Il Bosco Verticale a Milano, simbolo di una città sempre più sostenibile

Un esempio di biodiversità. Un ecosistema con un suo microclima. Un progetto avveniristico. Il Bosco Verticale è un capolavoro architettonico che accorcia la distanza tra uomo e ambiente in una città metropolitana come Milano.
Gaia Cortese 23 ottobre 2018

Una foresta quasi in centro città. Se New York con Central Park ha il suo polmone verde, Milano può vantare il suo Bosco Verticale, un progetto architettonico molto ambizioso che è andato incontro al desiderio dei milanesi di avere più verde in città. Il Bosco Verticale è costituito da due grattacieli residenziali, rispettivamente di 110 m e 76 metri di altezza, realizzati nel quartiere riqualificato di Porta Nuova. Fin qui niente di sorprendente. Il fascino di questa opera architettonica è nei suoi 800 alberi, 4.500 arbusti e 15.000 piante ospitati dalle due torri.

Il Bosco Verticale rappresenta un ecosistema urbano, dove i diversi tipi di vegetazione presenti possono essere colonizzati da uccelli e insetti, un ecosistema con un proprio microclima che mitiga per esempio gli effetti del clima sempre più torrido e afoso dell'estate milanese. La varietà delle piante contribuisce a creare la giusta umidità dell'aria e soprattutto ad assorbire le polveri sottili e l'enorme quantità di anidride carbonica prodotta nel centro urbano. Le piante installate sul Bosco Verticale sono state prima coltivate in un vivaio specializzato: due anni di lavoro in sinergia con un gruppo di botanici, per prendersene cura e garantirne la qualità.

Il progetto è dello Studio Stefano Boeri Architetti. Con l'International Highrise Award vinto nel 2014, il Bosco Verticale è stato definito l'edificio più bello del mondo e non poteva che comparire in altre città del mondo.

Nel progetto di Vertical Foresting dello Studio Stefano Boeri, a Utrecht nei Paesi Bassi comparirà un altro Bosco Verticale, appartenente al progetto Wonderwoods che punta a creare nel centro della città olandese un Healthy Urban Quarter, una sorta di coabitazione tra città e natura. Una volta a pieno regime, la torre contribuirà ad assorbire circa 5,4 tonnellate di CO2. A Parigi la Forêt Blanche sarà una torre alta 54 metri con strutture costruite interamente in legno. Il suo orientamento a Est e ad Ovest permetterà il passaggio della luce solare durante tutto il giorno, mentre gli appartamenti saranno illuminati e ventilati naturalmente.

E a Nanjing nasce il primo Bosco Verticale cinese composto da due torri. La prima torre, alta 200 metri con una lanterna verde in cima, sarà sede di uffici, ospiterà un museo e naturalmente una scuola di architettura dall'impronta green. La seconda torre, alta 108 metri, ospiterà un hotel della catena Hyatt oltre a vari servizi commerciali, ricreativi ed educativi. Il progetto Nanjiing Vertical Forest è il terzo prototipo, dopo Milano e Losanna (con la Torre dei Cedri), di un progetto sulla forestazione urbana che lo studio Stefano Boeri Architetti sta portando avanti in tutto il mondo.