
Nel nord dell’Etiopia, tra paesaggi rocciosi e scenari spettacolari, esiste uno dei luoghi di culto più difficili da raggiungere al mondo. Si chiama Abuna Yemata Guh, una piccola cappella costruita su una parete verticale a oltre 200 metri di altezza.
La sua posizione non è casuale. Secondo la tradizione, fu fondata nel V secolo in un punto così elevato per essere più vicina al cielo. Un luogo isolato, nascosto e quasi irraggiungibile, che ancora oggi conserva un fascino unico.
A mantenere viva questa chiesa è il sacerdote Gebre Rufael, protagonista di una storia che ha dell’incredibile. Da oltre 50 anni, ogni giorno, affronta una scalata a mani nude lungo la parete rocciosa per raggiungere la cappella.
Non esistono scale, né protezioni moderne. Il percorso è fatto di appigli naturali, tratti esposti e passaggi stretti che richiedono esperienza e concentrazione. Un errore può essere fatale, ma il sacerdote continua a salire senza esitazione.
Non si tratta solo di un gesto personale. Ogni domenica, infatti, la cappella ospita la funzione religiosa. Anche gli abitanti dei villaggi vicini affrontano la salita per partecipare, pregare o ricevere i sacramenti.
La particolarità è che, secondo quanto raccontato dal sacerdote, non si sarebbero mai verificati incidenti. «Dio veglia su di noi», ha spiegato, sottolineando il legame tra fede e sicurezza in un contesto così estremo.
All’interno della cappella si conserva un patrimonio artistico e religioso di grande valore. Le pareti sono decorate con affreschi che raffigurano santi e i dodici apostoli, realizzati in epoche antiche e ancora ben visibili.
Tra gli oggetti più preziosi custoditi nel piccolo spazio c’è anche una Bibbia molto antica, realizzata in pelle di capra. Un simbolo della tradizione che continua a essere preservato nonostante le difficoltà logistiche.
La storia di Gebre Rufael rappresenta un esempio di dedizione fuori dal comune. Non solo per la fatica fisica, ma per la costanza con cui, giorno dopo giorno, continua a svolgere il suo ruolo.
In un mondo sempre più accessibile, esistono ancora luoghi che richiedono impegno e sacrificio per essere raggiunti. Questa cappella, sospesa tra terra e cielo, ne è uno degli esempi più sorprendenti.