Fridays for Future, la Regione Piemonte non dichiara l’emergenza climatica e i ragazzi abbandonano l’aula

Durante la seduta straordinaria dedicata all’ambiente, convocata lo scorso 15 ottobre, alcuni consiglieri della maggioranza della giunta regionale hanno perfino negato la responsabilità dell’uomo per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Davanti a queste parole gli attivisti del movimento per protesta se ne sono andati dall’aula: “Basta negazionismo”.
Federico Turrisi 17 ottobre 2019

Più che l'amarezza, prevale lo sconcerto tra i ragazzi del movimento Fridays for Future di Torino. Per la regione Piemonte non si può certo parlare di una bella figura. Ma che cosa è successo precisamente? Lo scorso 15 ottobre a Palazzo Lascaris, sede della Giunta regionale, viene convocata una seduta straordinaria dedicata interamente ai temi ambientali. Tra gli interventi anche quelli dei ragazzi di Fridays for Future che chiedono da tempo la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e delle misure efficaci per limitare l'inquinamento atmosferico (che in Piemonte, come nel resto della pianura padana, è un problema ben lontano dall'essere risolto, con continui sforamenti dei limiti delle polveri sottili nell'aria). "Un ragazzo che nasce e cresce in Piemonte vive in media due mesi in meno rispetto a un suo coetaneo di un'altra regione italiana", ricorda davanti all'assemblea Niccolò Lanfranco, studente astigiano iscritto al Politecnico e portavoce del movimento.

Parole cadute nel vuoto. A stroncare i buoni propositi dei Fridays for Future ci pensa il presidente stesso della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che afferma: "Sì, il percorso di sensibilizzazione va fatto, ma senza divieti e obblighi punitivi".  E aggiunge sullo smog: "Un atteggiamento troppo ideologico rischierebbe di non portare risultati concreti, ma solo disagi ai cittadini". La ciliegina sulla torta però arriva con l'intervento del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Paolo Bongioanni, il quale esordisce prendendo le distanze da chi "tratteggia una visione catastrofistica". Cita poi gli scienziati Carlo Rubbia e Antonino Zichici: "Non è possibile accostare inquinamento e cambiamento climatico in modo diretto in quanto non ci sono prove scientifiche che lo dimostrano". Dopo queste dichiarazioni i ragazzi di Fridays for Future si alzano e abbandonano l'aula.

"Nel 2019, queste parole sono, per noi, irricevibili" – si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook di Fridays for Future Torino – "Ecco perché abbiamo lasciato la seduta, senza neanche assistere alla votazione sulle mozioni di emergenza climatica. Al giorno d'oggi si deve discutere di come risolvere la crisi climatica, non metterla in dubbio! Basta negazionismo!".

Bilancio della giornata: passano tre mozioni su otto, tutte quelle della maggioranza. Due presentate da Forza Italia, che prevedono "interventi per il miglioramento della qualità dell’aria e un piano di politiche ambientali" e uno della Lega su "azioni a tutela dell’ambiente". Bocciata invece la richiesta avanzata da Liberi Uguali Verdi e Verdi piemontesi di dichiarare l’emergenza climatica e ambientale. Un tema così delicato come la crisi climatica non dovrebbe essere prerogativa esclusiva dei giovani o di una fazione politica. La lotta per contrastare il riscaldamento globale riguarda tutti e dovrebbe incontrare il sostegno di tutte le forze politiche in campo. Ma si vede che in Regione Piemonte la pensano diversamente.