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13 Gennaio 2020
16:00

Fiumicino è il primo aeroporto a sperimentare un asfalto realizzato con grafene e plastica riciclata

Si chiama Gipave ed è un particolare asfalto in grado di offrire delle elevate prestazioni e sopratutto più ecosostenibile, dal momento che riutilizza materiale di scarto. Era già stato testato a Roma su una strada provinciale, ora per la prima volta verrà usato in condizioni di maggiore stress su una pista dell'aeroporto romano.

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Fiumicino è il primo aeroporto a sperimentare un asfalto realizzato con grafene e plastica riciclata
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La rivoluzione green passa anche dal settore delle infrastrutture. Se ricordi, lo scorso aprile ti avevamo parlato della sperimentazione su un tratto lungo un chilometro della strada provinciale Ardeatina, a Roma, di uno speciale asfalto in grafene, chiamato Gipave e realizzato dall'azienda italiana Iterchimica. Questo materiale per pavimentare la strada aveva già dimostrato di essere resistente alla forza esercitata dai veicoli e alle escursioni termiche. Non è tutto. Si tratta di una soluzione meno impattante sull'ambiente, dal momento che la miscela contiene grafene e una percentuale di plastica appositamente selezionata che al momento non può rientrare nelle filiera del riciclo, ma finirebbe negli impianti di termovalorizzazione per il recupero energetico.

Ebbene, questo nuovo tipo di asfalto ecosostenibile e assai performante verrà utilizzato anche nell'aeroporto di Roma-Fiumicino "Leonardo da Vinci". Si tratta della prima stesa al mondo in uno scalo intercontinentale. L’obiettivo del test è verificare se l'asfalto sarà in grado di sopportare situazioni di grande stress, come quelle che si presentano nelle fasi di decollo e di atterraggio degli aerei – quindi resistenza ad urti violenti, a mezzi che percorrono il tratto ad alta velocità e al surriscaldamento dovuto alla frenata -, confermando così i positivi risultati già ottenuti in ambito stradale.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.