Il gas radon: cos’è, dove si trova e quali pericoli può rappresentare per la tua salute

Non lo vedi e non lo percepisci e forse è proprio per questo che il gas radon rappresenta la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta. Un buon accorgimento per scongiurare una concentrazione troppo elevata in casa tua è quella di arieggiare spesso gli ambienti, soprattutto nei piani più a contatto con il suolo.
Giulia Dallagiovanna 28 Febbraio 2019

Hai mai sentito parlare del gas radon? Probabilmente no. Eppure, secondo i dati del ministero della Salute, è la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo. Si tratta di una sostanza inodore e incolore, che proviene dal decadimento dell'uranio. Si trova ovunque, soprattutto nel suolo e nelle rocce, ma se si disperde nell'ambiente non rappresenta un problema per l'uomo. È quando si accumula all'interno di una stanza chiusa, a casa tuo o nel tuo luogo di lavoro, che può diventare tossico a mano a mano che aumenta la concentrazione.

Solitamente si propaga in un edificio a partire dalle fondamenta o dal materiale di costruzione, se di origine vulcanica. Gli ambienti ai quali prestare più attenzione sono i piani interrati e seminterrati, ma anche i livelli collegati direttamente con questi.

Oggi esiste una direttiva europea che prevede di non superare i 300 Bequerel al metro cubo (unità di misura delle sostanze radioattive), ma il rischio rimane ancora elevato, soprattutto perché sconosciuto alla maggior parte della popolazione.

Cos'è il gas radon

Il radon è un gas nobile che proviene dal decadimento dell'uranio, passando attraverso uno stadio intermedio: il radio. Prodotto soprattutto da rocce e suolo, l'uranio è formato da atomi instabili, chiamati anche radioattivi, cioè che mutano e si trasformano in altro materiale, senza bisogno di alcun agente esterno. È in questo modo che da minerale radioattivo diventa il radio, proprio la sostanza utilizzata per la terapia contro alcuni tipi di tumore.

Mano a mano che la disintegrazione prosegue, si ottiene il radon. Solo che un gas, a differenza dei precursori solidi, può muoversi attraverso i pori di terra o di rocce. Non solo, ma può anche essere trasportato verso l'alto e, da qui, diffondersi nell'atmosfera. E non è questo l'ultimo stadio del decadimento: gli atomi possono continuare a mutare dando origine a quelli che vengono definiti i "figli" del radon: polonio, piombo e bismuto. Tutte particelle radioattive presenti nell'aria e che possono anche reagire con altre molecole già presenti, ad esempio con i vapori del fumo di sigaretta.

In generale, il radon si muoverà più facilmente all'interno di terreni porosi e ricchi di fessurazioni. Tra questi, anche il granito e il profilo, utilizzati come materiale da costruzione. Come avrai capito il radon è quindi ovunque e non può essere evitato, ma ci sono alcuni accorgimenti che dovresti attivare per evitare che la concentrazione di questo gas diventi troppo alta e metta in pericolo la tua salute.

Dove si trova il radon

Oltre a suolo e a rocce, quello che ti interesserà sapere è dove puoi trovare il radon in casa tua. La principale fonte di propagazione sono le fondamenta, perché si inseriscono direttamente nel suolo. Se questo presenta un elevato contenuto di uranio o di radio, non potrà che veicolare anche il gas. Come ti dicevo prima, il transito sarà più facile attraverso le superfici ghiaiose o sabbiose. Non avverrà invece negli strati più argillosi e ricchi di acqua.

Nella tua abitazione dovrai perciò prestare attenzione prima di tutto al terreno edificabile e ai materiali di costruzione e poi all'acqua che circola, possibile mezzo di trasporto per le molecole di gas.

Come potrai facilmente intuire, gli ambienti da tenere più sott'occhio sono quelli interrati e seminterrati. Cantine, garage, dispense ed eventuali taverne stanno i luoghi che verranno raggiunti per primi dal radon. E, di conseguenza, tutte le stanze che comunicano in modo più diretto con questi piani, per mezzo di scale o botole.

E poi ci sono alcuni luoghi dove non ti aspetteresti proprio di trovarlo. Negli ospedali, per esempio, in particolare quelli con reparti oncologici dove si effettuano le radioterapie. Oppure nei centri termali, perché questo gas, con tutte le dovute precauzioni e i trattamenti del caso, viene utilizzato anche per le inalazioni a scopo curativo.

Pericoli del radon gas per la salute

Il radon è un agente cancerogeno ed è questo il maggiore pericolo che rappresenta per la tua salute. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il radon rientra di diritto nel gruppo 1 delle sostanze tossiche per i polmoni. Per darti l'idea, tieni presente che in quella stessa categoria sono presenti anche amianto e fumo di sigaretta.

L'entità della minaccia dipendente anche dal tempo di esposizione al gas e dalla sua concentrazione nell'ambiente in cui lo hai respirato. Ad esempio, le particelle che vengono emesse nell'atmosfera all'esterno degli edifici non rappresentano un problema, poiché si disperdono. È invece nei luoghi chiusi che dovrai prestare più attenzione, in particolare in quelli che frequenti più spesso, come casa tua e il luogo in cui lavori.

Occorre però fare una precisazione. Il vero problema non è il radon in sé, ma i suoi prodotti di decadimento, cioè i "figli" di cui ti parlavo prima. Infatti, se la maggior parte del gas che viene inalata, viene anche quasi automaticamente espulsa dal tuo organismo, quello che rimane sono le sostanze che ne derivano. Queste si attaccano alle particelle di particolato, presenti ormai in tutti gli ambienti, e si depositano sulle pareti del tuo apparato respiratorio. Così intaccano prima i polmoni e poi i bronchi. Polonio, piombo e bismuto. Tutti materiali radioattivi, le cui onde possono produrre dei danni al Dna delle cellule di quegli organi e trasformarle in tumorali.

Ecco perché quando si parla di rischio radon, in realtà ci si riferisce a questo gas come a una sorta di trasportatore di prodotti tossici e  potenzialmente cancerogeni. Ogni anno infatti, 3200 persone in Italia si ammalano a causa dell'esposizione a questo gas nobile e il 10% dei decessi per tumore polmonare sono riconducibili alle sue sostanze di decadimento.

Il radon e il fumo di sigaretta

È stata riscontrata una percentuale di rischio più alta nei fumatori, rispetto alle persone che non avevano mai toccato una sigaretta nella loro vita. Nello specifico, dato lo stesso tipo di esposizione al radon, le probabilità aumentano di 25 volte in chi ha il vizio del fumo. Anche per questa ragione, è sempre preferibile porre fine a un'abitudine così dannosa.

Ma se proprio non riesci a dire basta, evita assolutamente di fumare in locali chiusi. Non ha importanza se è casa tua e ti sembra di non dare fastidio a nessuno. Le particelle inquinanti permangono nell'aria e possono fare reazione con il radon. Il problema, ti ricordo, non è tanto la presenza di gas e vapore di sigaretta assieme, quando il loro accumulo e l'aumento della concentrazione negli ambienti.

Come si elimina il radon

La prevenzione dagli effetti più dannosi del radon per la tua salute, dovrai farla cercando soprattutto di scongiurare il più possibile una sua elevata concentrazione. La prima regola è quindi arieggiare spesso gli ambienti della tua casa. E poi, come ti dicevo prima, cerca di non fumare, soprattutto in stanze chiuse.

Ma se il gas si propaga partendo dai piani seminterrati, un buon accorgimento sarà quello di installare una porta che rompa ogni collegamento diretto fra questi e il resto dell'abitazione. Inoltre, dovresti assicurarti che in questa zona siano comunque presenti finestre e valvole di sfogo per l'aria.

Molto dipende anche da dove e con quale materiale è stato costruito l'edificio in cui abiti. Se ad esempio è stato eretto con porfido, basalto, cementi o altra materia di origine vulcanica, faresti bene a misurare la concentrazione di radon in casa tua. È probabile che, se i risultati saranno negativi, ti vengano consigliati alcuni interventi strutturali, come la depressurizzazione del terreno, l'aspirazione dell'aria interna, la ventilazione del vespaio (lo strato fra il piano seminterrato e il suolo) e l'impermeabilizzazione del pavimento.

Se però la tua casa è stata edificata dal 2013 in poi, allora è molto probabile che questi accorgimenti siano già stati presi da chi l'ha costruita. È infatti in quell'anno che esce la direttiva europea Euratom 59/2013, che fissa un limite massimo alla concentrazione di radon negli ambienti. Tieni però presente che l'Organizzazione mondiale della sanità ha abbassato la soglia a 100 Bequerel per metro cubo, ovvero di un terzo inferiore rispetto alla norma. Perciò arieggiare di frequente le stanze e interrompere i collegamenti diretti con i piani interrati è sempre una forma di prevenzione consigliata.

Fonti| Istituto superiore di sanità; Fondazione Veronesi; Ispra