Il parco dei Virunga dice addio a Ndakasi: la gorilla è morta tra le braccia amorevoli del suo custode

Si è spenta dopo una lunga malattia Ndakasi, l’esemplare di gorilla di montagna (specie a rischio estinzione) divenuto famoso nell’agosto del 2019 per un selfie in cui posava, insieme all'”amica” Ndeze, quasi con naturalezza davanti all’obiettivo. La sua vita è sempre stata intrecciata a quella del ranger Andrè Bauma, che si è preso cura di lei fin da quando è rimasta orfana in tenera età.
Federico Turrisi 7 Ottobre 2021

A volte una fotografia può valere più di mille parole. Quella che ritrae la gorilla di montagna Ndakasi, ormai senza vita, mentre abbraccia l'essere umano che si è preso cura di lei per tutta la vita è a dir poco commovente. È una grave perdita quella che piange il parco nazionale dei Virunga, area naturale protetta della Repubblica Democratica del Congo inserita dal 1979 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco. Dopo una lunga malattia, Ndakasi si è spenta all'età di 14 anni lo scorso 26 settembre (il comunicato è stato diffuso dal parco però soltanto l'altro ieri).

La sua storia è molto particolare e vale la pena di essere raccontata. Nata nel 2007, Ndakasi era rimasta orfana quando aveva appena due mesi: era stata infatti ritrovata aggrappata al cadavere della madre, uccisa poche ore prima dai bracconieri. Dopo un periodo di riabilitazione in un centro di soccorso a Goma, era stata trasferita al Centro Senkwekwe, l'orfanotrofio per gorilla situato all'interno del parco dei Virunga, dove per oltre un decennio ha ricevuto le cure amorevoli del custode Andrè Bauma, l'uomo della fotografia di cui parlavamo all'inizio.

Ndakasi è diventata famosa in tutto il mondo, insieme a un altro esemplare di gorilla di montagna, Ndeze, nell'agosto del 2019 grazie a un selfie scattato proprio dal suo "padre adottivo". La fotografia divenne virale perché ritraeva i due primati apparentemente a loro agio davanti all'obiettivo.

Ndakasi se ne è andata tra le braccia del suo amico di sempre. "È stato un privilegio sostenere e prendersi cura di una creatura così amorevole, soprattutto conoscendo il trauma che Ndakasi ha subito in tenera età", sono state le parole di Andrè Bauma, come riporta la nota pubblicata sul sito del Parco dei Virunga. "Si potrebbe dire che abbia preso da sua madre, Nyiransekuye, il cui nome significa «qualcuno felice di accogliere gli altri». È stata la dolce natura e l'intelligenza di Ndakasi ad aiutarmi a capire la connessione tra gli umani e le grandi scimmie e perché dovremmo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggerli. Sono orgoglioso di dire che Ndakasi è stata mia amica. L'amavo come una bambina e la sua personalità allegra mi faceva sorridere ogni volta che interagivo con lei. Mancherà a tutti noi di Virunga, ma siamo per sempre grati per la ricchezza che Ndakasi ha portato nelle nostre vite durante il suo periodo a Senkwekwe".