Il permafrost continua a sciogliersi e questo potrebbe accelerare il cambiamento climatico

Lo scioglimento del permafrost causa numerosi problemi all’ambiente. Emissioni di gas serra e virus nascosti da secoli nei ghiacciai sono una minaccia da non sottovalutare.
Alessandro Artuso 1 giugno 2020

I cambiamenti climatici provocano diversi fenomeno preoccupanti, tra cui anche lo scongelamento del permafrost, il quale può a sua volta peggiorare la situazione e accelerare il rialzo delle temperature. Per porre un freno a questo problema, nel 2015 furono ratificati gli accordi di Parigi con l'idea di contenere l'aumento delle temperature sotto i 2 gradi centigradi, entro la fine del 2100. Le cose, però, non vanno nel migliore dei modi visto che nell'Artico il permafrost continua a perdere consistenza causando, a sua volta, ulteriori emissioni di gas serra.

Non solo quindi terribili conseguenze per l'essere umano, ma anche per gli animali che abitano in queste zone. Intanto, grazie a un rapporto del JRC, sono state analizzate le conseguenze prodotte anche dalle conseguenti emissioni di anidride carbonica che hanno origine proprio da questo scioglimento.

Cosa è il permafrost

Si tratta di un terreno dove il suolo è perennemente ghiacciato. Il suo scioglimento, però, può causare frane e altri eventi naturali. Il permafrost si trova in Nord Europa, nell'America Settentrionale e anche in Siberia dove le temperature sono spesso piuttosto basse.

Le cause dirette e indirette dello scioglimento

Di sicuro i cambiamenti climatici sono la cause diretta e anche una conseguenza dello scioglimento, ma i processi legati a questo evento sono diversi e riguardano emissioni di anidride carbonica, metano e accelerazione del riscaldamento globale. Secondo gli studiosi le passate condizioni climatiche favorirono la proliferazione della vegetazione sotto la coltre di ghiaccio e di conseguenza anche del carbonio presente nell'atmosfera. Un suo scioglimento, quindi, diventa causa di gravi problemi per l'ambiente.

Gli effetti

Uno studio di gennaio, pubblicato sul server BioRXiv, ha già evidenziato lo sprigionamento di virus e batteri presenti nei ghiacciai ormai da millenni. Con la perforazione dei ghiacci è possibile analizzare i microbi che vi si annidano, scoprendo decine di potenziali pericoli per l'ambiente circostante e anche per l'essere umano.