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26 Febbraio 2019
16:00

Ecco i 5 pesticidi contro le api che potrebbero causare l’estinzione del 40% degli impollinatori

Da qualche mese la Francia ha deciso di estendere il divieto dei tre pesticidi killer per api e farfalle già previsto dall’Unione europea, a tutte e cinque le sostanze che stanno provocando l’estinzione del 40% degli impollinatori. Una speranza per la loro sopravvivenza?

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Ecco i 5 pesticidi contro le api che potrebbero causare l’estinzione del 40% degli impollinatori
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Le api, ormai lo sappiamo, sono creature di cui il nostro Pianeta non può in alcun modo fare a meno. Prima ancora di produrre il miele, infatti, si occupano dell’impollinazione, il processo che consente la riproduzione di piante e fiori, e quindi di praticamente un terzo del cibo che mangiamo. Eppure, da anni, questi (e altri) piccoli impollinatori si trovano in costante pericolo di vita. E non si tratta di una mera ipotesi fatalista. Nel 2018, infatti, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha segnalato che il 40% degli impollinatori rischia l’estinzione globale. E sebbene le motivazioni siano diverse, tra cui il progressivo cambiamento climatico e alcuni virus e parassiti che colpiscono le colonie, la causa principale è stata individuata nell’utilizzo eccessivo, in campo agricolo, di pesticidi che provocano la morte di api, farfalle e bombi.

Per riparare a un danno che potrebbe presto provocare conseguenze irreversibili, l’Unione europea si era già mossa nell’aprile del 2018, con l’approvazione da parte degli Stati membri della proposta della Commissione di mettere al bando tre dei pesticidi neonicotinoidi (chiamati anche neonici, e che hanno una composizione chimica simile alla nicotina), utilizzati in agricoltura maggiormente dannosi per le api. A partire da allora, queste sostanze sono utilizzabili soltanto all’interno delle serre in tutti i Paesi europei. Ma c’è chi ha deciso di non fermarsi qui, e compiere un passo in più. La Francia, infatti, di recente ha ampliato il divieto a tutti e cinque i pesticidi riconosciuti come maggiormente deleteri per la salute di questi impollinatori, quali:

  • Clothianidin
  • Imidacloprid
  • Thiamethoxam
  • Thiacloprid
  • Acetamiprid

Si tratta di pesticidi altamente tossici per gli insetti, che colpiscono il loro sistema nervoso, provocando paralisi e, quasi sempre, la morte. In più, l’assimilazione di queste sostanze diminuisce la loro memoria e fa cadere gli impollinatori in uno stato di confusione, impedendo loro di ritrovare la strada per l’alveare.

Insomma, quello francese rappresenta un importante passo per garantire la salvaguardia di queste creature così importanti per la nostra sopravvivenza. La speranza è che, presto, tanti altri Paesi (europei e non) seguano l’esempio e dedichino un po’ di attenzione in più alla tutela delle api e di tutti gli altri impollinatori. Se così non sarà, le conseguenze potrebbero diventare catastrofiche.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.