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6 Settembre 2021
18:00

Gli alberi del mondo non stanno benissimo: il 30% rischia l’estinzione

Un nuovo rapporto di Botanic Gardens Conservation International accende i riflettori sullo stato di salute degli alberi nel mondo, illuminando una scomoda realtà.

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Gli alberi del mondo non stanno benissimo: il 30% rischia l’estinzione
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Quando si parla di specie a rischio, probabilmente ti vengono in mente soprattutto animali come il panda, l’orso polare e il gorilla, classificati e monitorati sapientemente dall’IUCN, l’organo delle Nazioni Unite per la conservazione e la salvaguardia di tutte le specie animali. Devi sapere, però, che a rischiare di scomparire sono anche gli alberi:  creature a cui forse ti senti meno legato ma a cui tutti noi dobbiamo la nostra sopravvivenza.

Per questo è importante conoscere lo stato di salute degli alberi sul nostro Pianeta, per valutare cosa stiamo facendo e cosa potremmo fare in più. Infatti forse non sapevi che al momento il 30% degli alberi rischia l’estinzione (17.500 specie circa), mentre ben 440 specie contano meno di 50 individui rimasti, alcune addirittura hanno un solo individuo superstite. Di estinte in natura, invece, se ne contano 142.

Sono tutti dati raccolti e diffusi nel rapporto State of the World’s Trees, pubblicato a settembre 2021 e realizzato da Botanic Gardens Conservation International, l’organo proprio dell’IUCN che si occupa di monitorare e valutare la conservazione e lo stato di salute degli alberi del mondo.

L’ente ha condotto un’intensa ricerca sulle condizioni delle 58.597 specie di alberi nel mondo con l’obiettivo di fornire una visione il più completa possibile del loro stato, e il risultato è stato definito come un vero e proprio campanello d’allarme.

“Sappiamo da tempo quanti mammiferi, uccelli e anfibi sono a rischio e verranno perduti per sempre in assenza di misure di conservazione. Ora, finalmente, sappiamo anche quanti e quali alberi rischiano l’estinzione, dove si trovano e cosa possiamo fare per invertire questo trend” si legge nella prefazione del rapporto.

Ma quali sono le cause di questa strage silenziosa? Agricoltura, disboscamento, incendi, perdita di habitat naturali, commercio del legname, parassiti e malattie. Naturalmente in alcune zone del mondo, come l’Africa e il Madagascar, la perdita si registra più che in altre.

Tenere sotto controllo la salute degli alberi è importantissimo: sebbene si tenda a darne per scontata la presenza, infatti, assorbono e immagazzinano CO2 donandoci ossigeno, aiutano i territori e la terra a respirare ed essere più resiliente e creano gli habitat naturali per le altre specie, ponendosi come scrigno di biodiverisità.

Un censimento di questo tipo, quindi, è un ottimo punto di partenza per avviare azioni di conservazione e arginare ulteriori perdite. Anche perché, come abbiamo già detto, riforestare non è semplice come sembra.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.