Emergenza incendi senza fine: l’estate scorsa in Italia sono bruciati 158 mila ettari di boschi

È quanto emerge dal Report Foreste 2021 di Legambiente: sono andati in fumo circa 40 mila ettari in aree di elevato pregio naturale tutelate dalla rete europea “Natura 2000”, e l’87% dei roghi è avvenuto in Sicilia, Sardegna e Calabria.
Federico Turrisi 27 Novembre 2021

Certo, adesso ci stiamo avvicinando all'inverno. Ma è doveroso ricordare che quella trascorsa è stata un'estate rovente per il nostro Paese. E non ci riferiamo soltanto alle temperature elevate (a Siracusa il termometro ha toccato 48,8 gradi, la temperatura più alta mai registrata in Europa), ma anche al fuoco che ha divorato chilometri e chilometri quadrati di superficie forestale. Anche quest'anno infatti il problema degli incendi boschivi non ha subito, purtroppo, alcuna frenata.

Secondo il Report Foreste 2021 pubblicato da Legambiente in occasione della Giornata nazionale degli alberi (lo scorso 21 novembre), la scorsa estate sono stati distrutti dalle fiamme 158 mila ettari di boschi. Di questi, circa 40 mila erano in aree tutelate da Rete Natura 2000, la rete creata dall'Unione europea che riunisce i siti di interesse comunitario e le zone di protezione speciale per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali identificati come prioritari dagli Stati membri.

C'è un altro dato poi che fa riflettere: l'87% dei roghi è avvenuto in Sicilia, Sardegna e Calabria. Nonostante la superficie occupata da boschi e foreste in Italia sia cresciuta negli ultimi dieci anni di circa 587 mila ettari (complessivamente siamo quasi 11 milioni di ettari, pari a un terzo dell’intero territorio nazionale), i numeri sugli incendi nella stagione estiva 2021 ci riportano alla necessità di aumentare gli sforzi per tutelare e valorizzare i nostri polmoni verdi, alleati indispensabili nella lotta contro i cambiamenti climatici e nella riduzione del rischio dovuto al dissesto idrogeologico.

"Ecosistemi sani e foreste resilienti aiutano a mitigare gli effetti della crisi climatica e migliorano la qualità della vita e il benessere dei cittadini", afferma Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. "Per il decennio 2020-2030 l’Italia deve elaborare una proposta coerente con gli obiettivi europei sulla biodiversità, prevedendo ad esempio di tutelare il 30% del territorio nazionale e almeno il 10% in maniera rigida. O ancora, una pianificazione strategica per aumentare il verde e ridurre le emissioni in città, responsabili di circa il 70% delle emissioni di anidride carbonica sul pianeta. Si tratta di obiettivi d’interesse globale che recano benefici locali e che, se ben pianificati, sono senz’altro conciliabili con la missione del Pnrr che dovrà sostenere innovazione tecnologica e ricerca e garantire una gestione sostenibile del nostro patrimonio forestale".