I Fridays for Future in piazza a Milano anche per la scuola: per gli attivisti green un primo corteo post-lockdown diverso dal solito

Questa mattina i giovani attivisti per il clima hanno inaugurato una nuova stagione di manifestazioni di piazza accanto a sindacati di categoria, collettivi studenteschi e Non Una di Meno. A differenza delle altre volte, quindi, non sono stati protagonisti assoluti avvicinandosi ad altre bandiere. Nonostante questo, il gruppo rimane assolutamente apartitico.
Sara Del Dot 25 settembre 2020

Fino a oggi li avevi sempre visti scendere in strada armati soltanto di cartelli colorati che chiedevano un cambio di rotta, l’addio alle fonti fossili, una maggiore attenzione da parte della politica ai problemi ambientali. Problemi che, lo sai bene, si intrecciano in modo indissolubile con tanti altri settori come quello sociale, dell’istruzione, della salute.

Così, questa mattina in piazza in occasione del Global Day of Action che ha visto anche la stessa Greta tornare munita di cartello davanti al parlamento svedese, gli attivisti Fridays for Future Milano hanno manifestato per la prima volta dopo il lockdown, inserendosi però in un ben più ampio contesto di protesta a cui non li avevamo mai visti avvicinarsi prima d’ora.

La loro manifestazione, infatti, ha rappresentato solo una parte di un più grande evento di protesta, sul tema caldissimo dell’istruzione, chiamato appunto “Curiamo la scuola”. Accanto a loro, questa mattina, le bandiere di Usb scuola, Cub, Unicobas e simboli di supporto al popolo curdo, oltre al gruppo di Non una di meno, studenti e universitari. Le circa 400 persone tra sindacati e studenti che hanno raggiunto piazza Duomo durante la mattinata hanno poi dato vita a lezioni improvvisate di femminismo e ambientalismo.

Una posizione atipica per i Fridays, che si sono trovati al fianco di bandiere diverse dalla propria. Una situazione che, tuttavia, non esprime la volontà di prendere una direzione politica di qualsiasi tipo.

“Quello di oggi è stato l’inizio di una nuova serie di proteste sia per il clima che per altri movimenti, che ha avuto come tema la priorità alla scuola” ci ha detto al telefono Miriam Martinelli, membro dei Fridays for Future Milano. “Nello specifico Fridays for Future chiede di integrare nelle ore scolastiche i temi ambientali, ma è importante ricordare che la nostra posizione rimane a-partitica.”

“Era una giornata dedicata agli scioperi dei sindacati di categoria, quindi è stata una situazione particolare anche per noi che comunque abbiamo voluto fare la nostra parte dell’interno di queste manifestazioni”, prosegue Andrea Ascari, anche lui Fridays for Future Milano. “Non era uno sciopero che abbiamo chiamato noi ma abbiamo deciso di aggregarci, eravamo una delle tante realtà che lo componevano, abbiamo fatto una lezione sul cambiamento climatico. Noi comunque rimaniamo apartitici come siamo sempre stati.”

Sullo sciopero nazionale previsto per il 9 ottobre, i FFF non hanno ancora le idee chiare. L’intenzione è quella di organizzare un corteo che rispetti le misure anti-Covid.