I leopardi sono a rischio estinzione, ma in Russia c’è un Centro che li educa per tornare liberi in natura

A Sochi, in Russia, precisamente all’interno del Parco Nazionale, esiste un centro che si occupa di prendersi cura dei leopardi, in particolar modo di una specie in via d’estinzione: il leopardo persiano, che dagli anni Cinquanta non è stato più avvistato.
Francesco Li Volti 15 settembre 2020

Secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura, meglio conosciuta con la sigla inglese IUCN, i leopardi sono animali in pericolo d'estinzione. Tutti i leopardi, senza differenziazioni.

Eppure ce n'è uno che sta rischiando seriamente di scomparire: si tratta del leopardo persiano, una specie oramai rarissima. Per intenderci, sarebbe quella tipologia di leopardo di taglia più grossa, spesso dal pelo bianco e che può arrivare a pesare anche 90 chili, coi canini più lunghi di tutto il mondo dei felini. Questo leopardo è molto diverso dagli altri; solo una decina di anni fa, un team di studiosi americani ha scoperto ben 40 differenza tra il suo DNA e quello degli altri felini. Ma il "persiano" non è diverso solo geneticamente: anche il colore del manto e le sue macchie sono leggermente differenti.

In tutto nel mondo ce ne sono circa 1.200 ed è per questa ragione che in Russia, a Sochi, tra il 2007 e il 2009 si è pensato bene di costruire un Centro di reintegrazione per i leopardi, all'interno del Parco Nazionale di Sochi. Un Centro unico al mondo, completamente dedicato allo studio di questo felino, voluto fortemente dal WWF Russia e il Ministero delle Risorse Naturali.

Il centro di reintegrazione dei Leopardi di Sochi

Come funziona

Gli scienziati di questo Centro hanno una grossa responsabilità. A loro è affidata l'ultima speranza per la riproduzione della specie. Quindi il centro specializzato russo, grazie al ritrovamento di due esemplari di leopardi persiani del 2007 e del 2009, ha dato il via al programma di reintegrazione. Dal momento della nascita, gli esemplari vengono sottoposti a un addestramento completo, imparando a cacciare in modo indipendente e a sopravvivere autonomamente in natura grazie alla riproduzione del suo habitat all'interno del Parco Nazionale di Sochi. All'età di due anni, i leopardi che riescono a superare tutti i test, vengono rilasciati.

Gli esperti valutano la loro capacità di cacciare, di evitare gli esseri umani e il bestiame, le loro condizioni fisiche e la competenza sociale quando interagiscono con i loro parenti.  Successivamente gli vengono apposti dei collari satellitari per essere monitorati, ottenendo così maggiori informazioni sui cicli di migrazione e sui processi di adattamento nel nuovo habitat.

Rilasciati 2 leopardi

Pochi giorni fa sono stati rilasciati nella Riserva del Caucaso due leopardi, Kodor e la femmina Laba. "Kodor e Laba hanno superato con successo tutti gli esami, quindi non abbiamo dubbi che si adatteranno perfettamente all'ambiente naturale. Tenendo conto che due maschi (Akhun e Artek) vivono già nel territorio della Riserva del Caucaso e un altro è uscito oggi, speriamo che quest'anno si possa formare una coppia che porterà i primi cuccioli nati allo stato brado", ha detto Dmitriy Gorshkov, Direttore del WWF Russia.

Questa è la terza volta che il Centro di Sochi rilascia una coppia di leopardi. I primi tre felini sono stati rilasciati nel 2016 e il successivo è stato rilasciato nel 2018. Durante questo periodo, i leopardi si sono stabiliti e hanno dimostrato un alto livello di adattamento in natura.

Rischi e pericoli

Tuttavia la perdita di habitat, ma anche la mancanza di prede, rischia di minare il successo del Centro di reintegrazione russo. Infatti quasi il 90% delle prede del leopardo persiano è in declino, mentre il 40% è già presente sulla Lista Rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura. L'alimentazione del leopardo è costituita soprattutto da mammiferi arboricoli e terricoli, per esempio gibboni, macachi e civette, ma anche cervi e uccelli.

Un'altra grave minaccia per il leopardo persiano è certamente il bracconaggio. Per fare una pelliccia con la sua pelle, servono 11 felini. La loro carne invece viene venduta anche nei mercati cinesi, così come le loro ossa che sono molto ricercate nel mercato nero.