Extinction Rebellion a processo, Nensi: “Non smetterò di manifestare, l’importante è rimanere uniti”

Ancora una causa nei confronti degli attivisti ambientalisti, altre proteste finiscono in Tribunale. Chi vincerà questo scontro tra attivismo e istituzioni, le azioni penali o quelle di disobbedienza civile non violenta?
Francesco Castagna 24 Gennaio 2023

24.01.2023, Milano, un gruppo di attivisti di Extinction Rebellion Italia si raduna davanti al Tribunale di Milano, in Via Carlo Freguglia. Non sono da soli, insieme a loro infatti ci sono anche i ragazzi e le ragazze di Ultima Generazione e delle altre sigle di associazioni ambientaliste.

Tutti insieme in solidarietà verso otto ragazzi che sono stati chiamati in causa per aver compiuto delle azioni di disobbedienza civile non violenta. L'episodio risale al 2021, ci troviamo sempre nel capoluogo meneghino, quando in occasione della fase preparatoria della Cop26 di Glasgow i leader mondiali discutevano delle decisioni da prendere all'interno del MiCo, il Centro Congressi della città.

Poco fuori dalla pre-Cop, un gruppo di otto attivisti di Extinction Rebellion ha manifestato pubblicamente il proprio dissenso verso la classe politica, facendo suonare ogni ora una sirena, come a indicare che il tempo per prendere le decisioni stava inesorabilmente passando nel mentre che si tenevano quelli che Greta Thunberg ci ha abituati a chiamare "bla bla bla". Sono i discorsi  vuoti dei politici, parole che lasciano il tempo che trovano.

Oltre alla sirena, i ragazzi hanno lasciato una scritta con una vernice ad acqua (facilmente rimovibile) vicino al Gate 2 del MiCo, uno dei punti principali di entrata/uscita dell'evento.

Per queste azioni i ragazzi sono stati denunciati e rischiano delle pene peggiori di quelle dei writer, multe fino a mille euro e mesi di carcere (oltre a una serie di fogli di via e di limitazioni personali).

Noi di Ohga siamo andati davanti al Tribunale in attesa che uno dei ragazzi citati, Davide Nensi, uscisse per parlare con i giornalisti e con gli altri attivisti.  "Hanno detto che ci sarà la prossima udienza il 30 marzo alle 13.30, in cui verranno portati anche dei testimoni e si parlerà più dei fatti specifici. L'importante è non perdersi d'animo e unirsi nella protesta", spiega Davide.

Ad aspettarlo c'è anche Simone Ficicchia, il ragazzo di Ultima Generazione che il 10 gennaio è stato chiamato a sua volta sempre dal Tribunale di Milano, perché accusato di una serie di reati di diversa tipologia, ma che riguardano tutti le sue azioni di disobbedienza civile non violenta. "Chi chiede al governo cose concrete di fronte a un'inazione criminale non è socialmente pericoloso, non costituisce un pericolo per le persone intorno a sé, ma anzi deve continuare per portare visibilità alla crisi climatica e quella spinta per i governi ad agire che in questo momento non esiste nel nostro Paese".

Accanto a Davide Nensi è presente l'avvocato difensore del ragazzo, la Dott. Daniela Torro, che siamo riusciti a intervistare e che ci ha detto che "come al solito non si rispetta la legge, perché in questa udienza, che era esclusivamente preparatoria, solitamente il giudice deve fare le sue valutazioni e invece c'erano già due citazioni dei testi del pubblico ministero". Questo, ci spiega l'avvocato, potrebbe essere un segnale che hanno fretta di fare questo processo.

Nensi ha avuto tutto il supporto degli altri ragazzi degli ExtinctionRebellion Italia, tra cui una ragazza di nome Sara, che ci ha spiegato che "Non facciamo queste azioni perché ci divertiamo a imbrattare o a bloccare il traffico, ma perché abbiamo un messaggio da lanciare: siamo all'interno di una crisi climatica ed ecologica, se non si agisce immediatamente rischieremo di perdere tutto ciò che conosciamo e le conseguenze sarebbero molto disastrose".

Abbiamo parlato più volte del mancato ascolto da parte della politica verso i gruppi di attivismo ambientalista, ma queste cause portano la questione su un altro piano. Solo il futuro potrà dirci chi "l'avrà vinta", se gli attivisti riusciranno a ottenere dei risultati, o se rimarranno schiacciati dall'indifferenza generale.