sarebbe rimasta uno dei temi centrali di tutta la sua vita politica. Bonino sostenne a lungo un modello di integrazione federale, indicando negli Stati Uniti d'Europa uno degli obiettivi politici da perseguire.
Le candidature di Emma Bonino alla presidenza della Repubblica
Nel corso della sua carriera Emma Bonino fu indicata più volte come possibile presidente della Repubblica.
La prima candidatura arrivò nel 1999, al termine dell'esperienza da commissaria europea. Il Parlamento elesse poi Carlo Azeglio Ciampi.
Il nome di Bonino tornò in campo per il Quirinale anche nel 2006 e nel 2013, senza arrivare all'elezione.
Proprio nel 1999 raggiunse uno dei risultati elettorali più significativi della sua carriera: alle elezioni europee la Lista Emma Bonino superò l'8% dei voti e la leader radicale raccolse oltre un milione di preferenze.
Emma Bonino ministra con Prodi e Letta
Nel 2006 Bonino tornò alla Camera con la Rosa nel Pugno e ottenne un incarico nel secondo governo guidato da Romano Prodi.
Divenne ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee, prima esponente radicale a ricoprire un incarico ministeriale.
Nel 2008 fu eletta al Senato nelle liste del Partito Democratico sulla base dell'accordo elettorale con i Radicali.
Un altro incarico di primo piano arrivò nel 2013. Nel governo guidato da Enrico Letta, Emma Bonino fu nominata ministra degli Esteri. Rimase alla Farnesina fino alla conclusione dell'esecutivo Letta nel febbraio 2014.
La nascita di +Europa e gli ultimi anni in Parlamento
Nel 2017 Emma Bonino partecipò alla fondazione di +Europa, formazione politica europeista e liberale nata anche dall'esperienza radicale.
Alle elezioni politiche del 2018 tornò in Parlamento, venendo eletta al Senato. Fu la sua ultima elezione parlamentare.
Bonino ha ricoperto anche la presidenza di +Europa tra il 2024 e il 2025.
Fino agli ultimi anni ha continuato a intervenire nel dibattito pubblico, mantenendo al centro temi che avevano caratterizzato l'intera sua attività: diritti individuali, Stato di diritto, integrazione europea, democrazia e libertà.
La vita privata di Emma Bonino
Nonostante la lunga esposizione pubblica, Emma Bonino mantenne sempre una netta distinzione tra attività politica e sfera privata.
Nel corso della sua vita ebbe relazioni con esponenti dell'ambiente radicale, tra cui Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.
Tra il 1975 e il 1976 prese inoltre in affido due bambine, Aurora e Rugiada, che rimasero con lei per alcuni anni.
La sua biografia personale si è intrecciata spesso con le battaglie pubbliche, soprattutto negli anni iniziali dell'attivismo radicale.
Oltre cinquant'anni di politica italiana ed europea
Con la morte di Emma Bonino si chiude una delle più lunghe esperienze politiche legate alla storia del movimento radicale italiano.
Deputata, senatrice, europarlamentare, commissaria europea, ministra e candidata al Quirinale, Bonino ha attraversato più di mezzo secolo di storia politica.
Dalle prime campagne degli anni Settanta alle istituzioni europee, fino alla nascita di +Europa, ha costruito la propria attività attorno a un insieme di temi rimasti sostanzialmente costanti: libertà individuali, diritti civili, giustizia internazionale e costruzione di un'Europa più integrata.