Il Permafrost continua a sciogliersi e le regioni artiche rischiano il collasso

Il riscaldamento globale rischia di accelerare drammaticamente lo scioglimento del permafrost, quello strato di terreno (in teoria) perennemente ghiacciato che si trova alle latitudini polari. Le conseguenze? Il rilascio di miliardi di tonnellate di gas serra oltre a smottamenti, crolli e disagi che metterebbero in ginocchio le comunità e le popolazioni che vivono nelle regioni artiche.
Gianluca Cedolin 19 Gennaio 2022

Uno dei maggiori pericoli legati alla crisi climatica riguarda lo scioglimento del permafrost, quello strato di terreno (in teoria) perennemente ghiacciato che si trova alle latitudini polari.

Il riscaldamento globale rischia di scatenare, e anzi in parte sta già scatenando, un pericoloso circolo vizioso: le emissioni aumentano la temperatura, per questo il permafrost si scioglie e, nel processo, libera una quantità incredibile di gas serra.

All'interno dello strato congelato, infatti, sono intrappolate enormi riserve di gas inquinanti come anidride carbonica e metano. Pariamo di un potenziale rilascio di 1.700 miliardi di tonnellate di metano e CO2, molto più di quelli emessi in un anno da tutte le attività umane del Pianeta.

I danni sono evidenti prima di tutto per l'atmosfera e gli ecosistemi, e quindi per la nostra vita, ma una serie di studi uscita su Nature, dal titolo Impacts of permafrost degradation on infrastructure, ha analizzato l'impatto della degradazione del permafrost sulle infrastrutture nelle regioni artiche, messe a rischio dallo scioglimento dello strato di ghiaccio.

Secondo la ricerca, circa il 70% delle infrastrutture esistenti nella zona del Permafrost (tra case, industrie, strade, costruzioni di vario genere) è a rischio entro il 2050, e la situazione peggiorerà con l'aggravarsi della crisi climatica. Intere comunità e popolazioni fanno affidamento su quelle infrastrutture, che giacciono sopra uno strato di ghiaccio pronto a sciogliersi e a causare smottamenti, crolli e molti altri problemi.

In termini economici, parliamo di danni da decine di miliardi di dollari per stati come Russia, Canada e anche alcune zone degli Stati Uniti. Per questo, i compilatori del progetto hanno sottolineato l'importanza, nella costruzione di nuove infrastrutture, di valutare attentamente i rischi e di applicare misure di mitigazione, e di cercare per quanto possibile di mettere in sicurezza quelle già esistenti.

La soluzione al problema, però, resta la lotta alla crisi climatica che genera il riscaldamento globale, da cui dipende lo scioglimento del Permafrost.