È ufficiale: lo stop alla plastica monouso in tutti i Paesi Ue a partire dal 2021 è finalmente realtà

L’Europarlamento ha definitivamente approvato la direttiva proposta dalla Commissione europea che prevede entro il 2021 lo stop alla produzione e alla commercializzazione dei dieci prodotti di plastica monouso che più inquinano i nostri mari e le nostre spiagge.
Sara Del Dot 28 marzo 2019

Non ci sono più dubbi né attese: comincia pure a dire addio alle cannucce nel drink, alle forchette e ai piattini che ti porti dietro ai pic nic. A partire dal 2021, infatti, questi e altri oggetti di uso comune che da sempre siamo abituati a trovare e acquistare a poco prezzo in tutti i supermercati, saranno tassativamente banditi in tutti i Paesi membri dell’Unione europea. O meglio, saranno sostituiti con materiali amici dell’ambiente. Il Parlamento europeo ha infatti finalmente approvato in via definitiva la direttiva, da tempo sul tavolo, che prevede entro il 2021 il divieto assoluto di produzione e commercializzazione degli oggetti di plastica monouso maggiormente reperiti sulle nostre spiagge e nelle acque degli oceani.  La votazione, avvenuta il 27 marzo 2019, si è conclusa con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti.

Cosa prevede la direttiva?

Entro il 2021, tutti gli Stati membri dovranno cessare progressivamente la produzione e la messa in commercio di oggetti di uso comunque come piatti, posate, cannucce, bastoncini dei palloncini, bacchette per girare il caffè, contenitori e tazze in polistirolo espanso, cotton fioc (già banditi da inizio 2019) e contenitori per gli alimenti distribuiti nei fast food. Tutti questi prodotti verranno sostituiti da corrispettivi realizzati in materiali biodegradabili e compostabili. Ma non è finita qui. La direttiva prevede anche l’avvio a riciclo del 90% delle bottiglie in plastica entro il 2029 e impone che queste ultime siano realizzare con materiale riciclato per almeno il 25% entro il 2025 e per il 30% entro il 2030. Saranno poi istituite nuove regole per l’etichettatura di prodotti come filtri di sigarette, salviette umidificate e tovaglioli sanitari, sulla cui confezione andrà segnalato l’impatto ambientale. In più, i produttori degli attrezzi da pesca si assumeranno la piena responsabilità dei costi della raccolta dei loro prodotti qualora andassero dispersi in mare.

La fine di un lungo percorso

La proposta era stata avanzata dalla Commissione europea a maggio 2018, nell’ambito del pacchetto per l’economia circolare del 2015, ed era stata approvata il 19 dicembre 2018 da un accordo provvisorio di Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea. L’approvazione definitiva avvenuta ieri, rappresentava l’ultimo ostacolo per trasformare in realtà una direttiva che porterà nelle nostre vite e in quelle dei nostri mari un cambiamento radicale.