HIV, un nuovo candidato vaccino potrebbe indurre anticorpi capaci di contrastare moltissime varianti del virus

Ricercatori del Duke Human Vaccine Institute hanno sviluppato un candidato vaccino contro HIV in grado di indurre in pochissimo tempo la produzione di un tipo particolare anticorpi solitamente difficile da indurre e capaci di colpire una ragione del virus che resta stabile durante le mutazioni. Ciò garantirebbe al farmaco un’azione diretta contro moltissime varianti.
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Kevin Ben Alì Zinati 20 Maggio 2024
* ultima modifica il 20/05/2024

Ci stiamo lavorando da decenni ma riuscire a sviluppare un vaccino contro l’HIV è una sfida decisamente complessa.

Ci sono diverse strade oggi aperte – dal lavoro del dottor Paolo Lusso a Washington a quello del San Raffaele di Milano – ma ancora oggi sappiamo che molto dipende sopratutto dalla capacità e dalla velocità con cui muta il virus dell’immunodeficienza umana: uno stratagemma necessario per adattarsi e sopravvivere che, di fatto, mette fuori uso la capacità del corpo di sviluppare i giusti anticorpi per contrastarlo.

HIV cambia forma così tante volte e così in fretta, che rende complicatissimo anche la costruzione artificiale di un vaccino in grado di prendere di mira il suo punto debole.

Qualcosa però potrebbe cambiare. O almeno è ciò che sperano i ricercatori del Duke Human Vaccine Institute di Durham, in Carolina del Nord (Stati Uniti) che hanno descritto un nuovo candidato vaccino capace di indurre in pochissimo tempo la produzione di un tipo particolare anticorpi neutralizzanti e solitamente difficile da indurre.

Ma non finisce qui, perché di risultati descritti sulla rivista Cell emerge chiara anche la capacitò di questo nuovo potenziale vaccino di prendere di mira una particolare regione del virus, chiamata MPER, che rimane stabile nei diversi ceppi di HIV.

Se confermato da successivi studi, potrebbe essere un modo per bloccare l’infezione da molte diverse varianti circolanti del virus dell’HIV.

Per ottenere questi primi entusiasmanti risultati, il team di ricercatori ha analizzato i dati di un trial clinico di Fase 1 del candidato vaccino in cui sono state coinvolte 20 persone sane e senza HIV: a 15 di loro sono state somministrate due delle quattro dosi pianificate del vaccino sperimentale, 5 invece ne hanno ricevute tre.

Il farmaco si è dimostrato estremamente efficace già dopo due sole iniezioni, innescando un tasso di risposta sierica del 95% e un tasso di risposta delle cellule T CD4+ nel sangue del 100%: si tratta di due misurazioni chiave per il contrasto di HIV e che dimostrano una forte attivazione immunitaria.

Nonostante lo studio sia stato interrotto a causa di una reazione allergica accusata da un paziente (nulla di pericoloso per la vita, simile ai rari casi segnalati con il vaccino antiCovid e probabilmente dovuto a un additivo), gli scienziati restano positivi e ambiziosi dopo quello che considerano un importante passo in avanti.

“Per ottenere un anticorpo ampiamente neutralizzante, è necessario che si verifichino una serie di eventi e in genere occorrono diversi anni dopo l’infezione. La sfida è sempre stata quella di ricreare gli eventi necessari in uno spazio di tempo più breve utilizzando un vaccino. È stato molto emozionante vedere che, con questa molecola vaccinale, potremmo effettivamente far emergere anticorpi neutralizzanti nel giro di poche settimane ha spiegato Wilton Williams, Ph.D., professore associato presso il Dipartimento di Chirurgia della Duke e membro del DHVI e principale autore dello studio.

Fonte | Duke Human Vaccine Institute

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