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18 Febbraio 2022
18:00

Il riscaldamento globale si abbatte sull’Artico: l’erosione potrebbe “mangiare” oltre 3 metri di costa ogni anno

Il fenomeno, causato dalla crisi climatica, sembra destinato addirittura a raddoppiare entro la fine del secolo, mettendo in pericolo le popolazioni e le infrastrutture.

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Il riscaldamento globale si abbatte sull’Artico: l’erosione potrebbe “mangiare” oltre 3 metri di costa ogni anno
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Di recente ti avevamo raccontato di quel pessimo circolo vizioso in corso nelle regioni artiche, dove il riscaldamento globale causato dai gas serra emessi dall'uomo genera lo scioglimento del permafrost, e questo scioglimento gigantesco strato congelato causa a sua volta l'emissione di tonnellate di gas serra in esso intrappolati.

Avevi visto come lo scioglimento dei ghiacci sia un pericolo per le infrastrutture e per la sicurezza delle popolazioni che risiedono da quelle parti, oltre che per il resto del mondo (con l'innalzamento del livello del mare).

Un nuovo studio uscito di recente ha esaminato un altro problema causato dalla crisi climatica nell'estremo nord del mondo: l'erosione delle coste artiche.

Il fenomeno, in corso da tempo, potrebbe addirittura raddoppiare entro fine secolo, se le emissioni di gas serra continuassero su questo trend. Gli autori della ricerca, intitolata Increase in Arctic coastal erosion and its sensitivity to warming in the twenty-first century e uscita su Nature, hanno elaborato un algoritmo per calcolare l'erosione delle coste che si affacciano sull'Oceano Artico, in base ai vari scenari di emissioni.

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Se non interverremo immediatamente sul taglio delle emissioni, l'erosione potrebbe arrivare a rosicchiare tre metri di costa l'anno, con tutti i danni che ne conseguirebbero; nell'erosione, inoltre, vengono rilasciati gas serra.

«Secondo lo studio, lungo le coste non soltanto si perde gradualmente una massa sempre maggiore in termini assoluti, ma all'aumento di ogni grado della temperatura aumenta il tasso annuale di erosione delle coste», ha detto David Nielsen, il primo compilatore dello studio. I ricercatori hanno informato le istituzioni sullo stato di conservazione della costa e sulle possibili azioni da intraprendere per combattere la crisi.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.