Il caffè fa male al fegato? No, anzi… Sapevi che 3 tazzine al giorno possono aiutarti a prevenire la cirrosi epatica?

Tutto nasce dallo studio del 1991 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui il caffè veniva inserito tra le sostanze “probabilmente cancerogene per l’essere umano”. Solo che, quindici anni dopo, nel 2016, questa dichiarazione fu completamente ribaltata dagli studi dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della Sanità (IARC), che anzi, ne promosse il consumo per via dei suoi effetti protettivi sul nostro organismo.
Francesco Li Volti 30 settembre 2020
* ultima modifica il 30/09/2020
In collaborazione con il Dott. Gennaro Scotto Rosato Biologo Nutrizionista

Dolori di stomaco? Colpa del caffè. Problemi al fegato? Chiaramente è colpa del caffè. Tutto è colpa del caffè. O almeno così si dice. E, e se ti dicessimo che tutto questo è tremendamente falso? Non rimanerci male, ma continua a leggere quello che abbiamo da dirti.

Non fa male, anzi…

È idea comune pensare che il caffè abbia un effetto negativo sull'organismo, soprattutto sul fegato. Probabilmente questo accade perché, quando lo ingerisci, a volte, sembra che "ti bruci" lo stomaco. Ma prova ad ascoltare il tuo corpo e sentirai che, pur avendo bevuto due o tre tazzine di caffè, sei in piedi e godi di ottima salute.

In passato il consumo di caffè veniva sconsigliato a chi aveva problemi di fegato, mentre invece oggi sappiamo che, grazie a uno studio del 2013 pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Gastroenterology and Hepatology, bere tre tazzine di caffè al giorno comporta una riduzione del 44% di sviluppare una cirrosi epatica. Addirittura la percentuale sale al 50% se ne bevi quattro. Nel 1991 l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato che il caffè potesse essere una bevanda "probabilmente cancerogena per l'essere umano". Ci sono voluti 15 anni di studi ed esperimenti per ribaltare questa convinzione.

Lo studio

Nel 2016, uno studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha infatti stabilito che non esistono prove per definire il caffè una sostanza “probabilmente cancerogena”. Anzi, c'è di più: questa bevanda sembrerebbe essere un ottimo protettore contro la cirrosi epatica.

Dalle analisi, effettuate tra il 2002 e il 2012, è stato evidenziato che nelle persone che consumavano almeno tre tazzine al giorno, la probabilità che si presentasse un tumore al fegato era notevolmente più bassa rispetto a chi non ne consumava affatto.

Ovviamente non bisogna esagerare. Tre o quattro tazzine di caffè al giorno, bastano e avanzano. Il caffè in dosi moderate, infatti, può rappresentare una buona fonte di antiossidanti, utili per combattere l'invecchiamento precoce dell'organismo.

Attenzione però a non pensare che basti qualche tazzina di caffè per ridurre il rischio di danno al fegato. Per mantenere il nostro fegato in salute è molto importante ridurre il consumo di alcool, del fumo di sigarette e seguire una dieta equilibrata e varia insieme a regolare esercizio fisico.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Gennaro Scotto Rosato, biologo nutrizionista, quali siano gli effetti del caffè sul nostro organismo:

"Il caffè, da sempre demonizzato, in realtà ha mostrato più di una volta i suoi effetti benefici per la salute se assunto in maniera moderata. Molti studi infatti dimostrano come un’assunzione moderata di caffè possa non solo non essere dannosa per la salute del fegato, ma addirittura possa avere un effetto protettivo nei confronti di alcune condizioni patologiche come la steatosi epatica non alcolica".

Fonti| IARC; Airc; Iss

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.