Fuorisalone 2019: The Circular Garden, l’economia circolare che nasce dalla radice di un fungo

Dall’8 al 19 aprile, presso l’Orto Botanico di Brera, sarà possibile visitare The Circular Garden, un’installazione che ha l’obiettivo di mostrare le più recenti innovazioni di economia circolare. Non potresti infatti immaginare che questa struttura è stata costruita con la radice di un fungo.
Gaia Cortese 12 aprile 2019

Tocca tornare un attimo sul libro di scienze dei tempi della scuola e ripassare il capitolo dedicato ai funghi, perché sembra incredibile che da questi organismi si possa recuperare una radice utilizzabile come materiale di costruzione. E invece sembra proprio che sia vero, e potrai averne una dimostrazione visitando The Circular Garden, all'Orto Botanico di Brera di Milano, dall'8 al 19 aprile.

The Circular Garden è un’installazione coprodotta da Eni, che ha l’obiettivo di mostrare a chi la visiterà quali siano le più recenti innovazioni nel campo dell'economia circolare.

Come spiegato nella nota stampa, l’installazione “sperimenterà l’uso di un materiale da costruzione inaspettato: i funghi, la cui radice fibrosa – il micelio – sarà impiegata per andare a creare una serie di strutture architettoniche giganti, disposte attraverso il giardino. Il progetto si ispira al simbolismo dei giardini recintati del Medioevo, provando a realizzare un'architettura naturale, che parta dal giardino e infine ci possa ritornare, in modo del tutto sostenibile. Obiettivo dell’installazione è accompagnare i visitatori in un percorso che mostri le innovazioni di Eni nel campo dell'economia circolare, proponendo scenari concreti per superare l’attuale sistema economico lineare, basato sull'accumulo di rifiuti ed emissioni”.

Costruire con le radici dei funghi

Se arrivassimo davvero a costruire con le radici dei funghi, si tratterebbe di una soluzione così innovativa, da rivoluzionare il settore dell’edilizia e della progettazione: i funghi rappresenterebbero un materiale da costruzione economico, veloce e riciclabile al 100%.

Si legge sempre nella nota stampa che “per creare strutture fatte di micelio, ovvero le radici fibrose dei funghi, si inizia identificando un substrato organico – segatura, canapa o fieno – come sostanza nutritiva. Il substrato inoculato dal fungo viene quindi posizionato all'interno di uno stampo. A questo punto il micelio si espande e va a riempire tutto lo spazio a disposizione, diventando duro e resistente. Sottoposti ad alte temperature, i funghi vengono quindi disidratati, lasciando una struttura elastica che può essere utilizzata per costituire la forma desiderata. Rispetto alle tempistiche, per riempire uno stampo di un metro cubo di micelio occorre circa un mese e mezzo: tre settimane di crescita e asciugatura, tre settimane di disidratazione. Per il progetto, i progettisti di Carlo Ratti Associati ed Eni si sono affidati ad alcuni dei maggiori esperti europei nel campo della micologia e delle sue applicazioni”.

Un esempio di economia circolare

Il micelio è stato coltivato nei due mesi precedenti l'apertura del Circular Garden con l'aiuto del laboratorio olandese Krown, che vanta una esperienza riconosciuta a livello internazionale nel campo della micologia. Le spore sono state iniettate in materiale organico per avviare il processo di crescita. E, in modo altrettanto organico, tutto il micelio sarà triturato al termine della Milano Design Week per tornare al suolo, in modo circolare.

Un ciclo di vita che non si differenzia poi molto da quanto già veniva messo in pratica in tempi più antichi, quando nei giardini urbani aveva origine il compostaggio di rifiuti organici. Così, anche The Circular Garden, terminata la kermesse dedicata al design, non finirà in una discarica, ma vedrà la sua struttura smantellata e restituita alla terra, per dare inizio a un nuovo ciclo virtuoso di crescita.