Fridays for Future davanti al ministero dell’Ambiente per fare pressione sul Dl clima

Per il prossimo venerdì 4 ottobre il gruppo romano del movimento lanciato da Greta Thunberg ha annunciato una mobilitazione davanti al dicastero presieduto da Sergio Costa. Il motivo della protesta? Chiedere misure più coraggiose da inserire nel decreto legge sul clima.
Federico Turrisi 2 ottobre 2019

I ragazzi del Fridays for Future, il movimento globale ispirato dagli scioperi per il clima della sedicenne svedese Greta Thunberg, non si fermano. Venerdì 4 ottobre si ritroveranno per manifestare davanti alla sede del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo, a Roma. Una protesta che ha un importante valore, dal momento che in questi giorni sta circolando una bozza del decreto legge sul clima, che dovrebbe approdare nel Consiglio dei Ministri del 3 ottobre. Doveva essere già esposto dal ministro Sergio Costa a settembre ma la presentazione del decreto continua a slittare per consentire un esame più dettagliato delle misure: sul tavolo infatti c'è la questione spinosa delle coperture economiche. Secondo il movimento Fridays for Future, però, una risposta adeguata all'emergenza climatica dev'essere posta in cima alle azioni da intraprendere sull'agenda del governo.

"Mentre la Germania predispone un piano di investimenti green di 100 miliardi entro il 2030 – si legge nella nota del Fridays for Future di Roma – l'Italia si limita ad avanzare proposte tiepide e insufficienti, che in questa seconda versione non presentano neanche più il taglio ai sussidi alle fonti fossili previsto nella bozza precedente per un 10% ogni anno fino al 2030. Il ministero si dice in attesa della legge di bilancio per valutare le coperture, ma la manovra non va attesa bensì concertata insieme coinvolgendo tutti i ministeri interessati perché non è possibile dover delegare a vincoli di bilancio che non tengono conto dell'emergenza che dobbiamo affrontare. Siamo stufi di politiche a compartimenti stagni quando l'emergenza climatica riguarda tutti i settori della nostra vita. Cosa stiamo aspettando ancora? Abbiamo bisogno di misure veramente efficaci e coraggiose. Non c'è più tempo".

Non si è fatta attendere la risposta del ministro Costa, che, come riporta l'agenzia Ansa, ha dichiarato: "Stiamo lavorando, di concerto con il Mef, perché il decreto legge sul clima non sia separato dalla legge di Bilancio, ma integrato nella stessa attraverso vincoli di spesa e normativi. Purtroppo – ha aggiunto Costa – venerdì non saró al ministero, perché impegnato a Lussemburgo al Consiglio dei Ministri dell’Ambiente Ue. Sono perfettamente d’accordo con le proposte da voi avanzate e vi invito a incontrarci per portarle all’esame dei tecnici del Ministero".

Intanto, dopo la straordinaria partecipazione alle manifestazioni avvenute in tutto il mondo nella settimana del 20-27 settembre, Fridays for Future si prepara a un nuovo sciopero globale. Secondo quanto si legge dalla pagina Facebook italiana e canadese del movimento, il quarto sciopero globale per il clima potrebbe essere il 29 novembre, in concomitanza con il Black Friday (la giornata che tradizionalmente dà il via alla stagione degli acquisti natalizi), ma soprattutto poco prima dell'inizio dei lavori alla Cop25, la conferenza delle parti sul cambiamento climatico che si terrà a Santiago del Cile dal 2 al 13 dicembre. Il condizionale è d'obbligo, dal momento che il movimento non ha ancora pubblicato una dichiarazione ufficiale.