Il Parlamento dice no all’emergenza climatica (e l’Italia rischia di finire sotto processo)

Ieri nel Parlamento italiano si è parlato di ambiente: 4 mozioni sono state esaminate e votate per far fronte al disastro ambientale cui stiamo andando incontro. Le tre mozioni in cui veniva richiesta la dichiarazione di emergenza climatica in Italia sono state respinte, mentre è stata accolta quella in cui si punta a combattere i cambiamenti climatici con una spinta a nuove azioni sostenibili. Intanto, è stata avviata la campagna Giudizio Universale, che punta a processare lo Stato italiano se non agirà in fretta contro la deriva climatica.
Sara Del Dot 6 Giugno 2019

Ieri, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, lo stato di emergenza climatica in Italia non è stato dichiarato. Il Senato della Repubblica, infatti, ha respinto la richiesta presentata da Fi, LeU e Pd, che citava espressamente l’emergenza climatica, ma ha approvato invece la mozione del Movimento 5 Stelle sul contrasto ai cambiamenti climatici, che obbliga il Governo a prendere provvedimenti a favore dell’ambiente, sulla base dell’allarme lanciato mesi fa dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

Nella mozione di maggioranza approvata in Aula, l’Esecutivo dovrà adottare al più presto provvedimenti concreti per implementare l’eco-design, favorire l’auto-produzione distribuita di energia da rinnovabili, introdurre l’educazione ambientale nelle scuole per favorire conoscenza e sensibilizzazione.

Ma è sufficiente?

Per i Fridays for Future e gli altri gruppi ambientalisti, assolutamente no. Infatti, i seguaci di Greta Thunberg hanno subito reagito alla negazione dell’emergenza climatica, che tra l’altro è già stata dichiarata in alcuni Comuni italiani, tra cui Milano.

Giudizio Universale

Nel frattempo, lo Stato italiano rischia di finire sotto processo “per inazione” nei confronti del cambiamento climatico, grazie alla campagna Giudizio Universale – Invertiamo il processo promossa da cittadini, comitati, associazioni e attivisti che punta a stimolare una risposta alla crisi ambientale da parte delle istituzioni italiane oppure a fare in modo che queste ultime paghino le conseguenze della loro indifferenza.