Emergenza climatica: ecco quali sono le città italiane che l’hanno dichiarata

Sempre più città in Italia, in Europa e nel mondo si stanno muovendo a favore del clima. Già diversi comuni dello Stivale hanno emanato delibere dichiarando la situazione di emergenza, e tutto lascia presagire che ne seguiranno altri.
Sara Del Dot 12 giugno 2019

Ha iniziato la Gran Bretagna, in seguito alle proteste nel movimento ambientalista Extinction Rebellion che, per un’intera settimana, ha bloccato il centro di Londra con manifestazioni di disobbedienza civile. Poi è stato il turno del Governo irlandese. Dichiarare lo stato di emergenza climatica non è cosa da poco. Né un segnale da prendere con leggerezza. Significa accettare una sconfitta, riconoscere di aver portato la natura allo stremo con le proprie azioni sconsiderate, promettere di voler invertire la rotta attraverso decisioni concrete. Per il bene di tutti.

Sebbene l’Italia sia un po’ meno rapida nell’accogliere le proposte dei movimenti ambientalisti, come dimostra il respingimento della mozione che richiedeva la dichiarazione dell’emergenza climatica, a livello locale sono diverse le amministrazioni che hanno scelto di dare un segnale importante. Uno dopo l’altro, sempre più Comuni italiani stanno dichiarando lo stato di emergenza climatica promettendo politiche e azioni più forti e pervasive per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento.

Vuoi tenerti sempre aggiornato sui passi avanti che stiamo facendo in Italia verso una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici? In questo articolo, troverai un elenco di chi ha deciso di rendere ufficiale la propria preoccupazione e il proprio impegno per contrastare, anche solo a livello locale, la deriva climatica a cui stiamo andando incontro.

  • Torchiarolo (Puglia): il Comune di Torchiarolo ha dichiarato lo stato di emergenza climatica il 6 giugno 2019, affermando la propria intenzione a impegnarsi nelle iniziative a favore del clima, appoggiare le iniziative cittadine di rivendicazione al diritto umano al clima, invitare il Governo a riformulare tutti i programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del diritto umano al clima.
  • Lucca (Toscana): il 4 giugno 2019, la giunta comunale di Lucca ha deliberato lo stato di emergenza climatica, accompagnandolo a un atto di indirizzo per l’avvio del percorso di realizzazione della strategia di sostenibilità ambientale 2030.
  • Maglie (Puglia): il 29 maggio 2019, anche Maglie ha emanato un documento per dichiarare l’emergenza a tutela del diritto umano al clima.
  • Napoli (Campania): il 24 maggio 2019, al termine del secondo Climate Strike globale, il Comune di Napoli ha emanato una delibera in cui riconosce “alla lotta ai cambiamenti climatici un ruolo prioritario nell'agenda dell'Amministrazione comunale, attenendosi alle direttive dell'Accordo di Parigi con particolare riguardo agli investimenti volti a ridurre le emissioni di gas serra.” L'Amministrazione comunale si impegna inoltre “ad intraprendere un dialogo istituzionale con gli enti governativi regionali e nazionali, affinché si dia concreta attuazione a provvedimenti volti alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni di gas serra” ed anche a “provvedere ad informare, educare ed orientare i cittadini verso modelli di consumo sostenibili, riducendo i consumi energetici, i rifiuti, gli sprechi alimentari e dell’acqua.” E anche a “ ridurre considerevolmente le emissioni di gas serra del territorio cittadino entro il 2030, accelerando parallelamente le strategie di adattamento e resilienza nei confronti degli effetti dei cambiamenti climatici.”
  • Milano (Lombardia): Il 19 maggio 2019, il Comune di Milano ha firmato una delibera in cui “si impegna a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, a predisporre entro sei mesi iniziative per la riduzione delle emissioni e per l'introduzione di energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di riforestazione urbana già in atto". Il sindaco, la giunta e il Consiglio comunale si impegnano poi a "intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione e farsi parte attiva presso il governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi".
  • Acri (Calabria): Acri è stato ufficialmente il primo Comune italiano a dichiarare l’emergenza climatica con una delibera firmata il 19 aprile 2019.