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1 Luglio 2021
16:00

Glifosato? No, grazie. La Germania ha deciso di vietare il discusso erbicida a partire dal 2024

Negli scorsi giorni il Parlamento tedesco ha approvato due leggi sull'ambiente molto importanti: la prima riguarda il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2045, la seconda sulla protezione degli insetti prevede delle restrizioni sull'utilizzo di alcuni pesticidi, tra cui il glifosato. Il suo uso sarà consentito fino alla fine 2023, dopo di che scatterà il divieto.

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Glifosato? No, grazie. La Germania ha deciso di vietare il discusso erbicida a partire dal 2024
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Mentre gli altri Paesi europei tentennano (inclusa l'Italia), sul glifosato, l'erbicida più diffuso al mondo, la Germania ha le idee chiare: stop al suo utilizzo a partire dal 2024. La notizia era già nell'aria da tempo, ma nei giorni scorsi è arrivata l'approvazione definitiva da parte del Bundestag. Il Parlamento tedesco ha infatti votato a favore dell'introduzione di alcune misure volte a proteggere le api e gli altri insetti impollinatori dall'inquinamento provocato dai pesticidi. Tra i prodotti fitosanitari banditi c'è anche il glifosato. Il suo uso verrà dunque ammesso fino alla fine del 2023, dopo di che entrerà in vigore il divieto.

Nella stessa seduta, i parlamentari tedeschi hanno approvato anche la nuova legge sul clima che fissa degli obiettivi più ambiziosi. La Germania infatti si impone di ridurre le emissioni di CO2 del 65% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, andando oltre il precedente obiettivo (condiviso con il resto dell'Unione Europea) del 55%, e di raggiungere la neutralità climatica (ovvero le zero emissioni nette di carbonio) entro il 2045.

A convincere il governo federale ad alzare l'asticella è stata soprattutto una recente sentenza della Corte Costituzione tedesca, che aveva bocciato la precedente legge sul clima, giudicandola insufficiente e quindi incapace di tutelare i diritti delle future generazioni. In un certo senso, quindi, la Germania vuole mostrare di correre ancora più veloce rispetto all'Unione Europea (che, ricordiamolo, ha stabilito con il Green Deal che entro il 2050 va raggiunta la carbon neutrality) sui temi legati alla tutela dell'ambiente e della biodiversità e alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.