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4 Settembre 2020
16:00

Forse non volevi sentirlo, ma l’Amazzonia oggi brucia più che 10 anni fa

Nonostante il presidente Jair Bolsonaro continui a negare, i dati satellitari raccolti dall'agenzia spaziale brasiliana non lasciano spazio a dubbi: deforestazione, cenere e colonne di fumo continuano a colpire la foresta. Secondo le previsioni degli esperti, alla fine del 2020 arriveremo a un numero di incendi di molto superiore a quelli registrati l'anno scorso.

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Forse non volevi sentirlo, ma l’Amazzonia oggi brucia più che 10 anni fa
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L’Amazzonia brucia, ancora. Forse non volevi sentirlo, forse speravi che ci fosse un pizzico di verità in più nelle parole del presidente Jair Bolsonaro quando dichiarava che quest’anno la foresta non stava subendo stessi incendi mortali del passato. In realtà non sarebbe così. Le immagini satellitari raccolte mostrerebbero che la distruzione della foresta pluviale, e anche di molte sue zone protette, non si è affatto arrestata: secondo gli esperti, inoltre, alla chiusura del 2020 gli incendi saranno molti di più rispetto all’anno scorso. Come sai, gli incendi in Amazzonia non sono naturali ma sono il frutto di atti criminali per favorire la deforestazione e preparare le terre alle nuove attività di agricoltura e allevamento e i rischi, oltreché per il clima e la biodiversità, arrivano a minacciare anche la salute di migliaia di persone.

Le parole del presidente

Lo scorso agosto il presidente Bolsonaro aveva bollato come bugie le notizie e i dati che mettevano in mostra l’esistenza di incendi nella foresta pluviale amazzonica. Tutto mentre il fumo invadeva l'orizzonte di giorno e incendi giganteschi illuminavano il cielo di notte. Bolsonaro aveva anche licenziato il capo dell'agenzia spaziale brasiliana per aver difeso l’integrità e il valori di dati che, a suo modo di vedere, erano invece sfavorevoli e sbagliati. In più, in un discorso ad altri leader sudamericani aveva sfidato i suoi oppositori a sorvolare l'Amazzonia perché, ne era convinto, non avrebbero visto un solo incendio.

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Chi ha raccolto la sfida è stato il Guardian che ha spedito un team a sorvolare la zona della riserva forestale di Iriri. E che cosa hanno visto? Deforestazione, cenere, colonne di fumo bianco e grigio. Bugie, quindi, ma all’inverso.

Dati

A screditare il presidente Bolsonaro ci sarebbero, appunto, le immagini satellitari raccolte dall'agenzia spaziale brasiliana. Secondo l’Inpe, infatti, nel solo mese di agosto 2020 sarebbero stati rivelati più di 7.600 incendi in Amazonas, uno dei nove stati che compongono l'Amazzonia brasiliana. Si tratterebbe del numero più alto dal 1998. Ma non è tutto perché in tutta la regione amazzonica, ad agosto, gli incendi sarebbero più di 29.307, il secondo numero più alto in un decennio e solo leggermente inferiore alla cifra di 30.900 dello scorso anno. Tuttavia, per via di problemi tecnici a uno dei satelliti della NASA utilizzato per raccogliere dati ufficiali, la stima dei danni potrebbe anche essere maggiore. E per di più siamo nel pieno della stagione secca, terreno fertile dunque per fuoco e fiamme, e l’anno non è ancora finito.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.