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2 Maggio 2021
12:00

I Pirati della Plastica, la ciurma di volontari che ripulisce le spiagge della Toscana

Simone Guerrieri, l'ideatore dell'iniziativa, ci racconta com'è nata e che cosa ha in mente di creare a partire dalla plastica raccolta. Una storia di grande impegno e dedizione che inizia in Spagna, a Barcellona, e porta con sè diverse sorprese.

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I Pirati della Plastica, la ciurma di volontari che ripulisce le spiagge della Toscana
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Il protagonista della storia di oggi è Simone Guerrieri, un appassionato di pesca subacquea e in generale del mare, di cui nutre un grande rispetto. Da qualche anno, nel suo piccolo, ha deciso di tutelarlo. Sono nati così i Pirati della Plastica un gruppo di volontari che, in Toscana, ripuliscono le spiagge. Non hanno spade o vascelli, ma il loro obiettivo è creare opere d'arte a partire dai rifiuti raccolti. Scopriamo di più su di loro dalle parole di Simone.

Com'è scattata dentro di te la molla di voler fare di più per l'ambiente?

Ero a Barcellona, e a un certo punto notai molte persone radunate e cominciai ad osservarle e capii che erano impegnate in un'operazione ecologica. Mi unii a loro e, tornato a Livorno, ripensai molto a quel giorno e una volta sott'acqua vidi una spigola mangiare una cannuccia. Rimasi scioccato e decisi di rimboccarmi le maniche.

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Da lì sei partito nella tua avventura.

Armato di sacchi e guanti, attiravo l'attenzione degli altri e procedevo con determinazione. Dopo un po' si è creato un gruppo che oggi conta 1600 membri, ciascuno attivo a proprio modo. Noi livornesi ci reputiamo gente di mare e la figura del pirata è molto presente nelle nostre tradizioni.

Con quali obiettivi nasce il gruppo dei Pirati della Plastica?

Sensibilizzare. Dal litorale "La Vela", dove tutto ebbe inizio, ci siamo diretti verso il Molonovo, diga a protezione del porto dove si passano belle giornate in compagnia. Abbiamo fatto ricognizioni lungo i fossi della città tramite imbarcazioni e muniti di retino.

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Un'altra iniziativa che ricordi con piacere?

Quella intitolata "Barattiamo", che consiste nel riempire un bicchiere con i mozziconi di sigaretta recuperati e in cambio si riceve una bibita. Dalla superficie ci siamo spinti sott'acqua, dove, in un'altra occasione, ci siamo imbattuti in una quantità inimmaginabile di materiali inquinanti. Abbiamo trovato perfino il motore di una barca. È stato allora che ho voluto creare qualcosa con la plastica, un'opera che vede come soggetto un sub.

Cosa rievocano in te questi luoghi?

I ricordi delle prime pescate dove ancora dovevo imparare molto, emozioni forti e lunghe chiacchierate. Guardo al futuro e ho tanti progetti in cantiere. Attualmente siamo tutti volontari e ci incontriamo soprattutto la domenica e ogni volta che ci rechiamo verso il mare.

La ciurma è fondamentale.

Vogliamo coinvolgere un pubblico ampio e incoraggiare i buoni comportamenti nei confronti dell'ambiente. Come singoli interagiamo intrecciando le nostre vedute e le nostre capacità e avendo sempre obiettivi comuni.

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.