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6 Maggio 2026
15:06

Francesco Gianello morto a 14 anni: la superperizia sui genitori e il caso del metodo Hamer

La morte di Francesco Gianello, il ragazzo di 14 anni colpito da un tumore al femore, torna al centro dell’attenzione dopo una nuova superperizia. Gli inquirenti approfondiscono le scelte terapeutiche adottate dai genitori, che avrebbero seguito il cosiddetto metodo Hamer.

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Francesco Gianello morto a 14 anni: la superperizia sui genitori e il caso del metodo Hamer
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La vicenda di Francesco Gianello, il ragazzo morto a soli 14 anni dopo una malattia al femore, torna sotto i riflettori dopo gli sviluppi emersi dalla superperizia disposta nell’ambito dell’inchiesta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane sarebbe stato curato seguendo approcci alternativi legati al cosiddetto metodo Hamer, rinunciando alle cure mediche tradizionali indicate per affrontare il tumore.

La nuova perizia avrebbe aggravato la posizione dei genitori, concentrandosi soprattutto sulle decisioni prese durante il percorso della malattia e sulle possibilità terapeutiche che, secondo gli esperti, avrebbero potuto essere intraprese.

Cos’è il metodo Hamer

Il metodo Hamer prende il nome da Ryke Geerd Hamer, medico tedesco ideatore della cosiddetta “Nuova Medicina Germanica”, teoria molto contestata dalla comunità scientifica.

Secondo questa impostazione, le malattie – compresi i tumori – deriverebbero da conflitti emotivi o traumi psicologici non risolti. La teoria sostiene che affrontare questi conflitti possa portare alla guarigione senza ricorrere alle terapie oncologiche tradizionali.

La medicina ufficiale, però, considera queste pratiche prive di validazione scientifica e potenzialmente pericolose, soprattutto quando portano ad abbandonare cure riconosciute come chemioterapia, chirurgia o radioterapia.

Nel caso di Francesco, il tumore riguardava il femore. Secondo le ricostruzioni emerse nel corso delle indagini, il ragazzo sarebbe stato trattato anche con rimedi alternativi come l’argilla, mentre la malattia continuava a progredire.

La superperizia e l’inchiesta

La superperizia richiesta dagli inquirenti avrebbe evidenziato elementi ritenuti rilevanti sul decorso della malattia e sulle possibilità terapeutiche disponibili.

L’obiettivo degli accertamenti è capire se un diverso percorso medico avrebbe potuto offrire maggiori possibilità di cura e se le decisioni prese abbiano avuto un impatto sull’evoluzione della patologia.

La vicenda ha riacceso il dibattito sui trattamenti alternativi e sui rischi legati all’abbandono delle terapie scientificamente riconosciute, soprattutto quando si parla di minori e patologie oncologiche.

Il tema delle cure alternative

Negli ultimi anni diversi casi simili hanno sollevato interrogativi sul confine tra libertà di scelta terapeutica e tutela della salute dei figli.

Le autorità sanitarie e la comunità scientifica ribadiscono da tempo l’importanza di affidarsi a percorsi medici validati, soprattutto nelle malattie gravi come i tumori.

Il caso di Francesco Gianello continua quindi a suscitare forte attenzione, sia per il dramma umano che per le implicazioni legali e sanitarie legate alle cure alternative.