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11 Marzo 2021
12:30

Il colore dei fiori cambia a causa del climate change: è l’ennesima prova che il problema non va sottovalutato

Uno studio americano ha dimostrato che le specie di fiori che avevano vissuto importanti aumenti di temperatura, negli anni avevano perso pigmentazione e quindi colore diversamente da quelle che erano rimaste esposte a un aumento della siccità che, invece, avevano aumentato la propria pigmentazione. Il cambio di colorazione potrebbe influenzare le interazioni pianta-impollinatore e pianta-erbivoro.

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Il colore dei fiori cambia a causa del climate change: è l’ennesima prova che il problema non va sottovalutato
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Se ancora ce ne fosse bisogno, oggi abbiamo un’altra prova della pericolosità del cambiamento climatico. Questa volta è una prova visiva. Sì, perché i colori dei fiori cambiano a causa della mutazione del clima, diventano più o meno intensi a seconda delle variazioni di temperatura e umidità a cui sono sottoposti. Confrontando quasi duemila fiori conservati negli erbari di vari musei con i dati climatici degli ultimi 125 anni, un gruppo di ricercatori della Clemson University, nel South Carolina, sulla rivista Proceedings of the Royal Society B ha descritto un altro effetto non da poco del climate change.

Fiori e clima

I ricercatori sono partiti dalle descrizioni del colore dei fiori prese da campioni conservati in diversi musei e risalenti anche al 1895: in totale hanno individuato 12 specie diffuse nel Nord America.

Poi hanno preso i dati climatici specifici del mese e dell'anno in cui è avvenuta la loro raccolta, tra cui quelli sulle precipitazioni mensili, la temperatura minima, massima e media e le differenze di pressione tra l’umidità all’intento e all’esterno del fiore.

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In questo modo hanno potuto collegare i cambiamenti di temperatura e aridità con i cambiamenti di colore nello spettro visibile dall'uomo, che va dal bianco al viola.

La risposta al climate change 

Lo studio dei ricercatori americani ha messo in chiaro che i fiori hanno reagito ai cambiamenti climatici. Dai risultati è emerso che le specie che avevano vissuto importanti aumenti di temperatura avevano perso pigmentazione e quindi colore, diversamente da quelle che erano rimaste esposte a un aumento della siccità che avevano invece aumentato la propria pigmentazione.

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Due delle specie che tendevano a diventare più chiare si troverebbero nella zona occidentale del Nord America, colpita da variazioni di temperatura più drastiche rispetto agli Stati Uniti orientali.

Secondo gli autori, cambiamenti nel colore dei fiori possono non essere necessariamente un male ma hanno anche ammesso che potrebbero influenzare le interazioni pianta-impollinatore e pianta-erbivoro.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.